matteo salvini

LA RETORICA DEGLI SCIACALLI - FRANCESCO MERLO: ''MUGHINI LI DEFINISCE CIALTRONI E IMBECILLI. AI TEMPI DEI VICERÈ IN SICILIA, GLI SCIACALLI D'ITALIA SI AVVENTANO SULLE VITTIME, NON PIÙ PER TAGLIARE LE DITA E RUBARE GLI ANELLI DEI TERREMOTATI, MA PER FARE DI QUEI POVERI CORPI IL PODIO DELLA PEGGIORE DEMAGOGIA. INDICANO OGNI GIORNO UN NUOVO RESPONSABILE, E GRIDANO CONTRO GLI UNTORI MANZONIANI CHE NON HANNO SPALATO IN TEMPO''

 

Francesco Merlo per ''la Repubblica''

 

Subito dopo il terremoto, come primo atto di decenza, il Viceré di Sicilia Giovan Francesco Paceco, duca di Uzeda, esibiva i corpi penzolanti degli sciacalli che faceva impiccare. A quei tempi gli sciacalli rovistavano tra le rovine e tagliavano le dita dei cadaveri per rubare le fedi d' oro.

 

matteo salvini a otto e mezzomatteo salvini a otto e mezzo

Oggi vanno in televisione in doposci, come nel programma di Lilli Gruber ha fatto Matteo Salvini che però dei tanti sciacalli d' Italia è solo il più volgare e dunque anche il più visibile, è il Bertoldo della politica che contrappone le disgrazie dei terremotati ai presunti agi e conforti degli infelici immigrati: Amatrice contro il Nord Africa, l' Abruzzo contro il Senegal.

 

Proprio come ai tempi dei Vicerè, oggi gli sciacalli d' Italia di nuovo si avventano sulle vittime. Non più per strappare vestiti e gioielli, ma per fare di quei poveri corpi il podio e la cattedra della peggiore demagogia nazionale. Dunque lucrano consenso facile approfittando del malessere e dello smarrimento di tutti. Indicano ogni giorno un qualche responsabile nuovo. Espongono alla rabbia collettiva un capro espiatorio. E gridano contro gli untori manzoniani che non hanno spalato in tempo o non sono riusciti a fare alzare gli elicotteri.

 

il selfie di matteo salvini dall abruzzo nella neveil selfie di matteo salvini dall abruzzo nella neve

Ci sono gli untori che hanno speculato sui terreni, quelli che hanno venduto licenze, o gonfiato gli appalti. E c' è il super untore che è lo Stato, cattivo per definizione. La colpa vera è sempre sua, come nella psicanalisi è sempre di Edipo e di Laio.

 

In Italia lo sciacallaggio è una banalità, diventata ormai automatica, che accresce il malessere e lo cambia, deforma l' ottica dei sopravvissuti, mette gli occhiali al dolore cieco, ma per farlo stravedere. E infatti sono sciacalli anche quelli che sanno sempre cosa bisognava fare, e come e quanto prevedere. Se fosse dipeso da loro, i lungimiranti sciacalli non avrebbero perso tempo con non si sa quale burocrazia, e sicuramente gli ingegneri di Beppe Grillo avrebbero approntato un rimedio preventivo anche alla legge di gravità, in modo da stare tutti in aria mentre la terra tremava.

i doposci di matteo salvini a otto e mezzoi doposci di matteo salvini a otto e mezzo

 

Ho letto che Giampiero Mughini se ne è accorto prima di tutti, e infatti già ieri li ha definiti cialtroni e imbecilli, e non solo perché, come me, è nato in uno dei posti più terremotati d' Italia, un posto che ha come origine del calendario non la nascita di Cristo ma la rinascita dal terremoto del 1693 che distrusse la Sicilia orientale. Ebbene, io credo che il termine giusto non sia cialtroni, ma quello che la storia ci ha insegnato. Appunto, sciacalli (che peraltro non confligge con cialtroni).

 

Il viceré Uzeda che, prima ancora della ricostruzione e delle indagini sugli errori umani, faceva montare quelle forche di cui dicevamo all' inizio, sapeva bene che la sciagura produce altra sciagura, che lo sciacallaggio allarga la tragedia, e che le responsabilità vanno cercate con sobrietà e soprattutto dopo avere salvato il salvabile.

Lo sciacallaggio è infatti l' antagonista della solidarietà, il suo esatto contrario. Ambedue stanno sulla vittima, lo sciacallaggio per mangiarsela, per divorarla - come fa la iena - e la solidarietà per confortarla, rianimarla e curarla.

HOTEL RIGOPIANO SALVATAGGIOHOTEL RIGOPIANO SALVATAGGIO

 

Ma in Italia, dove tutto è raffinato, scatta pure automatico lo sciacallaggio sulla solidarietà, la cui onestà è sempre messa in dubbio, come sta avvenendo in queste ore confuse, con l' idea che, gratta gratta, dietro ogni raccolta di fondi c' è una banda Bassotti, e anche gli sms sono controllati da Al Capone.

 

Riemerge, come si vede, l' eterna teoria del complotto, con il risultato di rendere sospetta e dunque rallentare anche la generosità che ha bisogno di freddezza e di lucidità e non di essere distolta e indebolita dalla denunzia contro i soliti ignoti che forse fanno la cresta sugli aiuti, contro quelli che forse transennano troppo per ottenere più finanziamenti, contro quelli che forse seppelliranno i fondi nella palude, nella morta gora dantesca Io non dico che dovremmo fare come il viceré Uzeda che li impiccava. Ma forse di ognuno che straparla e sciacalleggia bisognerebbe almeno svelarne la cinica intenzione, la lingua biforcuta da serpente diabolico, da nemico dell' umanità sofferente.

HOTEL RIGOPIANO SALVATAGGIOHOTEL RIGOPIANO SALVATAGGIO

 

Hemingway, che prima di essere un grande scrittore fu un formidabile giornalista, metteva in guardia la professione quando doveva confrontarsi con le catastrofi. Nulla sapeva dei titoli di alcuni giornali italiani che in questi giorni hanno imbruttito il brutto, hanno aumentato il numero delle vittime, hanno contato i dispersi come morti; e la valanga di neve è diventata valanga di colpe, e le attese sono sempre abbandoni e allarmi ignorati.

hotel rigopianohotel rigopiano

 

Sui giornali degli sciacalli passa l' idea che i competenti siano sprovveduti e che la Protezione civile - che non è più quella vanitosa di capitan Bertolaso - sia comunque troppo lenta, impreparata non alla neve ma a tutto, e colpevole a prescindere, anche a dispetto dell' evidenza che oggi emoziona l' Italia senza bisogno di parole, perché ieri dieci persone sono state salvate dopo due giorni passati sotto le macerie.

 

E c' è quel video che non è prodigio, non è fenomeno: il buco dal quale viene tirato fuori prima il figlio e poi la madre che lo aveva spinto, i vigili del fuoco che gridano di gioia e, con le mani guantate, accarezzano la testa del bimbo e poi anche quella della madre che sorride e stringe quelle mani.

 

hotel rigopiano salvataggiohotel rigopiano salvataggio

Come al solito lo sciacallaggio si nutre di retorica, non sempre con l' intelligenza di approfittarne, ma a volte solo come risorsa di noi giornalisti in crisi.

 

Nel settembre del 1923 il Toronto Daily Star, inviando appunto Hemingway a raccontare il terremoto di Yokohama, gli fornì un prontuario, un manuale di antiretorica per scrivere di sciagure: mai speculare sui morti (non diceva di non usare i doposci), mai usare iperboli per raccontare il dolore, rimanere freddi, rivolgere ai sopravvissuti solo domande secche, scrivere con frasi brevi, non violare la privacy né dei vivi né dei morti Hemingway cominciò il suo articolo così: «Questa è una storia senza nomi ».

hotel rigopiano 4hotel rigopiano 4hotel rigopiano 1hotel rigopiano 1hotel rigopiano 11hotel rigopiano 11hotel rigopiano 8hotel rigopiano 8

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…