leonardo maria del vecchio francesco milleri

GLI EREDI POSSONO “INCASSARE”, MA DELFIN CHE FINE FA? – IL VIA LIBERA DEI GIUDICI DEL LUSSEMBURGO AL TRASFERIMENTO DELLE QUOTE IN SOCIETÀ PERSONALI AD HOC POTREBBE SBLOCCARE L’IMPASSE SULL’EREDITÀ DI LEONARDO DEL VECCHIO: I FIGLI DEL “PAPERONE DI AGORDO” POTRANNO DARE LE AZIONI IN GARANZIA ALLE BANCHE PER RICEVERE FINANZIAMENTI. MA SE TUTTI VENDONO E SCAPPANO, CHE SUCCEDE ALLA HOLDING DI FAMIGLIA, CHE VALE 40 MILIARDI? SE SI SFALDA DELFIN, VIENE MENO ANCHE IL CONTROLLO ITALIANO DI ESSILORLUXOTTICA, IL PRIMO PRODUTTORE DI OCCHIALI AL MONDO, CHE DIVENTERÀ FRANCESE – E FRANCESCO MILLERI CHE FA? LE DIMISSIONI DI LEONARDO MARIA DA ESSILUX, E IL DESIDERIO DEI SUOI FRATELLI DI INCASSARE E FARE LE VALIGIE, SONO UN ATTO DI SFIDUCIA VERSO IL MANAGER CARO A LEONARDO SENIOR E ALLE SUE SBANDATE FINANZIARIE…

1 - DELFIN, SÌ AL PASSAGGIO DEL 25% DI PAOLA E LUCA DEL VECCHIO

Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi per il “Corriere della Sera”

 

paola del vecchio

Il 17 agosto sono scaduti i termini fissati dalla legge lussemburghese ed è arrivato il via libera al trasferimento del 25% di Delfin detenuto da Paola e Luca Del Vecchio che così potranno conferire le rispettive quote del 12,5% in veicoli di loro proprietà.

 

[…] E’ un bel passo avanti dal punto di vista degli azionisti che ora possono superare il veto statutario che impedisce la cosiddetta bancabilità della loro quota: Luca e Paola potranno per esempio darla in pegno alle banche a fronte di finanziamenti o liberamente trasferirla tra di loro.

 

Anche Leonardo Maria e Clemente Del Vecchio più Rocco Basilico avevano avanzato la medesima richiesta che seguirà lo stesso iter.

 

Ci vorrà solo un po’ di pazienza in più perché Delfin, per conto dei soci, ha domandato una proroga dei tempi per lasciare aperte le prelazioni.

 

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO - FRANCESCO MILLERI

Ma gli eredi dell’impero del valore di oltre 40 miliardi che oltre al 32,4% di EssilorLuxottica, custodisce anche il 17,5% di Mps, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit e il 28% di Covivio vedono di fatto sbloccarsi l’impasse.

 

Il riassetto delle quote potrebbe non essere più un miraggio.

 

Leonardo Maria aveva tentato di acquistare il 25% da Luca e Paola con un maxi finanziamento di 10 miliardi dalle banche che volevano l’estensione delle garanzie sulle quote acquisite. Cosa impossibile per Delfin da concedere in quel momento. Ora, se volesse acquistare quel 25%, il giovane imprenditore potrebbe dare le azioni a garanzia.

 

LA GALASSIA DELFIN - LA STAMPA

Da quanto emerso, a primavera Leonardo Maria, dopo il fallimento del negoziato con le banche, aveva aperto un dialogo con il fondo Apollo per valutare se fosse possibile finanziare l’operazione, oltreché rivedere la struttura del suo debito, sopra il miliardo.

 

Non solo. Dopo l’addio del quarto figlio del fondatore agli incarichi operativi nella multinazionale, i rapporti tra azionisti potrebbero essere più fluidi nel reciproco interesse. Cosa di cui beneficerebbe il riassetto azionario ma anche altre partite come l’innalzamento del tetto degli utili, ora bloccato al 10% senza un accordo tra soci. Luca, Clemente e Paola chiedono da tempo una modifica della governance e quindi dello statuto e non hanno favorito lo sblocco delle cedole di Delfin.

 

leonardo maria del vecchio laurea honoris causa tor vergata

Come rivelato da Mf, Luca e Paola si sarebbero preparati al trasferimento delle loro quote costituendo società personali ad hoc. Per esempio a fine luglio Paola Del Vecchio ha creato una nuova società nel Granducato, la Nemora sarl, nella quale potrebbe confluire la sua quota in Delfin.

 

2 - EREDITÀ DEL VECCHIO COSÌ LMDV RIAPRE LA PARTITA SU DELFIN

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per “Domani”

 

[...] Lo scontro non è solo una questione di famiglia, perché dall’esito della partita dipendono anche gli equilibri della finanza nazionale, visto che la posta in palio è il controllo di Delfin, la holding lussemburghese che custodisce, oltre al controllo dell’impero degli occhiali Essilor-Luxottica, anche pacchetti azionari strategici di Mps, (prima azionista con il 17,5 per cento del capitale) e di Generali (10 per cento).

L IMPERO DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO

 

[…] A prima vista sembra una pura formalità. E invece no, perché una volta completato il trasloco, quelle stesse società, insieme al loro contenuto, potranno essere date in pegno per ottenere finanziamenti.

 

Il complicatissimo statuto di Delfin, una gabbia legale imposta da Del Vecchio padre, prevede infatti che le azioni della holding non possano essere utilizzate a garanzia di prestiti, ma il divieto verrebbe aggirato se le quote risultano intestate a una società.

 

rocco basilico leonardo maria del vecchio

Si arriva così a uno snodo decisivo per l’intera vicenda, almeno in teoria. La novità dal Lussemburgo potrebbe infatti consolidare le ambizioni di Leonardo Del Vecchio, il 31enne quartogenito del fondatore che nei mesi scorsi si era detto pronto a comprare il 25 per cento di Luca e Paola grazie a una linea di credito di 11 miliardi concessa da un pool di banche.

 

A giugno però l’operazione è saltata per il rifiuto opposto dal cda di Delfin a fornire le lettere di patronage che avrebbero dovuto garantire il prestito, aggirando così il divieto statutario di utilizzare le azioni della stessa holding come pegno. Lo stop degli amministratori, tutti esterni alla famiglia Del Vecchio, è avvenuto con voto a maggioranza.

 

LUCA DEL VECCHIO

Favorevole il presidente Francesco Milleri, ceo di Essilux, così come il notaio Mario Notari. Contrari l’amministratore delegato Romolo Bardin, spalleggiato dai consiglieri Giovanni Giallombardo e Aloyse May. Il giovane Del Vecchio, meglio noto alle cronache con l’acronimo Lmdv, è quindi costretto a cercare altrove il sostegno finanziario indispensabile per dare la scalata alla holding fondata dal padre.

 

Lo scenario è più che mai complicato, ma a fornire l’appiglio giusto potrebbe essere proprio il via libera al trasferimento delle quote di Luca e Paola. Una volta trovato l’accordo con i due eredi, i prestiti per finanziare l’acquisto potrebbero essere garantiti impegnando le società che custodiscono il 25 per cento destinato a passare di mano.

 

[…] La strada verso il successo è però tutt’altro che spianata. Nel frattempo, il negoziato potrebbe essere agevolato dalle dimissioni di Leonardo Maria, annunciate una settimana fa, dagli incarichi manageriali nel gruppo Essilor-Luxottica. Un modo, secondo alcune interpretazioni, per prendere le distanze dal ceo Milleri dopo lo schiaffo dello stop alle lettere di patronage, e quindi gestire in totale indipendenza le questioni azionarie.

ROMOLO BARDIN

 

Va detto che al momento gli eredi appaiono ancora più divisi che mai su questioni importanti come i dividendi prelevati dall’utile di Delfin (924 milioni nel 2025). Lo statuto prevede l’unanimità tra gli otto soci in caso di distribuzione di una quota dei profitti superiore al 10 per cento. Unanimità che al momento non c’è, con tutte le conseguenze del caso anche per Lmdv che nelle sue società personali deve far fronte a oneri per interessi su debiti stimati in 1,3 miliardi. […]

QUOTE IN DELFIN EREDI DEL VECCHIO - CORRIERE DELLA SERA

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