ghisleri

“I TEMI DELL'ECONOMIA E DEL FISCO POTRANNO ESSERE DECISIVI PER VINCERE LE ELEZIONI” - ALESSANDRA GHISLERI: “MA CI SONO ALTRI DUE FILONI ABBANDONATI, CHE POTREBBERO SPOSTARE VOTI, SE BEN ARGOMENTATI: I GIOVANI, CHE NON SI SENTONO COINVOLTI DALLA POLITICA. E I VACCINI. ORA NON NE PARLA NESSUNO, MA DA UNA NOSTRA RICERCA CI RISULTA UNA QUANTITÀ SUPERIORE ALLE ASPETTATIVE DI CONTRARI ALLA QUARTA DOSE - GLI ELETTORI MOSTRANO INSOFFERENZA PER LE NARRAZIONE GENERICHE. C’E’ GRAN BISOGNO DI CONCRETEZZA, DI MISURE DETTAGLIATE. MI DEVI SPIEGARE COME VUOI FARE QUELLA LEGGE, DA DOVE PRENDI I SOLDI PER NON FARE SALIRE IL DEBITO…”

alessandra ghisleri a omnibus 1

Fabio Martini per “la Stampa”

 

Oramai le "sentenze" dei sondaggisti più professionali sono attese come oracoli da politici sempre più sprovvisti di sensori propri, e Alessandra Ghisleri, leader di Euromedia Research, va oltre quei numeri e racconta a La Stampa le tendenze di opinione più nascoste e più interessanti che si celano dietro le percentuali, quelle tendenze che se ben lette, fanno vincere un'elezione.

 

letta calenda

Dice Ghisleri: «Tutti sanno che in queste settimane abbiamo un 40 per cento di indecisi e sono tanti. Ebbene, il dato "nascosto" che più mi ha sorpreso è che gli incerti sono indecisi tra leader diversissimi tra loro. Non oscillano, che so io, tra Salvini e Meloni o tra Letta e Speranza. No! Quel che attira di più è la novità in quanto tale dell'offerta e quindi ci sono casi di incertezza tra Meloni e Calenda, ma c'è interesse anche per Renzi. Magari in alternativa a Meloni. Passano da uno all'altro come se quei leader fossero compagni di stanza. E invece, se prendiamo Meloni e Calenda, è evidente che hanno programmi lontanissimi. Eppure».

SILVIO BERLUSCONI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI

 

Ghisleri, il dietrofront di Calenda dopo aver firmato il patto col Pd e aver pubblicamente baciato Letta, può segnare la sua immagine?

«Diciamola tutta: in questi giorni nel rapporto tra la gente e la politica stiamo vivendo un momento che definirei scompigliato; i leader e le principali personalità dei partiti stanno costruendo i loro percorsi dentro il meccanismo elettorale ma tutta questa fase di posizionamento preliminare risulta confusa, interessa assai poco all'opinione pubblica. Non appena avremo le liste, gli schieramenti definiti, allora la musica cambierà».

renzi calenda

 

Ma un certo pendolarismo emotivo e politico di Calenda peserà sul bene più prezioso, la credibilità?

«Calenda ha giustificato il suo cambio proprio accampando una coerenza, una esigenza di credibilità. Per lui contava e conta il programma di Draghi e dunque, ascoltando le sue parole, la sua coerenza sta lì e la sua inversione a "u" non è dettata dall'umore. Certo, quando tutto si sarà metabolizzato, vedremo cosa ne pensano gli elettori. Anche perché lui dovrà allineare diverse esigenze: la sua agenda, quella di Draghi, la presenza delle ministre di Forza Italia».

 

BERLUSCONI SALVINI MELONI

I suoi sondaggi accreditano Calenda e Renzi al 6-8 per cento, al netto di +Europa. Che potenzialità ha il Terzo Polo? E soprattutto: è destinato a "sfondare" tra i moderati del centro-destra o pescherà pure a sinistra?

«A questo punto Calenda non è più destinato a intercettare elettori di centro-sinistra».

 

Ma alle Comunali di Roma si era presentato come asso-pigliatutto e il suo eccellente 20 per cento assorbiva tanto voto di sinistra

«Io credo che ora si rivolgerà a due tipi di elettorati: l'indeciso, che, come detto, è già ben disposto nei suoi confronti, e quell'elettorato di centrodestra che troverà nella sua offerta le ex ministre di Forza Italia. Una proposta allettante per l'elettorato forzista che può trovare più punti in comune con lui che in Salvini e Meloni».

alessandra ghisleri

 

Qualche segnale sui giornali di centrodestra già si vede: non pensa che da quella parte il nemico numero uno sarà l'insidioso Calenda?

«È possibile, ma la cosa più probabile è che lo scontro si focalizzi sulle due posizioni radicalmente diverse: Letta e Meloni».

 

Il Pd può perdere le elezioni ma diventare il primo partito proponendosi a un Paese impaurito come "forza tranquilla" rispetto a una destra ansiogena, che va alla caccia di migranti o di altri dossier allarmistici?

CARLO CALENDA

«Draghi, rispetto al quale il consenso resta alto, era visto come un ombrello di protezione. Di garanzia. Di competenza. Effettivamente nel contesto sociale del Paese potrebbe essere un errore stimolare una necessità, creare una paura allo scopo di indicare una soluzione. Difficile alimentare una paura, avendo già sperimentato Draghi e le sue soluzioni».

 

L'appeal tra gli indecisi di Meloni, Calenda e persino Renzi come se lo spiega?

«Sono tre leader attrattivi perché in una parte di elettorato è tornata l'insofferenza per le minestre riscaldate. I tre, in qualche modo, propongono qualcosa di diverso. Certo, Renzi si è già presentato ma nella sua nuova veste è alla sua prima prova nazionale e comunque vengono vissuti come leader da mettere alla prova e come portatori di nuovi progetti politici».

 

Un nuovo "nuovismo" è un dato interessante, anche perché sembrava consolidarsi il nostalgismo per la Prima Repubblica. Ma si muove anche altro dietro ai numeri dei sondaggi?

GIORGIA MELONI ENRICO LETTA 2

«Una grande insofferenza per le narrazione generiche, per il "farò" e invece un gran bisogno di concretezza, di misure ben dettagliate. Mi devi spiegare come vuoi fare quella legge, da dove prendi i soldi per non fare salire il debito».

 

Un'esigenza nuova o addirittura un'insofferenza?

«Su questa esigenza, direi insofferenza, pesano la pandemia, la guerra, l'inflazione e pesano anche le maggiori possibilità di informazione, di sapere come stanno le cose, il moltiplicarsi delle fonti. In queste elezioni più che in passato peseranno i percorsi personali, i palinsesti che ognuno si costruisce e poi confronta».

Ghisleri

 

Qualcuno ha capito l'aria che tira?

«Mi sembra che ad esempio Giorgia Meloni abbia capito questa insofferenza per le promesse che non si possono mantenere. Naturalmente i temi classici delle nostre campagne elettorali avranno un peso centrale anche stavolta».

 

L'economia in senso lato?

«Non dimentichiamo che sui temi dell'economia e del fisco si sono vinte diverse elezioni e potranno esserlo di nuovo. Temi decisivi per Berlusconi nel suo impegno a togliere le tasse sulla casa. Per Renzi sugli 80 euro, che arrivarono nelle buste paga proprio nei giorni delle elezioni. Per i Cinque stelle sul Reddito di cittadinanza. Ma ci sono altri due filoni abbandonati, che potrebbero spostare voti, se ben argomentati».

 

GIORGIA MELONI

Quali?

«I giovani. Tutti si riempiono la bocca. Ma non c'è assolutamente dialogo e alle nostre domande, rispondono dicendo di non sentirsi coinvolti dalla politica. Un deserto. E attenzione ai vaccini».

 

Attenzione?

«Sì, attenzione. Ora non ne parla nessuno, ma da una nostra ricerca ci risulta una quantità superiore alle aspettative di contrari alla quarta dose fatta in queste settimane».

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