khalifa haftar

ECCO CHI E’ KHALIFA HAFTAR, IL BAFFO FORTE DELLA CIRENAICA - L’ADDESTRAMENTO MILITARE IN UNIONE SOVIETICA, GLI ANNI IN ESILIO IN VIRGINIA TRASCORSI ACCANTO AL QUARTIER GENERALE DELLA CIA, LA PRIGIONIA IN CIAD, L’AMICIZIA E POI IL DISTACCO DA GHEDDAFI E L’ANTICA E PERSISTENTE AMBIZIONE DI DIVENTARE IL GRAN CAPO DELLA LIBIA...

Roberta Zunini per “il Fatto quotidiano”

 

VINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTAR

La strada per arrivare al vertice del potere libico, il feldmaresciallo Khalifa Haftar l'ha imboccata quando era poco più che ventenne, mezzo secolo fa. Per conquistarla ha dovuto imparare prima il russo, poi l'inglese e passare anni in esilio in terra statunitense, domiciliato in Virginia, accanto al quartier generale della Cia, a Langley.

 

Nato nel 1943 ad Ajdabiya, città della Cirenaica distante 150 chilometri dal suo attuale quartier generale a Bengasi, Haftar, membro della tribu al-Farjani, subito dopo essersi diplomato nel 1966, si trasferì nell' ex Unione Sovietica per ricevere addestramento militare, ottenendo un attestato di ufficiale straniero all' accademia militare M.V. Frunze . Da Mosca si spostò in Egitto, oggi tra i suoi più strenui sostenitori per fare ritorno in Libia nel 1969 e prendere parte al colpo di stato contro re Idris guidato dal suo collega ufficiale Muammar Gheddafi.

generale khalifa haftar

 

Come Gheddafi, Haftar riteneva che l' esercito sarebbe stato la salvezza della Libia.

Ma il paese precipitò nella dittatura e poi nella guerra quando Gheddafi invase il vicino Ciad. La cosiddetta "Guerra della Toyota" di Gheddafi si concluse in un disastro. Nel settembre 1987 il Ciad, aiutato dall' intelligence francese e statunitense, lanciò un potente attacco notturno alla base aerea meridionale libica, uccidendo 1.700 soldati e prendendo 300 prigionieri, tra cui il loro comandante, cioè Haftar.

 

KHALIFA HAFTAR

Da quel momento le strade del maresciallo e quella di Gheddafi iniziarono a separarsi, in modo tutt' altro che amichevole. Gheddafi rinnegò il suo comandante fatto prigioniero con parole dure e oltraggiose e Haftar accettò di venire liberato dagli agenti della Cia in cambio della diserzione e della sua partecipazione attiva alla brigata in esilio dell' Esercito nazionale libico.

 

"Heftar era un soldato molto esperto", ha svelato Ashour Shamis, negli anni Ottanta membro dell' opposizione anti-Gheddafi. Allora Gheddafi era considerato dall'amministrazione Reagan il nemico numero uno, uno dei maggiori sostenitori del terrorismo internazionale. Con la fine della guerra fredda, la Libia ha perse la sua importanza strategica e la Cia tagliò i fondi per la brigata di Haftar che, pertanto, lasciò l'opposizione per tentare di ricucire con Gheddafi, pur senza tornare in patria.

 

Heftar tornò a Bengasi solo poco dopo l'inizio della rivolta libica iniziata nel 2011.

khalifa haftar

Ma le sue aspettative vennero deluse perché non riuscì a diventare il comandante delle forze di sicurezza, ma fu retrocesso a numero due dietro l'ex capo dei servizi segreti, Abdel Fatah Younis. Il consiglio di transizione nazionale lo riteneva troppo compromesso per il suo antico, seppur rotto da decenni, sodalizio con Gheddafi.

 

La sua sete di vendetta e di potere ha controbilanciato l'umiliazione e di conseguenza, anziché fermarsi e lasciare il paese, ha ricominciato a tessere l'ennesima tela di rapporti raccogliendo forte sostegno in buona parte della Cirenaica quando mosse i suoi miliziani contro i tagliagole dello Stato Islamico a Bengazi e quindi a Derna. L'operazione "Dignità" lo ha aiutato a emergere definitivamente dallo stato di paria.

 

KHALIFA HAFTAR

Nel 2014 il Libya National Army uccise dopo mesi di combattimento Mohammed Azahawi, il leader del movimento terroristico Ansar al-Sharia, legato ad Al Qaeda, che aveva preso d'assalto il consolato Usa a Bengasi uccidendo l'ambasciatore Chris Stevens.

"Nessuno viene ingannato quando Haftar afferma di guidare l' esercito nazionale", ha dichiarato Jason Pack di Libya-analysis.com.

 

KHALIFA HAFTAR

Dopo aver conquistato il sud del paese però è difficile continuare a negare che, se non proprio un esercito, la sua sia almeno la milizia più popolosa e forte, dotata di artiglieria pesante e aerei che possono lanciare razzi. "Ma la vittoria è tutt' altro che certa anche se l'offensiva di Heftar sta rispondendo a un' esigenza profondamente sentita" dice l' esperto libico George Joffe . Haftar combatterà fino all' ultimo. Leggendo la sua storia è evidente che ciò che lo muove è l' arrivo al vertice della Libia. A qualunque costo.

KHALIFA HAFTAR

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