soldati russi

“I RUSSI COMBATTONO COME 30 ANNI FA MA SENZA TECNOLOGIA NON SI VINCE” - IL GENERALE PIETRO SERINO, CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO TOCCA IL NERVO SCOPERTO DELLE TRUPPE DI PUTIN: “SE NON SONO CAPACI DI SFRUTTARE GLI ACCESSI ALLA TECNOLOGIA CYBER E AL DOMINIO DELLO SPAZIO, GLI ESERCITI MODERNI POSSONO ENTRARE IN GRANDE DIFFICOLTÀ - I RUSSI PROTEGGONO LE FORZE CORAZZATE CON AEREI ED ELICOTTERI CHE OGGI NON SONO IN GRADO DI SOPRAVVIVERE AL MODERNO CAMPO DI BATTAGLIA, DOMINATO ANCHE DA MISSILI SPALLEGGIABILI..."

Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

 

pietro serino 5

Generale Pietro Serino, lei è capo di Stato Maggiore dell'Esercito, comanda oltre 90 mila uomini e donne, è un grande esperto di pianificazione militare, conosce la guerra per mestiere e per averla studiata a lungo nel corso della sua formazione: cosa pensa dello scontro cui stiamo assistendo da due mesi nel cuore dell'Europa?

Delle analisi che sono state fatte in queste settimane cosa si sente di condividere?

«Io nasco come ufficiale deputato alle telecomunicazioni, e periodicamente nella mia vita ho dovuto aggiornare le mie conoscenze sulle nuove tecnologie. Ogni guerra, sin da quelle che facevano gli antichi romani, si basa sull'efficacia delle comunicazioni e della tecnologia. Quella della Russia contro l'Ucraina non fa differenza, e i russi potrebbero non averlo compreso sino in fondo».

soldato russo

 

Che intende dire?

«Ho un'immagine: oggi i cacciabombardieri di una volta sono stati sostituiti dai droni, la radio è stata sostituita dal satellite, scopriamo quali sono i nuovi compagni di viaggio di un esercito moderno. Credo che si sia sottovalutato il fatto che le formazioni corazzate hanno bisogno di strumenti di tecnologia diversa dal passato, e anche per questo oggi ci si può trovare in grandissima difficoltà».

 

Al Cremlino avevano programmato una guerra lampo e non è stato così.

«Ritengo che una delle considerazioni più rilevanti riguardi proprio i nuovi ambiti cyber e spaziale, che forse non sono risolutivi, ma certamente hanno un ruolo determinante: se non sono capaci di sfruttare gli accessi alla tecnologia cyber e al dominio dello spazio, gli eserciti moderni possono entrare in grande difficoltà».

SOLDATI RUSSI A MARIUPOL

 

Alla lunga questo gap dei russi può fare la differenza?

«Mi sembra di osservare che in questo momento l'utilizzo dei sistemi satellitari e l'impiego dei droni non sia equilibrato da parte dei due contendenti, si proteggono le forze corazzate con aerei ed elicotteri che oggi non sono in grado di sopravvivere al moderno campo di battaglia, dominato anche da missili spalleggiabili, sia controaerei che controcarri. La copertura aerea oggi è troppo rischiosa e dunque non è efficace, e si assiste ancora ad un uso di formazioni d'attacco in modalità classica, quella che conoscevamo negli anni '90, per intenderci mi riferisco alla guerra del Golfo: oggi quel modello non paga più».

 

pietro serino 4

Questo significa che tutte le analisi sulla consistenza numerica dell'esercito russo hanno un valore relativo?

«Si è discusso per settimane circa la consistenza delle forze, delle decine di migliaia di soldati schierati, ma si sa poco dell'entità numerica e della natura degli avversari sul campo. Certo, il terreno va presidiato, le risorse umane restano fondamentali sia per difendere un terreno, sia per conquistarlo e mantenerlo, ma le truppe senza la padronanza dei mezzi tecnologici alla fine soccombono, è una regola classica, sin dai tempi delle guerre dei romani».

 

soldati ucraini uccidono militari russi 2

L'esercito italiano compie domani 161 anni. Lei sta dirigendo una transizione molto vasta dei mezzi armati a vostra disposizione. Il nostro esercito è moderno abbastanza?

«Negli ultimi venti anni è stato anche un fiore all'occhiello del nostro Paese, sia dentro che fuori i confini nazionali, guadagnandosi anche la fiducia di tutti i nostri alleati e delle popolazioni con cui siamo venuti in contatto. Adesso che ci troviamo a fronteggiare missioni diverse, dobbiamo rinnovare il parco delle forze corazzate. Ci stiamo lavorando, investendo non solo su nuovi carri ed elicotteri, ma soprattutto sul munizionamento, un sistema di artiglieria con grande precisione sino a 70 chilometri.

pietro serino 3

 

Nel campo elicotteristico ci stiamo lasciando alle spalle un parco che risaliva agli anni '80. Le risorse ci sono e mi auguro che il Parlamento, questo come il prossimo, continui a condividere le indicazioni del ministro Guerini che crede nella necessità, per gli interessi strategici nazionali, di un ammodernamento necessario quanto efficace della forza armata, che a me piace definire Esercito 4.0».

 

Cosa pensa del progetto di un esercito europeo, che dalla guerra in Ucraina ha avuto un'accelerazione?

«Credo che i concetti chiave siano integrazione, interoperabilità e rapporto sinergico fra forze militari e industrie europee. La nostra prima missione è la difesa della Nazione e dei suoi interessi, la seconda è quella della difesa degli interessi euro-atlantici. Un caposaldo fondamentale è che le due dimensioni, Nato ed europea, continuino a coesistere, ma con una capacità militare che si basa sulla non duplicazione degli apparati militari, con un unico set di forze che può operare sotto entrambe le organizzazioni: questo è un concetto irrinunciabile».

Soldati russi

 

Torniamo alla guerra in corso.

«La dimensione cibernetica è oggi così pervasiva che affidare le operazioni alle singole forze armate diventa controproducente, anche con il classico coordinamento. Occorre un approccio interforze, con un accentramento molto forte verso un comando unico di tutte le operazioni, e credo che nel mondo occidentale si abbia molta più coscienza di questo».

Soldati russi in Ucraina 2

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...