parnasi giorgetti lanzalone

FICCARE IL PARNASI NELLA POLITICA - IN AULA LE ACCUSE ALL'IMPRENDITORE CHE AVREBBE CORROTTO L'AMMINISTRAZIONE GRILLINA PER COSTRUIRE LO STADIO DELLA ROMA A TOR DI VALLE - "SPENDERÒ QUALCHE SOLDO SULLE ELEZIONI, È UN INVESTIMENTO CHE DEVO FARE", DICEVA NELLE INTERCETTAZIONI - DA UNA SOCIETÀ PARTIVANO I BONIFICI PER I PARTITI - LE PROMESSE DI INCARICHI ALLO STUDIO DELL'AVVOCATO LANZALONE, LA POSSIBILITÀ DI TROVARE UN LAVORO AL FIGLIO DELL'ASSESSORE E QUELL'IMPEGNO A CONTATTARE QUALCUNO DI INFLUENTE NELLA LEGA: ERA GIORGETTI...

Michela Allegri per www.ilmessaggero.it

 

LUCA PARNASI

Una società dalla quale partivano bonifici verso la politica. Ma anche favori riscossi e intercettazioni inequivocabili, che hanno permesso agli inquirenti di tratteggiare i contorni delle accuse sulle quali si regge uno dei processi più difficili per l'amministrazione pentastellata: quello sulla realizzazione dello stadio della Roma a Tor di Valle, che vede sul banco degli imputati Luca Parnasi e i suoi collaboratori - l'accusa è associazione a delinquere finalizzata alla corruzione - il presidente dell'assemblea capitolina, Marcello De Vito, l'ex consulente del Campidoglio, Luca Lanzalone, e altri politici che, secondo i pm, Parnasi avrebbe finanziato in cambio di agevolazioni.

 

MARCELLO DE VITO

Ieri in aula, dopo le prime udienze caratterizzate da questioni preliminari, si è cominciato a parlare delle indagini e delle contestazioni mosse dalle pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli. È stato sentito come testimone uno degli investigatori che hanno partecipato alle indagini: il maggiore del Nucleo investigativo dei Carabinieri Massimiliano Vucetich, che ha firmato gran parte delle informative agli atti del fascicolo.

 

luca lanzalone virginia raggi foto lapresse 2

Ha ripercorso le tappe delle indagini culminate prima, nel giugno 2018, con l'arresto di Parnasi e Lanzalone (che era finito ai domiciliari), e poi, nel marzo 2019, con quello di De Vito.

 

«L'inchiesta è nata da accertamenti su Manlio Vitale, un ex esponente della Banda della Magliana, che si faceva dare denaro dall'imprenditore Sergio Scarpellini», ha spiegato il maggiore. Nello stesso periodo, era stato arrestato anche Raffaele Marra, all'epoca braccio destro della Raggi, accusato di corruzione proprio insieme a Scarpellini.

 

luca lanzalone foto lapresse

«Continuammo a monitorare l'imprenditore, che era in contatto con la pubblica amministrazione - ha aggiunto Vucetich - e siamo arrivati al gruppo di Parnasi che, all'epoca, con la Eurnova, stava realizzando il progetto dello stadio a Tor di Valle. E vennero fuori contatti con esponenti di alcuni partiti».

 

Dalle indagini è emerso che Parnasi aveva utilizzato una delle sue società, la Pentapigna Immobiliare, per finanziare la politica. A insospettire gli investigatori, e a dare un riscontro alle indagini, le intercettazioni: «Spenderò qualche soldo sulle elezioni - diceva Parnasi a un collaboratore in una delle conversazioni più emblematiche dell'inchiesta - è un investimento che devo fare».

 

IL CONSULENTE

LUCA PARNASI - MAURO BALDISSONI - SIMONE CONTASTA - MARCELLO DE VITO - LUCA BERGAMO - VIRGINIA RAGGI

In aula, il maggiore Vucetich ha inquadrato meglio i contorni delle indagini: «Parnasi riteneva di avere un forte potere decisionale in funzione delle sue relazioni con vari esponenti politici, ma soprattutto con Luca Lanzalone».

 

luca parnasi

All'epoca, Lanzalone, avvocato genovese, era uno dei consulenti di punta del Campidoglio, incaricato in particolare di occuparsi del dossier sullo stadio. Secondo l'accusa, in cambio di incarichi destinati al suo studio professionale, avrebbe agevolato l'imprenditore.

 

ADRIANO PALOZZI

L'investigatore racconta anche di molti altri contatti dell'imprenditore, tutti finiti sul banco degli imputati: Marcello De Vito, l'ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi, Michele Civita, all'epoca assessore regionale.

 

 

All'epoca - ha ricordato l'ufficiale - «Palozzi pensava alla sua candidatura per le successive regionali e domandava a Parnasi quale incarico avrebbe potuto ricoprire». Poi avrebbe cercato di ottenere un finanziamento dal costruttore che, secondo i pm, avrebbe elargito circa 25mila euro alla società Pixie social media, del politico, per pagare una presunta consulenza.

 

MICHELE CIVITA

È stata poi ricordata la lunga conversazione fra l'assessore regionale del tempo, Michele Civita, e Parnasi al Doney Cafè di via Veneto: «Si discute in quell'occasione anche della possibilità di trovare un lavoro al figlio dell'assessore».

 

Giorgetti Salvini

L'investigatore ha parlato poi degli incarichi promessi da Parnasi a Lanzalone e degli incontri tra i due. Il 9 marzo 2018 si erano visti a pranzo e avrebbero pianificato un incontro importante, con una persona considerata influente, per cercare di avere un'interlocuzione con la Lega: Parnasi si era offerto di presentare a Lanzalone Giancarlo Giorgetti.

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