“EVITIAMO CHE VANNACCI ARRIVI AL 15%” – I DUBBI DI GIORGIA MELONI SULLA LEGGE ELETTORALE. DA UNA PARTE LA DUCETTA E’ CONSAPEVOLE CHE CON IL PARTITO DEL GENERALE, ORMAI ALL’8%, SOPRA FORZA ITALIA E SEMPRE PIÙ STACCATO DALLA LEGA, IL SECONDO TURNO PUÒ ESSERE L’UNICO MODO PER TENTARE DI ACCIUFFARE UNA MAGGIORANZA NELLA PROSSIMA LEGISLATURA. MA IN QUESTO MODO E’ ANCHE VERO CHE VANNACCI RISCHIEREBBE DI “CANNIBALIZZARE” NON SOLO IL CARROCCIO, MA PURE GLI ALTRI PARTITI DELLA COALIZIONE – PER QUESTO LA PREMIER HA ACCETTATO CHE FOSSE IL SOLO MARCELLO PERA A PRESENTARE UN EMENDAMENTO PER IL BALLOTTAGGIO – LA MELONI, ALLA FESTA SUI 4 ANNI DI GOVERNO, SI PREPARA A NUOVI ANNUNCI SULLE TASSE E SULLA SICUREZZA, SEMPRE IN FUNZIONE ANTI-VANNACCI CHE...
Lorenzo De Cicco per https://www.repubblica.it/politica/2026/09/02/news/legge_elettorale_retroscena_meloni_vannacci-425559698/?ref=RHLF-BG-P8-S1-T1-r35678 - Estratti
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3
L’apertura di Giorgia Meloni c’è, ma è ancora avvolta da una coltre spessa di dubbi e calcoli politici. E così la premier, ricevendo l’altro ieri sera i leader della coalizione di governo - i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, più il leader di Noi Moderati - per fare un punto sulle amministrative, ma soprattutto per fermare la giostra di proposte e contro-proposte sulla legge elettorale, dopo quattr’ore di discussione ha dovuto prendere atto che non è l’ora del gong. Vale soprattutto per l’idea di resuscitare il ballottaggio.
La presidente del Consiglio è consapevole che con la creatura di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, ormai all’8%, sopra Forza Italia e sempre più staccata dalla Lega, il secondo turno può essere l’unico modo per tentare di acciuffare una maggioranza nella prossima legislatura. Ma nel chiuso del summit valuta anche lo scenario opposto.
Non solo gli eventuali benefici, ma anche i possibili (e salati) costi. Con considerazioni così, raccontano diverse fonti a conoscenza del vertice: con il ballottaggio si affievolisce il richiamo del voto utile per il centrodestra tradizionale. Vannacci insomma rischierebbe di «cannibalizzare» non solo il Carroccio, ma pure gli altri partiti della coalizione. Arrivando «in doppia cifra» o addirittura «al 15%», sono mozziconi di ragionamenti ripetuti nel corso del vertice.
Dunque che fare? Dopo attente riflessioni, la premier ha accettato che fosse il solo Marcello Pera a presentare un emendamento per il ballottaggio. «A titolo personale», trapela da FdI. Una proposta che sarà messa ai voti peraltro solo in Aula tra una settimana, non subito in commissione (dunque non avrà il parere del governo, che si terrà le mani libere). Il motivo della mossa l’ha spiegato la stessa Meloni agli alleati: «Intanto presentiamo l’emendamento di Pera, poi si decide all’ultimo» se conviene o no. Pure Tajani alla fine si è sfilato: se non siamo tutti d’accordo, FI non presenterà un suo emendamento, non si espone. E la Lega di certo d’accordo non era, temendo di essere la più esposta al rischio di “sdoganare” Vannacci al primo turno.
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2
A proposito dell’ex generale: la premier continua a lavorare al discorso che terrà venerdì al porto di Bari. È la festa di FdI per il governo «più longevo» della Repubblica. Sarebbe dovuta durare due giorni, invece alla fine sarà formato minimal: un paio d’ore, praticamente monopolizzate da Meloni. Dai fedelissimi allora trapela: ci sarà un annuncio sulla sicurezza. E poi certo le tasse, gli aiuti al ceto medio. Ma è la concorrenza a destra di Fn a crucciare i “Fratelli”, perché Vannacci soffia sulla delusione di un pezzo di elettorato proprio sull’ordine pubblico e l’immigrazione, cioè i cavalli di battaglia di FdI, in teoria.
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TAJANI MELONI SALVINI
roberto vannacci coi meloni in mano
roberto vannacci col cetriolo in mano 2
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