luigi di maio - vincenzo de luca

FUGA PER LA VITTORIA – DI MAIO EVITA LA SFIDA DIRETTA E SI CANDIDA NEL PROPORZIONALE – IL CANDIDATO A CINQUE STELLE HA PAURA DI DE LUCA E DI “MISTER DUE FRITTURE”: IL PD LI CANDIDEREBBE NEL SUO COLLEGIO IN CAMPANIA. E PER “GIGGINO” SAREBBERO CAZZI AMARI 

 

 

Ilario Lombardo per la Stampa

 

luigi di maio steward

Luigi Di Maio ha detto, con piglio quasi eroico, da generale che condivide il destino con le proprie truppe, che anche lui passerà dalle parlamentarie, le primarie per selezionare i candidati al prossimo Parlamento. Non dice però quale conseguenza è sottintesa a questa scelta: si candiderà solo nel listino bloccato, quello dei cosiddetti «nominati» che a un partito che viaggia attorno al 30% garantirà un bel po' di posti. Si terrà lontano, dunque, dalla sfida troppo insidiosa dei collegi, che il Rosatellum prevede nel suo mix tra maggioritario e proporzionale. Almeno fino a ieri sera, quando abbiamo ricevuto conferma dal M5S di questa notizia, era così.

vincenzo DE LUCA

 

A sondare gli umori dei parlamentari grillini uscenti, le nuove regole non sarebbero poi così male. E una ragione di questo entusiasmo c' è: tutti potranno ricandidarsi nel listino blindato del plurinominale. Con una garanzia di eleggibilità maggiore che se fossero finiti nel collegio uninominale. Esattamente come Di Maio e gli altri volti noti del M5S e con buona pace della battaglia sulle preferenze. Certo, dovranno comunque passare dalle parlamentarie, aperte anche ai neo-iscritti che formalizzeranno l' appartenenza al M5S entro oggi, data ultima per chiudere le autocandidature, ma tenersi al riparo dalla lotteria dell' uninominale, dove la battaglia si fa voto per voto sul territorio, fa tirare un primo sospiro di sollievo.

 

LUIGI DI MAIO SI PUBBLICA DA SOLO QUESTA IMMAGINE

La fuga dai collegi era un epilogo abbastanza previsto tra i 5 Stelle, consapevoli del proprio debole radicamento. In un primo momento si era pensato di duplicare la candidatura, sia nel collegio sia nel listino bloccato, usando quest' ultimo come paracadute. Ma poi il ragionamento ai vertici del M5S è stato questo: «Metti caso che Luigi (Di Maio, ndr) perde nel suo collegio in Campania ma viene comunque eletto nel plurinominale, che figura faremmo con un candidato premier che ha perso la sfida contro il suo avversario diretto?».

 

IL DITO MEDIO DI VINCENZO DE LUCA AI GRILLINI

Meglio non rischiare, anche perché proprio guardando alla Campania, dove per il principio della residenza Di Maio sarebbe costretto a correre, i 5 Stelle sono terrorizzati da quello che definiscono «il fattore De Luca». L' esempio che circola tra gli strateghi del M5S chiama in causa l' attuale governatore della Campania, Vincenzo De Luca e il suo fidatissimo «Mister due fritture», l' ex sindaco di Afragola, Franco Alfieri: basterebbe mettere nello stesso collegio di Di Maio un campione di preferenze come De Luca o Alfieri, e il grillino verrebbe sconfitto.

Franco Alfieri

 

Il traino mediatico nazionale servirebbe a poco. La mossa dei 5 Stelle a favore del leader, protetto dal listino bloccato, troverà una giustificazione nel fatto che i collegi saranno lasciati liberi per quei nomi importanti, tenuti ancora segreti, selezionati in nome del blasone e della competenza, che saranno svelati in una seconda fase delle candidature e sui quali, per paradosso, proprio Di Maio, in qualità di Capo politico, avrà potere di decidere la loro collocazione. «Saranno delle bombe» giura una fonte del M5S annunciando che qualcuno potrebbe anche finire nella squadra dei ministri.

 

In attesa di sentire l' eco dell' esplosione, sarà interessante conoscere la reazione ufficiale di Matteo Renzi alla notizia che Di Maio lo priverà di quella che sarebbe stata un' imperdibile sfida, uno contro uno. Il leader del Pd che giocherà in casa, a Firenze, in un collegio per lui facile, aveva già lanciato la sfida al grillino e ora, parlando con i suoi collaboratori, ha detto di trovare «curioso che Di Maio non si candidi in nessun collegio», evitando «la prova diretta degli elettori», così «come ha evitato il confronto diretto in tv con me».

 

spadafora di maio

In effetti, in caso di vittoria di Di Maio, l' Italia potrebbe trovarsi un altro presidente del Consiglio nominato da un Parlamento composto sulla base di una legge che non permette di scegliere direttamente il parlamentare, e selezionato sulla base di primarie da poche migliaia di clic. Effetti del Rosatellum ma anche di una precisa strategia interna del M5S che evita i collegi, preferendo per il proprio leader quei listini bloccati che per anni aveva definito incostituzionali.

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