“FARSA ITALIA”, OGNUNO PER SÉ - SUL VOTO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE IL PARTITO SI SPACCA: VERDINI E I SUOI VOTERANNO SÌ - SANTADECHÉ: “È STATO BERLUSCONI A CONVINCERCI CHE IL ‘NAZARENO’ ERA GIUSTO E ORA DOVREMMO VOTARE NO?”

1. FORZA ITALIA SI SPACCA IN TRE. VERDINI GUIDA IL SÌ - BERLUSCONI: “RISCHIO LA LIBERTÀ E VOI MI TRADITE”

Amedeo La Mattina per “la Stampa”

 

MATTEO RENZI E DENIS VERDINI MATTEO RENZI E DENIS VERDINI

«Mentre io attendo la sentenza della Cassazione voi mi tradite? Mentre io rischio ancora una volta la libertà personale il partito si divide e mi abbandona? Sarebbe inaccettabile, una coltellata alla schiena».

 

Oggi Berlusconi è chiuso nel bunker di Arcore ad attende che i giudici si pronuncino sul processo Ruby 1. Nelle stesse ore verificherà quello che mai avrebbe immaginato che accadesse ovvero che la metà o forse più dei parlamentari di Fi disattendesse la sua decisione di votare contro la riforma costituzionale. Nel partito colpito dal cupio dissolvi si sta consumando uno vero e proprio psicodramma. 

BERLUSCONI ENTRA AL NAZARENOBERLUSCONI ENTRA AL NAZARENO


VERDINIANI PER IL SÌ
Oggi nell’aula di Montecitorio si potrebbe verificare una spaccatura netta del gruppo. Solo 25-30 dei 70 deputati azzurri voteranno no, seguendo le indicazioni di Berlusconi e del capogruppo Brunetta: tra l’altro, alcuni di questi lo faranno senza convinzione, per disciplina di partito. Un’altra ventina mancheranno all’appello, Rotondi voterà sì, mentre il gruppo vicino a Verdini (15-18 deputati) deciderà solo stamane in una riunione.

 

gelmini  totigelmini toti

«Se entriamo in aula - spiega Abrignani - votiamo sì. Siamo consapevoli che daremmo un dispiacere al presidente ma lui ha perso il contatto con il partito. Penso che alla fine non entreremo in aula ma il problema politico rimane e diventerà più incandescente al Senato». A Palazzo Madama infatti il capogruppo Fi Romani è il più convinto dell’errore che si sta commettendo votando contro la riforma nata nel periodo d’oro del patto del Nazareno. Ma oggi il passaggio parlamentare è a Montecitorio dove il capogruppo si chiama Renato Brunetta, arcinemico di Matteo Renzi.
 

Brunetta Salvini foto Lapresse Brunetta Salvini foto Lapresse

LE LACRIME DI BRUNETTA
Tra coloro che ieri pomeriggio erano presenti alla riunione del gruppo parlamentare (35 deputati in tutto) c’è chi giura di aver visto le lacrime negli occhi di Brunetta, che ha chiesto in maniera accorata di non dividersi. «E’ il momento di essere uniti, non possiamo permetterci spaccature nel giorno in cui il presidente Berlusconi sta vivendo ancora una volta un dramma personale: dobbiamo essergli vicini», ha detto Brunetta di fronte a Daniela Santanché e Gregorio Fontana che proponevano di astenersi.

 

Anche per Maria Stella Gelmini l’astensione sarebbe l’unico modo per tenere insieme il gruppo. Gelmini, che è anche vicecapogruppo, ha cercato ieri mattina di convincere Berlusconi a cambiare idea e lo stesso ha fatto Gianni Letta, ma non c’è stato nulla da fare: l’ex Cavaliere è rimasto fermo sul no alla riforma costituzionale.

LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI RENATO BRUNETTA LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI RENATO BRUNETTA


TOTI, NON È INCHINO A SALVINI
Alfano stuzzica Fi, trascinato a suo parere nell’estremismo di Salvini: «Sulla riforma costituzionale vedremo se ci sarà o meno l’inchino». Replica spigolosa di Giovanni Toti: «Ncd ha un’indiscutibile esperienza in “inchini” alla sinistra egemone nel governo. Invito tutti gli amici del centrodestra a smettere di tirare per la giacca Fi».

 

2. SANTANCHÉ: NON VOTERÒ CONTRO AL MASSIMO MI ASTERRÒ

Amedeo La Mattina per “la Stampa”

 

«Non intendo votare no alla riforma costituzionale. Mi dispiace per il presidente ma questa volta non obbedisco».
 

daniela santanchedaniela santanche

Onorevole Daniela Santanché, ma come è possibile? Darà un dispiacere a Berlusconi non seguendo le sue indicazioni.
«Ma scusi non è stato Berlusconi a convincermi e convincere tutti noi che il patto del Nazareno era la cosa giusta da fare e che le riforme concordate con Renzi andavano votate senza battere ciglio? Per più di un anno, nonostante le mie tante perplessità, sono andata in giro a dire che queste riforme non erano certo il massimo ma comunque avrebbero consentito di superare il bicameralismo perfetto e di migliorato il nostro sistema istituzionale. E così le abbiamo votato al Senato. Ora che faccio, mi rimangio tutto?».
 

DANIELA 
SANTANCHEDANIELA SANTANCHE

Ma il patto del Nazareno, secondo Berlusconi, è stato tradito da Matteo Renzi con l’elezione al Quirinale di Mattarella. E lei è sempre stata molto critica con il premier.
«Guardi, intanto una cosa è l’opposizione al governo e l’unità del centrodestra, un’altra cosa è la riforma della Costituzione. Era questa la linea di Forza Italia. Ora siamo di fronte a una scelta e io ragiono con la mia testa, non sono un burattino. Comunque non ho ancora deciso se astenermi, votare sì oppure non presentarmi in aula. C’è ancora tempo per pensarci, ma sono sicura che non voterò contro».
 

Lei è considerata molto vicina a Denis Verdini: anche lui disattenderà le indicazioni del Cav?
«Non lo so. Sono arrivata da Londra da poche ore e non ho sentito nessuno».
 

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)