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ECLISSE DI RENZI - TRAVAGLIO: “ORA CHE LE LINGUE, COME I GHIACCIAI, SI RITIRANO, RENZI FA IL DIVERTITO. DOVREBBE SPIEGARCI PERCHÉ NON HA MAI RESPINTO UNA LINGUA. ANZI LE HA PROMOSSE TUTTE: AL PARTITO, AL GOVERNO, NELLE AZIENDE STATALI E PARASTATALI, HA SEMPRE PREFERITO ALLA MERITOCRAZIA LA LINGUOCRAZIA”

Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

 

renzi vs travaglio a otto e mezzo     renzi vs travaglio a otto e mezzo

Martedì, non si sa come, a Renzi è scappata di bocca una frase di senso compiuto: "Li ho visti i leccaculo professionisti, potrei tenere un corso per riconoscerli. Non lo immaginavo, ma la discesa dal carro è un momento spassoso: quelli che prima ti adulavano smettono di salutarti. Ma è un gioco e io sto al gioco".

 

MATTEO RENZI TRA ANDREOTTI E BUTTIGLIONEMATTEO RENZI TRA ANDREOTTI E BUTTIGLIONE

Ci sia consentita una confessione. All' inizio, quando non contava nulla, faceva il sindaco di Firenze, perdeva le primarie contro Bersani e si preparava alla rivincita, Renzi ci stava simpatico. Una sera, dietro le quinte di Servizio Pubblico (all' epoca ancora accoglieva con gioia gl'inviti di Santoro), raccontò divertito e divertente una scena che gli capitava di frequente: "Vado a inaugurare, che so, un giardinetto pubblico e mi trovo davanti un inviato della Rai mai visto prima che, a telecamera e microfono ancora spenti, mi sussurra all' orecchio: 'Oh, Matteo, io sono sempre stato dalla tua parte'".

 

VERNACOLIERE LECCACULO  2VERNACOLIERE LECCACULO 2

Il guaio è che poi, appena divenne segretario e premier, Renzi li imbarcò tutti, ma proprio tutti, sul suo carro. Non solo le neolingue in erba alla prima leccata (tecnicamente dette "leccaculo", perché dedite a un solo oggetto del desiderio), ma anche le lingue-scuola, le veterane di seconda, terza e quarta mano e generazione (denominate "leccaculi" per la loro flessibilità e versatilità), insomma l' usato sicuro.

 

abbraccio tra maria elena boschi e matteo renziabbraccio tra maria elena boschi e matteo renzi

Nessuna fu rimandata indietro, neppure quelle consumate dall' uso prolungato nel ventennio berlusconiano, che anzi gli si appiccicarono a ventosa eleggendolo a erede universale del Cainano.

 

Ora, com' era inevitabile dopo la triplice scoppola comunali 2016-referendum-comunali 2017, qualcuna è scesa dal carro e già si applica ai nuovi venuti (anche se trovare qualcosa da leccare in Gentiloni o in Mattarella è dura: per dirla con Altan, "non si trovano più culi che valgano la pena") e soprattutto a quelli che potrebbero venire (dalle parti di Pisapia si nota un certo rifrullo di bave, senza dimenticare Calenda e Minniti, grandi stimolatori di ghiandole salivarie).

 

VERNACOLIERE LECCACULO 1VERNACOLIERE LECCACULO 1

Ma il grosso della truppa linguale è lì sospesa a mezz' aria, a compulsare nervosamente i sondaggi, nel terrore di sbagliare culo e doversene pentire: basta una leccatina fuori posto e, a parte l' inutile dispendio di saliva, ti giochi la carriera fino al prossimo giro. Una vita d' inferno: come diceva Corrado Guzzanti nei panni di Emilio Fede, "nulla è più difficile che leccare culi in movimento". Bei tempi quand' era tutto più chiaro e prevedibile: quelli di B., quando non occorreva particolare preveggenza né fantasia; e il quadriennio renziano, che ispirò al Vernacoliere un' immortale copertina.

 

Questa: "Vuoi fare carriera? Partecipa al grande concorso di Stato 'Lecca anche te il culo a Renzi'. Più lecchi più vinci posti in politica, nei giornali, alla Rai e su tante altre poltrone di successo. Possibili anche leccate di gruppo". Anzi la sovrabbondanza di offerta rispetto alla domanda creava il problema inverso a quello odierno: "Ir vero problema è che Renzi cià un culo solo, e chi nielo vole leccà sono milioni. Mapperò la Serracchiani ha già penzato a tutto: 'r culo dell' amato Premier potrà esse' leccato anche 'n fotografia".

 

Ora che le lingue, come i ghiacciai, si ritirano, Renzi fa il divertito. Ma siamo sicuri che se la spassi, e non preferisse prima? Ed è proprio certo di potersela cavare con battute pseudosimpatiche?

 

Siccome il salto sul carro del vincitore presuppone che il vincitore sia d' accordo, dovrebbe spiegarci perché non ha mai respinto una lingua. Anzi le ha promosse tutte: al partito, al governo, nelle aziende statali e parastatali, ha sempre preferito alla meritocrazia la linguocrazia, che ne è l' esatto contrario, visto che avanza leccando solo chi non ha sviluppato altri organi.

 

SILVIO BERLUSCONI ED EMILIO FEDE SILVIO BERLUSCONI ED EMILIO FEDE

Non è "un gioco": se siamo comandati da mediocri buoni a nulla capaci di tutto (soprattutto a leccare), è colpa di chi li ha messi lì. Ma non tutto è perduto: Renzi rivela di aver imparato a "riconoscere i leccaculo" e ora potrebbe "tenere un corso" ad hoc. Bene, cominci subito dal vertice del Pd, per poi passare a ministri, sottosegretari, manager e amministratori pubblici, candidati alle prossime elezioni politiche e amministrative, giù giù fino alla Rai. Lì i leccaculo/i sono ancora tutti sul carro o con le lingue a mezz' asta, non tanto per devozione o gratitudine, quanto perché non gli hanno ancora comunicato chi verrà dopo.

 

Che ne dice Renzi di liberarsene subito? Non sappiamo quale tecnica usi per riconoscerli. Ma, al suo posto, adotteremmo quella di Fortebraccio che, sull' Unità, prendeva di mira il direttore del Resto del Carlino, Girolamo Modesti, ribattezzato "il maggiordomo del cavaliere Attilio Monti" (petroliere ed editore del quotidiano), "Modesti Girolamo-ai -suoi-comandi", "Girolamo-c' è-da-portare-giù-il-cane", "Girolamo-per-favore-il-portacenere": " Quando Modesti la sera smette di lavorare, lucida la cancelleria col Sidol, spolvera il tavolo, abbassa le tapparelle, si toglie la giacca a righine coi bottoni d' ottone. Poi, silenzioso e discreto, lascia la sua stanza, che i redattori chiamano 'office', e va a bussare alla porta dello studio del principale: 'Signore - dice inchinandosi - io avrei finito. Ha bisogno d' altro?'. 'Andate pure, Girolamo. Se mi occorrerà qualche cosa mi servirò da solo' Gente così, nata in casa, ormai non se ne trova più ".

LECCACULO 1LECCACULO 1

 

Ecco, la prossima volta che riceve Alfano, o Martina, od Orfini, o un direttore di tg o di giornale a caso, Renzi faccia la prova: "Un caffè macchiato con molto zucchero!". Chi scatta sull' attenti e corre a prenderlo è fuori. O domandi a bruciapelo: "Caro, secondo te qual è il mio peggiore difetto?". Chi risponde "Sei troppo buono, Matteo" è fottuto. Perché non c' è niente da fare: a furia di leccare - diceva Flaiano - qualcosa sulla lingua rimane sempre.

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