giorgia meloni netanyahu emmanuel macron keir starmer donald trump israele stato palestinese palestina

PARACULISMO IN SALSA MEDIORIENTALE – GIORGIA MELONI TUMULA OGNI POSSIBILITÀ CHE L’ITALIA RICONOSCA LO STATO PALESTINESE, VINCOLANDOLA A DUE CONDIZIONI AL MOMENTO IRREALIZZABILI: ''LA LIBERAZIONE DEGLI OSTAGGI E ALL'ESCLUSIONE DI HAMAS DA GAZA” - DOPO AVE VISTO LE MIGLIAIA DI PERSONE IN PIAZZA PER GAZA, LA STATISTA DELLA SGARBATELLA PROVA UNA SUPERCAZZOLA, MA FINISCE PER SPOSARE LE STESSE POSIZIONI DI TRUMP E NETANYAHU: "IL RICONOSCIMENTO IN ASSENZA DI UNO STATO CHE ABBIA I REQUISITI DELLA SOVRANITÀ NON RISOLVE IL PROBLEMA" - LA "GIORGIA DEI DUE MONTI" FINGE DI NON SAPERE CHE IL RICONOSCIMENTO DELLA PALESTINA È UN ATTO POLITICO DI MACRON, STARMER E ALTRI LEADER PERCHÉ SI FERMI LA FURIA DI STERMINIO DI NETANYAHU, CHE VUOLE ANNETTERE ANCHE LA CISGIORDANIA...

GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU

MELONI, MOZIONE CONDIZIONATA PER RICONOSCERE PALESTINA

(ANSA) - La premier Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea generale dell'Onu, ha annunciato che la maggioranza presenterà una mozione per il riconoscimento della Palestina ma subordinato alla liberazione degli ostaggi e all'esclusione di Hamas da Gaza. Meloni ha auspicato che anche l'opposizione la sostenga. 

 

MELONI, MOZIONE CONDIZIONATA PER RICONOSCERE PALESTINA 

manifestazione a roma per gaza

(ANSA) - "Io personalmente - ha spiegato Meloni - continuo a considerare che il riconoscimento della Palestina in assenza di uno Stato che abbia i requisiti della sovranità non risolva il problema, non produca risultati tangibili, concreti per i palestinesi.

 

Dopodiché si dice che però il riconoscimento della Palestina può essere un'efficace strumento di pressione politica e va bene, capisco, però dobbiamo anche capire su chi. Io penso che la principale pressione politica vada fatta nei confronti di Hamas perché è Hamas che ha iniziato questa guerra ed è Hamas che impedisce che la guerra finisca rifiutandosi di consegnare gli ostaggi".

 

GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU

La premier ha quindi annunciato che "la maggioranza presenterà in aula una mozione per dire che il riconoscimento della Palestina deve essere subordinato a due condizioni: il rilascio degli ostaggi e ovviamente l'esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all'interno della Palestina, perché dobbiamo capire quali sono le priorità. Io non sono contrario al riconoscimento della Palestina, però dobbiamo darci le priorità giuste".

manifestazione a roma per gaza

 

 

 

 

"Penso che un'iniziativa del genere - ha auspicato - possa trovare anche il consenso dell'opposizione, non trova sicuramente il consenso di Hamas, non trova magari il consenso da parte degli estremisti islamisti, ma dovrebbe trovare consenso nelle persone di buon senso".

 

MELONI,BENE TRUMP SUI MIGRANTI E GREEN DEAL

(ANSA) - Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea Onu, ha detto di aver condiviso molte passaggi dell'intervento del presidente americano, dall'immigrazione al Green Deal, sino alla necessità di rendere efficienti gli organismi multilaterali.

BENJAMIN NETANYAHU E GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI

 

MELONI, BENE TRUMP SUI MIGRANTI E GREEN DEAL

(ANSA) - "Ho condiviso molte cose - ha commentato - che ha detto Donald Trump in questo intervento, ho condiviso quello che dice sulla migrazione, ho condiviso buona parte di quello che dice sui Green Deal, ho condiviso anche alcuni passaggi sul fatto che, e ne farò qualcuno anche nel mio intervento, gli organismi multilaterali per lavorare bene, per recuperare e migliorare il loro ruolo in un contesto come quello nel quale ci troviamo, chiaramente devono sapere anche rivedere quello che non funziona.

l'esodo dei palestinesi da gaza city foto lapresse 5

 

Poi noi sappiamo che qui ad esempio c'è tutto il tema della riforma delle Nazioni Unite, ma non solamente, c'è un dato oggettivamente di assenza delle volte di capacità di incidere e in questo scenario diventa un problema maggiore, quindi secondo me ci sono stati degli spunti molto interessanti".

 

Incalzata sull'attacco di Trump al climate change, Meloni ha ribadito di essere "d'accordo sul fatto che un certo approccio ideologico al Green Deal abbia finito per non rendersi conto che stava minando la competitività dei nostri sistemi e quindi ci sono dei passaggi che ho assolutamente condiviso".

BENJAMIN NETANYAHU E GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI

 

MELONI, SU KIEV EUROPA NON AMBIGUA MA URGE UNITÀ OCCIDENTE

(ANSA) - "Non credo che l'Europa sia ambigua nei confronti dell'Ucraina, credo che dobbiamo però lavorare insieme come Occidente se vogliamo portare a casa una pace giusta e duratura ed e' quello che stiamo cercando di fare, c'è bisogno dell'Europa, c'è anche bisogno degli Stati Uniti": lo ha detto la premier Giorgia Meloni rispondendo ad una domanda a margine dell'assemblea Onu se l'Europa non sia ambigua sull'Ucraina.

manifestazione a roma per gaza gli automobilisti sostengono i pro palmanifestazione a roma per gazal'esodo dei palestinesi da gaza city foto lapresse 2BENJAMIN NETANYAHU E GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGImanifestazione a roma per gazal'esodo dei palestinesi da gaza city foto lapresse 6l'esodo dei palestinesi da gaza city foto lapresse 3GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU 1

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…