centri accoglienza

LA FABBRICA DEI CLANDESTINI – IN SARDEGNA I CENTRI TURISTICI TRASFORMATI IN CENTRI D’ACCOGLIENZA. GUADAGNANO UN MILIONE E MEZZO ALL’ANNO E TRATTANO GLI IMMIGRATI IN MODO INUMANO: MA SONO IN REGOLA CON LA LEGGE - MINORENNI ABBANDONATI E PROSTITUZIONE DELLE NIGERIANE - PER L’ACCOGLIENZA LO STATO PAGA 4,5 MILIARDI ALL’ANNO

 

Andrea Malaguti per la Stampa

 

centri di accoglienzacentri di accoglienza

La Lancia Delta si ferma sullo sterrato davanti al grosso cubo di cemento e fa scendere la ragazza nera. L' autista ingrana la prima sollevando un polverone che si deposita sul vestito della giovane nigeriana. Ha un volto appesantito e magro. Le fa sembrare gli occhi ancora più grandi. Sono venuti a prenderla alle dieci del mattino, l' hanno portata a battere e adesso, sei ore dopo, la riconsegnano a domicilio. «Senti, scusa». La ragazza gira impercettibilmente la testa e abbassa gli occhi, perché la paura scaccia ogni emozione ma non la vergogna.

 

Supera il cancello e si confonde fra uomini e donne ospiti di quella che era una discoteca e ora è un Cas: centro straordinario di accoglienza. Uno dei 120 sparsi per la Sardegna e sbucati come funghi negli ultimi due anni.

 

PROSTITUTE NIGERIANEPROSTITUTE NIGERIANE

Un mediatore culturale si avvicina al gruppo di persone guidate da una senatrice 5 Stelle arrivata per un' ispezione. Dice: «Vi stavamo aspettando». Ha intenzione di mostrare il meglio del servizio per i richiedenti asilo. Ma quel meglio non c' è. Centodiciannove persone. Venti minorenni. Molte donne. Quattro aspettano un bambino. Gli altri sono maschi adulti che ciondolano.

 

La legge dice che donne, minori e uomini devono stare separati. Il mediatore senegalese scuote le spalle. «Siamo in emergenza, no?». Lo sanno bene le prefetture, costrette a reperire alloggi in fretta e furia. Poche strutture pubbliche e molte cavallette private confuse fra decine di cooperative sane. Servirebbero controlli. Ma ci vuole tempo. E soprattutto personale. Che non c' è.

 

Il cubo di cemento ha due piani, camere arrangiate da dieci, dodici posti, letti a castello, lenzuola sottili che sembrano carta vetrata, bagni lasciati andare - «questi non sanno cos' è la pulizia» - uno stanzone dove sono raggruppati gli under 18. E, in fondo a quella che doveva essere la pista da ballo, oggi perfettamente pulita, una tv. «Qui facciamo lezioni d' italiano», dice fiero il mediatore. Quando? «Due volte a settimana». Partecipano tutti? «Mica li possiamo obbligare».

 

centri di accoglienza 8centri di accoglienza 8

Uno dei minorenni si avvicina nervoso. Viene dal Gambia, usa un inglese basico ma chiaro. «Qui divento pazzo». Si picchia la testa con l' indice. «Sono arrivato sette mesi fa e non so una parola d' italiano. Non mi mandano a scuola. Il mio tutor non risponde neanche al telefono». E' aggressivo. Sa di essere fastidioso. Ma l' ansia ha comunque la meglio. La lamentela diventa corale. I minorenni arrivano tutti e venti, non ce la fanno più. «Vogliamo un futuro. Se no era meglio morire in mare».

 

Il mediatore prova ad allontanarsi. Perché non li portate a scuola, non è obbligatorio? «Mica dipende da noi». E' la sua risposta fissa. Lo sapete che cosa fanno le ragazze nigeriane? «I maggiorenni sono liberi di entrare e uscire come credono. Non dipende da noi». Che cosa dipende da voi? «Il cibo, i vestiti, un medico due volte a settimana. I corsi di lingua. Ma tutto è complicato». Poco complicato è contare i soldi. Un richiedente asilo adulto vale 35 euro al giorno. Un minorenne 45. Per l' ex discoteca fa poco più di 130 mila euro al mese. Un milione e mezzo l' anno. Tutto regolare. «Siamo qui per il loro bene».

 

centri di accoglienza 6centri di accoglienza 6

In un ristorante poco lontano, di fronte alla parlamentare 5 Stelle e a un piatto di pesce fresco, il commercialista che gestisce il cubo di cemento parla di sé e della nuova impresa come fosse Madre Teresa di Calcutta. «Ogni mese spendo 30 mila euro per il cibo e 40 mila per le 24 persone che ho assunto. Più 7.500 euro di affitto e qualche migliaio di euro per le bollette».

 

Facendo finta che abbia uscite impreviste per altri diecimila euro, ne mancano ancora quarantamila per arrivare all' assegno che la collettività stacca per l' opera benemerita. Ruba? No. Ma il sistema fa schifo. Più ammassi immigrati, più incassi. E destreggiarsi in mezzo agli obblighi imprecisi dei bandi pubblici è un gioco. Risparmi su un insegnante, su una nutella, compri più frutta che pasta, prendi stock di lenzuola usate e i margini di guadagno esplodono. «Sa che penso quando vedo i ragazzi tristi?», dice il commercialista. Che avrebbero bisogno di scuola, formazione, bagni e letti civili? «Che dovrei prendere un intrattenitore per divertirli un po'». Ordina il dolce. E' un uomo felice.

 

Nella discoteca dormitorio la ragazza nigeriana si stende sul letto. Tiene il capo reclinato. Ti va di parlare? Si gira dall' altra parte con l' atteggiamento passivo di chi ha già predigerito ogni cosa e si aspetta solo di continuare il naufragio.

 

COMUNI IN FUGA

centri di accoglienza 5centri di accoglienza 5

Lo Stato investe per l' accoglienza 4,5 miliardi l' anno. Difficile dire che siano soldi spesi razionalmente. Al ministero dell' Interno lo sanno. Un nuovo decreto prevede una task force per la verifica delle strutture di accoglienza. «Sono stati programmati 2500 controlli e l' autorità anti-corruzione spinge per una white list nella quale inserire cooperative al di sopra di ogni sospetto», dice Elena Carnevali, parlamentare Pd della Commissione Affari sociali.

 

I pilastri del sistema sono due: lo Sprar (servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) gestito dai Comuni, e, appunto, i Cas, affidati a privati scelti dalle prefetture attraverso bandi pubblici o chiamata diretta. L' adesione al progetto Spar è volontaria. Su ottomila Comuni, cinquemila e trecento hanno detto no grazie. «Aprire ai migranti non rende popolari. E in Italia si va al voto ogni anno», dice Carnevali.

 

«Basterebbe accogliere la proposta di distribuire tre immigrati ogni mille abitanti per ridurre considerevolmente il problema. Più le strutture sono grandi, più sono grandi i problemi», spiega monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes e neo arcivescovo di Ferrara. La solidarietà che l' Italia chiede all' Europa dovrebbe pretenderla dai sindaci. In Svezia hanno risolto con una legge: non vuoi la tua quota di immigrati? La prendi lo stesso. Da noi no. Ma se gli immigrati non arrivano attraverso lo Sprar, lo fanno attraverso i Cas. Ogni due strutture pubbliche ce ne sono dieci private. «Cercheremo di ribaltare il rapporto», dice Carnevali.

centri di accoglienza 2centri di accoglienza 2

 

In Sardegna i Cas sono aumentati del 400%. Una bella inchiesta della Nuova Sardegna li ha messi in fila: il centro vacanze Baja Sunaiola, il centro congressi Antas di Fluminimaggiore, l' hotel ristorante Toluca, l' hotel Summertime. Strutture turistiche che non ce la facevano più e hanno rialzato la testa col business degli immigrati. Si potrebbe dire che parte di loro paga debiti pregressi con soldi pubblici. Va così ovunque. Che ne sanno di mediazione culturale o di formazione? Niente. Ma per qualche anno sapranno come arrivare a fine mese.

 

IL LABORATORIO DEI FANTASMI

In questo quadro sballato, buoni e cattivi rischiano di finire nelle stesse sabbie mobili del sospetto. Giuseppe Guerini, galantuomo che guida Confcooperative, è costretto a fare i conti con una preoccupazione e con un' amarezza. «La preoccupazione è che il sistema di accoglienza si sta trasformando in una fabbrica di clandestini. L' amarezza è di essere considerati affaristi. Chi si comporta correttamente, come i nostri soci, non ha grandi margini di guadagno. Però le cooperative che fanno riferimento a noi e a Lega Coop sono novemila, mentre nella banca dati del ministero ne sono iscritte ventimila. Molte sono nate di recente attorno ai rifugiati sulla base di autocertificazioni. Per aprire una cooperativa bastano tre persone davanti a un notaio. Prima che arrivino i controlli passano anni».

 

centri di accoglienza 3centri di accoglienza 3

Ma perché Guerini parla di fabbrica di clandestini? Per capirlo vale la pena andare a Bergamo, dove il meccanismo dell' accoglienza, che ruota attorno alla Caritas e alla cooperativa Ruah, è tra i più trasparenti ed efficaci d' Italia. Grosse strutture da 300 posti come il centro Gleno, o da 60 come Casa Amadei, organizzati come convitti svizzeri, si alternano a 150 appartamenti affittati nei condomini. Bilanci e stipendi certificati (il presidente della Ruah guadagna 1600 euro al mese e si è comprato una Golf dopo 36 anni di lavoro) e uno schema ricettivo chiaro. «Prima cosa una scuola di italiano che dura per tutta la permanenza. Poi il coinvolgimento nel volontariato.

 

Quindi l' organizzazione di corsi di formazione e infine tirocini e borse lavoro». La parola più usata da don Claudio Visconti, direttore della Caritas diocesana, e Bruno Goisis, presidente della Ruah, è progetto. Mettono la persona al centro. Investono. La formano. Meccanici di biciclette, cuochi, artigiani navali. E poi? «Poi arriva il problema». Perché otto richiedenti asilo su dieci sono migranti economici e non ottengono il permesso di soggiorno. Restano al centro Gleno o a Casa Amadei per due anni e dopo finiscono in mezzo alla strada con il foglio di via. Lo Stato li caccia. Ma non li accompagna alla porta.

centri di accoglienza 1centri di accoglienza 1

 

E gli immigrati diventano fantasmi. Eccola la fabbrica dei clandestini. «I soldi che spendiamo nella formazione vanno sprecati. Le relazioni vanno sprecate. E allora mi domando, soprattutto col blocco del decreto flussi, perché non introduciamo un sistema premiale che consenta di restare a chi si è formato e dimostra voglia di lavorare». Perché la politica aiuta chi scappa dalla guerra. Ma considera un criminale chi scappa dalla povertà. «Eppure i richiedenti asilo sono una parte minimale dei migranti. Qui ci sono un milione e trecentomila abitanti, centotrentamila famiglie straniere residenti e 1500 richiedenti asilo. Possono essere un problema?».

 

centri di accoglienza 9centri di accoglienza 9

Che fine faranno questi 1500 ragazzi, don? «Andranno a Roma a fare gli ambulanti. A Napoli a lavorare nei campi. Un gruppo, pakistani e cingalesi, si fermerà a Foggia a mungere le mucche in cambio di vitto, alloggio e dieci euro al giorno». Lasciano una terra dove un po' di lavoro regolare ci sarebbe per spostarsi a Sud. Dove il lavoro è nero, sottopagato e non servono documenti. Ultima fotografia di un' Italia spaccata a metà.

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...