DUCETTO SCATENATO – RENZI MINACCIA DI ABOLIRE DIRETTAMENTE IL SENATO SE GLI METTONO IL BASTONE TRA LE RUOTE SULLA RIFORMA – IL PIANO “B” NASCE DALLA CONVINZIONE CHE SAREBBE COMUNQUE UNA DECISIONE ASSAI POPOLARE

1. RENZI VUOLE BLINDARE IL PD CON LA CONTA IN DIREZIONE MA C’È ANCHE UN PIANO B: ABOLIRE PALAZZO MADAMA

Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera

 

Renzi senatoRenzi senato

«Tanto vale abolirlo». Una battuta? Nemmeno per sogno. Un segno della determinazione assoluta del presidente del Consiglio. Abolire cosa? Il Senato. Del tutto. Si può anche superare il bicameralismo perfetto in modo diverso dall’attuale: non trasformando Palazzo Madama in Camera delle autonomie territoriali, con alcune funzioni di garanzia costituzionale, ma appunto prevedendo nient’altro che una sua chiusura. 


Matteo Renzi ha già compiuto un’accelerazione improvvisa, inaspettata, nel decidere di portare subito in Aula, scavalcando i lavori in Commissione, la riforma istituzionale. Ora attende le decisioni del presidente di Palazzo Madama, Pietro Grasso, e la direzione di lunedì del Pd: dove si voterà una linea politica, dove chiederà come in altre occasioni «non disciplina di partito, ma lealtà e responsabilità» ai suoi parlamentari, e dove però si metteranno anche in chiaro alcune cose che forse non tutti hanno previsto, almeno finora. 

renzi a cernobbio con la boschi nirenzi a cernobbio con la boschi ni


Se Grasso dovesse decidere di giudicare emendabile l’articolo 2, il discusso e contestato articolo che regola il sistema elettivo dei futuri senatori, su cui le Camere si sono già espresse due volte e che per il premier è sostanzialmente intoccabile, allora la contromossa potrebbe essere più che inattesa, addirittura clamorosa. 


Renzi lo ha già detto ai suoi, ne ha discusso con i vertici del partito, non ne fa mistero. Per lui toccare l’articolo 2, come vorrebbe la minoranza dem, significherebbe snaturare l’impianto complessivo, la coerenza, della riforma. Si aprirebbe, oltretutto, una sorta di vaso di Pandora, col rischio di mettere in gioco altri punti, ormai dati per assodati, del provvedimento. «E dopo 30 anni di discussioni», come direbbe Anna Finocchiaro, «di tutto abbiamo bisogno che di un mostro giuridico», concludono a Palazzo Chigi. 

GRASSO RENZI IL FOGLIOGRASSO RENZI IL FOGLIO


Insomma il «tanto vale abolirlo» è al momento ipotesi residuale, subordinata, ma pronta a diventare addirittura linea politica, se le cose dovessero mettersi male. Ovviamente se Grasso giudicasse inemendabile l’articolo 2, come ha già fatto Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, allora tutto si sgonfierebbe in un attimo. Viceversa il premier è pronto a presentare lui stesso, cioè il governo, degli emendamenti (o farlo fare ad un pezzo del suo partito): molto più drastici di quelli che finora sono stati oggetto di divisioni e incomprensioni all’interno della maggioranza. 


Del resto una correzione totale di rotta del suo partito, e degli altri partiti della maggioranza, sarebbe facilmente spiegabile agli elettori: una Camera al posto di due, costi della politica dimezzati, semplificazione istituzionale. Insomma una riforma della Costituzione molto più netta e drastica, sistema monocamerale, punto e basta. 

renzi grasso mattarellarenzi grasso mattarella


La preoccupazione del premier, e con lui del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, e di tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi al testo in discussione in terza lettura al Senato, è infatti proprio questa: ad oggi il testo di riforma ha una sua coerenza organica, l’ipotesi di modifiche non concordate, non bilanciate in un preciso disegno politico, comporta il rischio di un brutto lavoro o di una brutta riforma, così come accadde con il Titolo V della Costituzione, che ora si vuole correggere. 


Nella direzione di lunedì prossimo Renzi chiederà un voto, richiamerà il partito ad una linea politica unitaria, dirà che quella che ha davanti il Pd è un’occasione straordinaria di semplificare il sistema istituzionale italiano, dopo decenni di discussioni infruttuose. «Noi intendiamo andare avanti perché è una riforma di cui il Paese ha bisogno ed è un percorso che abbiamo intrapreso più di un anno fa, riprendendo un dibattito ormai trentennale del nostro Paese», è stata ieri la sintesi di Lorenzo Guerini, vicesegretario dem.

LAURA BOLDRINI PIERO GRASSO
LAURA BOLDRINI PIERO GRASSO

 

Ma se si aprisse il vaso di Pandora degli emendamenti, allora il premier sarebbe pronto a prendere decisioni radicali. 

 

2. P.CHIGI,RENZI MAI DETTO ABOLISCO SENATO E FACCIO MUSEO

(ANSA) - ROMA, 17 SET - L'ufficio stampa di Palazzo Chigi smentisce la frase "abolisco il Senato e ci faccio un museo" attribuita oggi al presidente del Consiglio da un quotidiano, "frase volgare e assurda che Renzi non ha pronunciato nè pensato o riferito", aggiunge l'ufficio stampa.

matteo renzi cernobbio crisimatteo renzi cernobbio crisi

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…