mario draghi

IL FANTASMA DI DRAGHI - COME MAI NÉ CONTE, NÉ ZINGARETTI, NÉ DI MAIO HANNO FATTO PROPRIA E RILANCIATO L'ANALISI DELLEX PRESIDENTE DELLA BCE? “BASTA BUTTARE SOLDI IN AIUTI AD AMPIO SPETTRO E IN AREE DOVE IL MERCATO STA FALLENDO”, I PROGETTI “DEVONO ESSERE UTILI E DI ELEVATO RENDIMENTO: LA SOSTENIBILITÀ DEL DEBITO PUBBLICO SARÀ GIUDICATA DA COME VERRÀ IMPIEGATO IL RECOVERY FUND”: QUESTE PAROLE SONO UNO SCHIAFFO AL GOVERNO - DRAGHI DA QUALCHE SETTIMANA HA LASCIATO LA CASA IN CAMPAGNA E SI È RITRASFERITO NEL SUO APPARTAMENTO ROMANO. IL SUO UFFICIO DI RAPPRESENTANZA ALLA BANCA D'ITALIA È DIVENTATO LA SUA BASE OPERATIVA. DURANTE IL GIORNO GIRA, VEDE GENTE, PARLA AL TELEFONO…

1 - DRAGHI, I PARTITI E LA REALTÀ URGENTE

Stefano Folli per “la Repubblica”

 

Draghi

La mini verifica procede come era prevedibile: in modo stanco e forse poco utile, senza vere idee messe in campo e senza colpi d' ala. L' impressione è che Conte e i Cinque Stelle siano preoccupati di non toccare nulla di sostanziale per il timore che crolli il castello di carte del governo.

 

Il Pd vorrebbe magari smuovere le acque, ma anch' esso teme le conseguenze di uno scossone troppo forte, data la precarietà generale. Resta Renzi, naturalmente, ma il rinvio dell' appuntamento con il premier, unito all' annuncio che Italia Viva sta preparando un documento con una serie di punti irrinunciabili, fa pensare che il senatore fiorentino sia ancora incerto sul da farsi e si preoccupi di guadagnare tempo senza apparire in ritirata. Peraltro i suoi rapporti con il presidente del Consiglio sono, come è noto, pessimi ed è dubbio che siano avviati a migliorare.

MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTE

 

Questo è il quadro pre-natalizio, abbastanza malinconico. In fondo si chiede a un esecutivo che si è rivelato tentennante in vari campi, e maldestro in particolare nella gestione della pandemia (ancora ieri 846 morti), di riscattarsi attraverso la miracolosa trasformazione della propria debolezza in forza.

 

Un po' come il barone di Munchhausen che riuscì a tirarsi fuori da una pozza d' acqua afferrandosi da solo per i capelli. Ipotesi non troppo verosimile: è più probabile che la stagnazione continui, a meno che qualcuno non trovi il coraggio di determinare sul serio un fatto nuovo.

MARIO DRAGHI CON LA MOGLIE

 

Magari partendo da un problema reale, anziché da un gioco politico a somma zero.

Sotto questo aspetto, stupisce che qualche forza politica non abbia immediatamente fatto propria e rilanciato l' analisi curata da Mario Draghi in un rapporto del Gruppo dei Trenta.

 

Non è rivolta in modo specifico all' Italia, ma il dramma che descrive si attaglia fin troppo bene al nostro paese. Vi si descrive il precipizio in cui possono cadere le imprese - soprattutto le piccole e medie - a causa di una non improbabile "crisi di solvibilità" collegata all' esaurirsi della fase acuta del Covid: "quando i programmi di sostegno andranno a terminare - come afferma l' ex presidente della Bce - e il patrimonio netto delle aziende sarà divorato dalle perdite".

 

draghi merkel

Occorre dunque prevedere un complesso piano di interventi che mescoli la mano pubblica e il settore privato, ma abbandonando la logica dei sussidi in favore di una capacità selettiva in grado di aiutare il rinnovamento del tessuto produttivo.

 

mattarella draghi gualtieri

Draghi non è pessimista - non ancora, almeno - e ovviamente non intende intromettersi nelle scelte di merito, tanto meno quelle italiane. Si limita a offrire ai "decisori politici" un articolato richiamo alla realtà. Colpisce il senso di urgenza che trapela dallo studio.

 

Il tempo stringe e si capisce: l' insolvenza delle imprese equivarrebbe a una catastrofe sociale, tanto più grave nell' Italia fondata sul reticolo delle aziende medio-piccole. È il vero rischio del post-pandemia, se appena si riesce ad alzare lo sguardo dal giorno per giorno. Qui il cerchio si chiude.

 

MARIO DRAGHI.

Gli incontri politici di questi giorni sembrano mirati a restaurare l' architettura del governo Conte, ma il cortocircuito del mondo produttivo, di chi crea quel tanto di ricchezza indispensabile alla ripresa e di chi perde il lavoro, non sembra al centro della scena.

O magari lo è, ma senza che l' opinione pubblica avverta quella tensione emotiva e quella concretezza che sarebbero necessarie. E che s' intuiscono nelle parole di Draghi.

 

2 - IL FANTASMA DI DRAGHI TRA COLLE E PREMIER

Massimiliano Scafi per “il Giornale”

 

E in piena verifica, ecco la vampata del drago. «Basta buttare soldi - spiega l' ex presidente della Bce - in aiuti ad ampio spettro e in aree dove il mercato sta fallendo», i progetti «devono essere utili e di elevato rendimento: la sostenibilità del debito pubblico sarà giudicata da come verrà impiegato il Recovery fund».

DRAGHI RENZI

 

Quella di Mario Draghi è una lezione, rapida, di efficacia e semplicità. È uno schiaffo a Giuseppe Conte, incartato invece in un bizantino «confronto di maggioranza» su task force e rimpasto. È anche un programma di governo? Supermario giura di no e ripete agli amici di dormire benissimo senza sognare Palazzo Chigi, ma insomma, dopo l' uscita del report del G30, i partiti sono in ebollizione e il premier si è innervosito parecchio. «Ancora lui - è il commento -. E proprio adesso?». Che coincidenza.

 

Dunque è tornato il fantasma di Draghi e agita le lunghe serate di Conte. Davvero vuole il suo posto, si chiedono in tanti a Montecitorio, o punta più in alto? E Mattarella, che ruolo ha? Lo spettro peraltro è molto reale. Il Professore da qualche settimana ha lasciato la casa in campagna e si è ritrasferito nel suo appartamento romano.

Il suo ufficio di rappresentanza alla Banca d' Italia è diventato la sua base operativa.

DRAGHI MERKEL

 

Durante il giorno gira, vede gente, parla al telefono. «Mi cercano in tanti». La Merkel, la Lagarde, ma anche Giancarlo Giorgetti, Roberto Gualtieri, e persino Luigi Di Maio. Con il Quirinale c' è ormai una consuetudine di rapporti, quasi un filo diretto. Sergio Mattarella lo consulta spesso in questo periodo e, nonostante abbia avvertito tutti che se cade Conte si va alle elezioni anticipate, lo considera un asso da giocare in caso di necessità, quello che una volta si definiva «una riserva della Repubblica», buono sia per Palazzo Chigi che, tra poco più di un anno, per il Colle. Sempre che lui abbia voglia di buttarsi nell' attuale circo Barnum della politica, o che sia interessato alla presidenza della Repubblica.

 

mario draghi 6

Sull' argomento il Professore non ha mai aperto bocca, non ha mai nemmeno mosso un muscolo. Riserbo, profilo basso, ogni tanto un intervento mirato e casualmente coincidente. Ma basta che il drago aleggi per terremotare il Palazzo.

 

Matteo Renzi è stato come al solito il più veloce e già lo ha sventolato per far infuriare il toro Conte. «È sempre bello leggere le riflessioni di Mario Draghi, che ci richiama a una visione seria e intelligente del futuro delle imprese, dei posti di lavoro, del debito pubblico. Abbiamo una grande opportunità, non sprechiamola».

 

Dal suo punto di vista, il report del G30 dimostra che, se il premier non cederà, un altro governo subito è possibile. Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, gli dà ragione. «Le analisi dell' ex presidente della Bce sono una traccia per la classe politica e dirigente che dovrà affrontare i prossimi anni di crisi economica. Come dice lui, la realtà è più preoccupante di quanto si veda, per una strategia di sviluppo non devono aiuti a pioggia ma un uso intelligente dei fondi europei. Il governo ne prenda atto e si presenti in Parlamento».

draghi e mattarella by osho

 

E stavolta il «burocrate di Francoforte», è piaciuto pure ai Cinque stelle. Sergio Battelli, presidente della commissione Politiche Ue, «condivide» l' appello: «Dobbiamo agire con urgenza per salvaguardare piccole e medie imprese in difficoltà di liquido. La governance si può migliorare».

lagarde draghi mattarella

 

Concorda Gianluca Benamati, capogruppo Pd nella commissione Attività produttive: «Le parole di Draghi vanno al cuore del problema. Le risorse vanno spese per crescere. Il Paese non avrà una seconda chance». Il Professore intanto annota tutto e in silenzio alimenta il suo rumoroso mistero.

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...