EXPO SUBITO E VADO A PROCESSO - SI VA VERSO IL GIUDIZIO IMMEDIATO SULLA CUPOLA CHE PILOTAVA GLI APPALTI DELL'EXPO 2015. E IL COMMISSARIO SALA CHIEDE POTERI VERI PER IL PRESIDENTE DELL'AUTORITA' ANTICORRUZIONE

Francesco Spini per "La Stampa"

raffaele cantoneraffaele cantone

La Procura di Milano stringe sulla «cupola» che pilotava appalti e prometteva carriere all’ombra di Expo 2015: si va verso il giudizio immediato. Nel frattempo il commissario unico dell’evento, Giuseppe Sala, chiede «poteri veri» per il presidente dell’autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone.

E, in tv, non perde però l’occasione per fare distinguo: un conto sono i «miliardi di tangenti» del Mose, altro conto è «il possibile condizionamento su un paio di gare», una da 80 e un’altra da 40 milioni. Accostare il malaffare emerso in Expo al terremoto veneto del Mose, attacca, equivale a giocare «al massacro nel momento in cui bisogna andare avanti».Per quella che Sala chiama la «cupoletta di pensionati della Prima Repubblica» si avvicina il momento del giudizio.

GIANSTEFANO FRIGERIO GIANSTEFANO FRIGERIO

Per l’ex segretario lombardo della Dc, Gianstefano Frigerio, per il «compagno G», l’ex Pci Primo Greganti, per l’ex senatore Pdl Luigi Grillo (oggi si saprà cos’ha deciso il Tribunale del Riesame sulla richiesta di domiciliari presentata dai suoi legali: in pochi scommettono su un accoglimento...), per il factotum Sergio Cattozzo (Udc-Ncd), così come per l’ex manager di Expo Angelo Paris e per l’imprenditore Enrico Maltauro, finiti in carcere l’8 maggio per associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta, in appalti relativi all’Esposizione Universale, alla Sogin e alla Città della salute, i pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio stanno valutando di richiedere al gip Fabio Antezza il giudizio immediato.

ANTONIO ROGNONI ANTONIO ROGNONI

Stessa richiesta dovrebbe arrivare per l’ex dg di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni, ai domiciliari. Il rito immediato permetterebbe di passare direttamente al dibattimento in Tribunale saltando l’udienza preliminare. Per gli inquirenti in questo caso la prova «appare evidente», come richiede il codice di procedura penale. Il quadro accusatorio emerso a seguito delle indagini è stato confermato dagli interrogatori. Gli elementi sono numerosi e precisi. Per completare le verifiche in settimana sarà di nuovo interrogato Cattozzo e altri imprenditori indagati.

MATTEO RENZI A MILANO PER L EXPO FOTO LAPRESSE MATTEO RENZI A MILANO PER L EXPO FOTO LAPRESSE

Poi la Procura potrà rompere gli indugi sul rito immediato, per cui ha 180 giorni di tempo dallo scattare delle manette. In seguito potrebbero arrivare dai legali le richieste di giudizio abbreviato, che permetterebbero sconti di pena. Mentre le indagini proseguono anche su altri filoni, il commissario Sala va in tv, da Lucia Annunziata, anzitutto per allontanare ogni ombra dalla sua persona: «Chiunque mi conosce sa, senza timore di smentita, che sono incorruttibile. Per questo non mi si sono mai avvicinati e mai mi si avvicineranno», afferma sicuro. Paris, invece, è tutta un’altra storia.

GREGANTI fbb db cc c a ad ba ad ff GREGANTI fbb db cc c a ad ba ad ff

«Un grigio manager» rivelatosi «l’anello debole della catena» circuito da una «cupoletta» con promesse di carriera. «Dopodiché ad oggi non si sa se siano girati soldi verso le strutture dell’Expo» né «risulta che ci siano delle gare che siano invalide», aggiunge Sala, «per dare la dimensione della cosa». Che fare ora però con un’azienda come la Maltauro, coinvolta nello scandalo? Sala assicura che a lui «crea un grandissimo disagio» sapere che «continua a lavorare per noi».

Il problema è che «io non posso se non ho un atto che arriva da una prefettura o un qualunque altro atto, prendere la Maltauro e buttarla fuori: se lo faccio creo un danno patrimoniale» a Expo. Sala ringrazia il Capo dello Stato Napolitano per il sostegno e concorda col premier Renzi: non serve «aumentare la dimensione dei controlli, ma la loro qualità».

Così vede «assolutamente di buon occhio il fatto che a Cantone vengano dati poteri veri». Una sua rinuncia? «Sarebbe un grande problema». Il provvedimento all’esame del governo venerdì dovrà anche «metterci in condizione di gestire situazioni come quella di Maltauro».

La sua attività «deve essere segregata, come commissariata, una parte di quei lavori devono essere sottoposti a vigilanza speciale» per intervenire al primo segnale. Così come vanno sistemate altre partite, altre aziende al lavoro su Expo su cui «abbiamo riserve» anche se non sono stati commessi «illeciti».

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?