giorgia meloni

GIORGIA SOLA E SPIAGGIATA – DOPO IL CASO BALNEARI, LA MELONI SI SENTE SEMPRE PIU’ SOTTO ASSEDIO, ABBANDONATA DAGLI ALLEATI DI GOVERNO, SE NON OSTEGGIATA – E IL PROSSIMO APPUNTAMENTO È SULLA CARTA ANCORA PIÙ CRITICO: LA PARTITA DELLE NOMINE. I TAVOLI PROMESSI, DENUNCIANO LEGA E FORZA ITALIA, NON VENGONO CONVOCATI: “PER ORA TUTTO È IN MANO A FAZZOLARI, LA SORELLA DI MELONI, LOLLOBRIGIDA E POCHI ALTRI” 

Estratto dell’articolo di Francesco Olivo per “La Stampa”

 

giorgia meloni

Quando il gioco si fa duro lì intorno non c'è più nessuno. I partiti si sentono trascurati e scaricano tutto sulla presidente: «Chiedete a lei». La solitudine a Palazzo Chigi è una condizione fisiologica, ci si chiude in quelle stanze, si devono prendere decisioni in pochi minuti e si vive sotto assedio.

 

[…] La sensazione di chi vive a stretto contatto con la premier è che, se il rapporto con i ministri è molto buono, gli alleati in Parlamento non siano davvero tali: a ogni momento di difficoltà la leader di Fratelli d'Italia si ritrova da sola. Gli esempi iniziano a essere troppi per non diventare una tendenza.

 

Dalla sede del governo segnalano almeno quattro momenti critici durante i quali nessuno si è preso la responsabilità di difendere la presidente: l'aumento del prezzo della benzina, le polemiche sulla giustizia (la questione intercettazioni e il caso Delmastro-Donzelli), la decisione del taglio del superbonus e, appunto, la dura nota della presidenza della Repubblica contro la decisione di prorogare le concessioni dei lidi. […]

 

Nella migliore delle ipotesi, è la lettura dei suoi fedelissimi, i partiti scaricano le responsabilità su di lei, nella peggiore, e questo potrebbe essere il caso delle concessioni balneari, la mettono con la malizia davanti alle proprie contraddizioni, la Meloni oltranzista di ieri contro quella istituzionale di oggi. «Il centrodestra è abituato a governare insieme da trent'anni», ripete Francesco Lollobrigida uno dei pochi pontieri tra la sede del governo e il mondo di fuori.

giorgia meloni videomessaggio per l'anniversario della guerra in ucraina 1

 

E il prossimo appuntamento è sulla carta ancora più critico: la partita delle nomine. I tavoli promessi, denunciano gli alleati, non vengono convocati, «per ora tutto è in mano a Fazzolari, la sorella di Meloni, Lollobrigida e pochi altri».

 

Se Forza Italia, con grande cruccio del vicepremier Antonio Tajani, si è ritagliata il ruolo di voce critica («avete visto che fine ha fatto Gianfranco Fini?» ha ricordato con durezza Lollobrigida agli azzurri in un'intervista a La Stampa), la Lega è più cauta. Matteo Salvini ne ha fatto un metodo: «Oneri e onori», risponde a chi gli chiede dell'alleata. La strategia del leader del Carroccio è di evitare di polemizzare apertamente con la premier, anzi di elogiarla in pubblico, salvo non andare mai in suo soccorso quando ci sono insidie sul cammino, «non le facciamo da parafulmine», è la parola d'ordine data ai dirigenti da via Bellerio.

 

giorgia meloni gli appunti di giorgia 1

Il caso dei balneari è sintomatico. Per anni i partiti del centrodestra si sono spartiti i voti della categoria, poi quando il governo Draghi ha deciso di indicare una data per le gare delle spiagge, Fratelli d'Italia ha gridato al tradimento di Lega e Forza Italia. Gli imprenditori del settore hanno appoggiato in massa Meloni alle elezioni e ora che mantenere le promesse si scontra con la realtà (la Commissione Ue pretende che si facciano le gare e c'è una sentenza chiarissima del Consiglio di Stato) la situazione nel centrodestra si è ribaltata: gli antichi referenti nel Carroccio e in Forza Italia cavalcano il malcontento dei concessionari, mettendo nell'angolo la premier.

 

La versione che danno i partiti è molto diversa. La solitudine della premier si deve non alla mancanza di lealtà degli alleati, quanto piuttosto alla sua scelta di fidarsi solo di un gruppo molto ristretto di persone e, più in generale, a un atteggiamento diffidente e anche arrogante, specie nella gestione del Parlamento.

giorgia meloni francesco lollobrigida 3

 

[…] Forza Italia e Lega sono rimasti particolarmente seccati dall'atteggiamento di Palazzo Chigi sulla questione del Superbonus, «sapevano che per noi era una questione fondamentale, la Lega aveva anche fatto una manifestazione due giorni prima – si sfoga un dirigente berlusconiano – eppure ci hanno comunicato il provvedimento mezz'ora prima di leggerlo sulle agenzie, mettendoci in difficoltà con gli elettori».

 

Obiezioni alle quali i meloniani ribattono: tutte le decisioni vengono prese con i vicepremier, ovvero con Salvini e Tajani, «se poi quei partiti hanno problemi interni non è colpa nostra». Veleni nella solitudine.

MELONI FAZZOLARIgiorgia meloni e francesco lollobrigida 1

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