trump hillary renzi

QUEI DUE GENI, LA ZARINA BOSCHI COL CASCAMORTO RENZI, UNICI A SBERTUCCIARE TRUMP, ORA SI RITROVANO IL "LORO" AMBASCIATORE VARRICCHIO "SGRADITO" DALLA CASA BIANCA (COME DAGOANTICIPATO) – PER PARARSI IL CULO, VARRICCHIO HA INCONTRATO IN SEGRETO RENZI IN CALIFORNIA – AL SUO POSTO, SALGONO LE QUOTAZIONI DI TERRACCIANO (A FINE MANDATO A LONDRA)

Dagoanticipazione su Terracciano e Varricchio - del 22 febbraio 2017

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tajani-fa-incazzare-trump-aver-bocciato-ambasciatore-presso-ue-142032.htm

 

Francesca Schianchi per la Stampa

 

VARRICCHIO OBAMAVARRICCHIO OBAMA

Un sotterraneo, felpato braccio di ferro è in corso in queste settimane alla Farnesina. In gioco è una delle sedi diplomatiche più prestigiose di tutte, l' ambasciata italiana a Washington. Fondamentale, perché da lì passa il rapporto del governo italiano con il neo presidente Trump.

 

Da un anno, a rappresentarci negli Stati Uniti è Armando Varricchio, veneziano, 55 anni, ex consigliere diplomatico di Renzi a Palazzo Chigi. Il suo mandato dovrebbe quindi essere ancora lungo, se non fosse che rumors insistenti raccontano di una posizione in bilico e un potenziale candidato interessato a sostituirlo, un altro big della diplomazia, l' attuale ambasciatore a Londra Pasquale Terracciano.

il discorso di donald trump al congresso  5il discorso di donald trump al congresso 5

 

È l' inatteso esito delle elezioni americane, il successo di Donald Trump, il fattore principale di "instabilità" per Varricchio. C' è infatti, tra le feluche, chi lo considera troppo vicino ai democratici, con la candidata sconfitta Hillary Clinton che, vicina di casa dell' ambasciata, è stata spesso avvistata tra le quattro mura della rappresentanza.

 

VARRICCHIO RENZIVARRICCHIO RENZI

Una vicinanza che, d' altra parte, non avevano esitato a esibire prima delle elezioni neppure l' allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni («mi auguro che il risultato sia in continuità con l' amministrazione attuale», disse a pochi giorni dal voto, prevedendo in caso di vittoria dello sfidante una «differenza enorme, non solo in termini di politiche di immigrazione ma più in generale riguardo alla proiezione internazionale degli Stati Uniti») e l' ex premier Renzi: «È ovvio per me e per tanti di noi preferire Hillary Clinton come "commander in chief"»; un endorsement per i dem ricambiato da Obama quando, ricevendo l' allora inquilino di Palazzo Chigi alla Casa Bianca, si schierò a favore del referendum costituzionale.

BOSCHI BILL CLINTONBOSCHI BILL CLINTON

 

Pure alle convention dei due partiti, l' estate scorsa, l' Italia sembrava aver scelto da che parte stare: numerose le presenze nostrane a quella democratica di Filadelfia, a cominciare dall' allora ministra di primo piano Maria Elena Boschi, immortalata in un selfie con l' ex presidente Bill Clinton; molto meno entusiasmo, nonostante la doverosa presenza dell' ambasciatore, dai repubblicani a Cleveland.

 

Un' affinità con gli avversari che non dev' essere sfuggita all' entourage di Trump: finora il presidente americano ha trovato il tempo di incontrare la premier britannica Theresa May e si appresta a vedere a Washington la cancelliera tedesca Angela Merkel, ma non ha ancora annunciato un appuntamento con il presidente del consiglio italiano Paolo Gentiloni.

 

TERRACCIANO ELISABETTA IITERRACCIANO ELISABETTA II

Un incontro che sarebbe invece auspicabile, visto che tocca all' Italia organizzare l' annuale G7, a maggio a Taormina, e sarebbe opportuno discutere anche con il presidente Usa di persona l' agenda. Per il momento, però, c' è stata solo, ai primi di febbraio, una cordiale telefonata tra i due, per discutere dei rapporti bilaterali e di lotta al terrorismo.

 

Ecco perché c' è chi sostiene che l' ambasciatore scelto da Renzi, e protagonista di una fase in cui il nostro governo si è apertamente schierato a favore dei democratici, non sia più la figura giusta per costruire un rapporto con Trump e la sua squadra. Una voce arrivata presto all' orecchio del diretto interessato: quando, un paio di settimane fa, l' ex premier è volato per qualche giorno in California, Varricchio è andato a incontrarlo a San Francisco. Un appuntamento non ufficiale, rimasto finora segreto, per ricevere rassicurazioni.

 

PASQUALE TERRACCIANOPASQUALE TERRACCIANO

Perché il sostituto ideale è già stato individuato. L' ambasciatore napoletano Terracciano, 60 anni, destinato a lasciare a breve la Gran Bretagna, che vanta un ricco curriculum e il sostegno della nomenklatura della Farnesina.

 

Un diplomatico stimato, capace anche di iniziative avventurose come quando, nel 2011, sbarcò in gommone a Bengasi per prendere contatto coi ribelli libici. Nelle settimane scorse si era parlato di lui alla rappresentanza italiana all' Onu a New York; poi invece è stato spesso indicato come il successore di Cesare Maria Ragaglini alla sede di Mosca. Sotto traccia però, lavora per una sua candidatura a Washington, che si fa sempre più forte. Come il volto nuovo capace di ricucire con Trump. E ottenere finalmente un incontro con il premier Gentiloni.

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....