crosetto mattarella tajani meloni

CHI È IL MINISTRO DEGLI ESTERI, TAJANI O CROSETTO? - MENTRE IL FORZISTA È SDRAIATO SU GIORGIA MELONI, PERCHÉ SOGNA IL COLLE, IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA PARLA COME SE FOSSE IL CAPO DELLA FARNESINA: “LA POLITICA DI NETANYAHU RISCHIA DI FAR CRESCERE GENERAZIONE DI TERRORISTI” – TRUMP, MACRON E I VOLENTEROSI: L’INTERVISTA ALLA “STAMPA” - SE CROSETTO È IN LINEA CON IL QUIRINALE DI OGGI, TAJANI SI IMMAGINA AL QUIRINALE DOMANI

Estratto dell’articolo di Alessandro De Angelis per “La Stampa”

 

guido crosetto giorgia meloni parata del 2 giugno 2025 foto lapresse

Guido Crosetto non definisce un «fallimento» il vertice di Istanbul: «Dopo anni di impossibilità per ogni tipo di dialogo, è positivo ci si sieda attorno a un tavolo e si parli di liberare i prigionieri e far tornare i bambini alle loro famiglie. […]».

 

Ma, al tempo stesso, quel vertice per il ministro della Difesa ribadisce un principio di realtà: «Il rubinetto per chiudere la crisi è nelle mani di una sola persona, Putin. Lui ha iniziato la guerra, lui prosegue l’offensiva sul terreno, lui non pare intenzionato a una trattativa vera. Come se non bastasse, aumenta le produzioni militari e annuncia nuove campagne di reclutamento: un milione e 600 mila militari, tre volte quelli che aveva all’inizio della guerra, e 5 milioni di riservisti».

 

Che cosa ci dicono questi segnali?

guido crosetto antonio tajani vertice nato di vilnius

«È una capacità militare oggettivamente non compatibile con l’ipotesi di una tregua e della pace che tutti vorremmo. Ed è una forza militare che potrebbe investire anche su altri fronti, come ci confermano le crescenti preoccupazioni dei paesi baltici.

 

Conferma ciò che penso da tre anni in qua: sarà il secolo delle grandi potenze e non delle grandi democrazie. Proprio per questo la sicurezza deve diventare una priorità per l’Europa […]».

 

Non pensa che l’errore capitale fatto da Trump in questi mesi sia di aver legittimato Putin come interlocutore con pari dignità?

«Sono convinto che Trump non volesse legittimare Putin, ma indurlo a trattare, con le sue modalità. Putin purtroppo si legittima da solo con la sua potenza militare e con la forza da autocrate di una grande nazione che ha una produzione industriale, ormai tutta riconvertita a una produzione “di guerra”, superiore a quella occidentale».

 

sergio mattarella antonio tajani guido crosetto

Prende sul serio Trump quando dice che si disimpegna dall’Ucraina?

«Non c’è dubbio che la sua priorità geostrategica è l’Indo-pacifico e che il braccio di ferro degli Usa, nei prossimi decenni, sarà con la Cina. Non solo dal punto di vista militare, ma anche sul terreno delle materie prime, delle terre rare, della tecnologia.

 

Ma non penso che Trump possa rischiare che si apra un fronte europeo più vasto di quello che c’è oggi e tale da metter in crisi gli Stati Uniti coi suoi alleati storici. Proprio in funzione della competizione con la Cina, gli Stati Uniti non possono restare soli».

 

Gli attacchi degli ucraini ci dicono che loro comunque andranno avanti anche in caso di disimpegno. Se accade noi che facciamo?

macron meloni incontro a palazzo chigi

«L’Ucraina ha sviluppato una capacità di produzione industriale notevole e ha dimostrato […] una capacità offensiva incredibile che la mette ai primi posti del mondo. L’Europa continuerà a fare la sua parte. Gli Stati Uniti dovranno decidere: non si può far finta di non vedere che la ferita è troppo profonda e in grado di allargare le sue infezioni altrove. Il medico pietoso, come noto, uccide il malato».

 

L’Italia a Istanbul c’era. Questa non è la smentita che non partecipavamo ai Volenterosi perché volevano mandare le truppe?

«Guardi che noi, nei volenterosi, ci siamo stati e in tutti i vertici. Io stesso ho mandato i nostri militari. E abbiamo sempre detto che non aveva senso programmare missioni sul suolo ucraino finché non ci fosse stata una tregua. Quando si porrà la questione di una missione di pace la nostra posizione è che non ha senso affidarla solo a quelli che avevano sostenuto l’Ucraina: dovrà essere allargata e posta sotto l’egida dell’Onu».

 

VOLODYMYR ZELENSKY VLADIMIR PUTIN

L’incontro di Giorgia Meloni con Macron segna un disgelo dei rapporti?

«È un passo importante non solo per i rapporti Italia-Francia, ma anche per l’Europa. Mi pare evidente che per affrontare il tema della difesa e della deterrenza occorre mettere insieme le nazioni più grandi a livello militare che sono Germania, Francia, Italia. Allo stesso modo, un confronto preventivo tra Italia e Francia può consentire di disinnescare molte problematiche alla vigilia del prossimo incontro Nato».

 

Su Gaza lei è stato molto netto nella condanna di Netanyahu. La sua posizione è quella del governo?

PETE HEGSETH GUIDO CROSETTO

«È la stessa posizione della presidente del Consiglio, del ministro degli Esteri, del governo. Nonché di Sergio Mattarella, nelle cui parole ci riconosciamo tutti».

 

In concreto, è favorevole a sospendere l’accordo di associazione dell’Ue con Israele?

«Non capisco cosa c’entra far pagare i drammatici e ingiustificabili errori del governo Netanyahu a un popolo o ad una nazione. Noi restiamo amici del popolo e dello Stato di Israele».

 

Perché non è d’accordo sul riconoscimento dello Stato palestinese, come chiede Macron?

benjamin netanyahu nella striscia di gaza

«È una proposta politica solo simbolica, buona per i comizi. Il nostro orizzonte è quello sancito dalla risoluzione dell’Onu per i “due popoli, due Stati”. Serve far ragionare Netanyahu ed estirpare Hamas: non esiste una realistica ricostruzione di Gaza sotto una organizzazione terroristica».

 

Se Netanyahu occupa Gaza, quali rischi comporta, anche per l’Italia, la destabilizzazione dell’area?

«Ne vedo due, molto seri. Uno riguarda i profughi […]. La contestuale destabilizzazione, già in atto, in Libia da parte della Russia prefigura un rischio molto grave che può avere ricadute che ci riguardano. Il Mediterraneo è un mare così piccolo che l’onda che si alza arriva subito».

guido crosetto e giorgia meloni alla camera foto lapresse

 

Il secondo immagino che sia il terrorismo. Disse una volta Andreotti: “Se fossi nato lì sarei terrorista anche io”. E non aveva ancora visto all’opera Netanyahu.

«Il venir meno della prospettiva di uno Stato palestinese può avere il prevedibile effetto di una radicalizzazione lì con ricadute anche qui, inteso come Occidente. La politica di Netanyahu rischia di far crescere generazioni di terroristi che colpiscono gli amici di Israele in tutto il mondo.

 

L’Italia, finora, è stata immune da questo rischio, anche grazie anche ai suoi apparati di intelligence e di sicurezza. Oltre a questo, però, serve che torni la politica. Infatti, per il governo il Mediterraneo è sempre stata una priorità».

 

Scusi, ma io non vedo un ruolo autonomo dell’Italia, come è sempre stato, sin dai tempi di Aldo Moro e Bettino Craxi.

attacco israeliano a khan yunis striscia di gaza 5

«E sbaglia. Siamo impegnati politicamente in Medio Oriente come nel resto del Mediterraneo allargato, col piano Mattei, che esprime proprio questa visione. Occorre, però, ora, per le ragioni dette, un salto di qualità: fare del piano Mattei un grande piano europeo. […]».

 

Però Trump ha lasciato finora mano libera a Netanyahu su Gaza, il quale a sua volta non ha ostacolato gli accordi con l’Iran sul nucleare. È questo lo scambio?

«No. Trump sta dando segnali per far ragionare Netanyahu, il più grande dei quali è stata la sua visita nei paesi arabi e in Siria senza passare da Israele. Non sono segnali banali».

 

attacco israeliano a khan yunis striscia di gaza 4

 

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