raggi m5s roma

ROMA A 5 STELLE - VIRGINIA RAGGI HA VINTO LE “COMUNARIE” GRILLINE - DEMOCRAZIA ALLA GRILLO/CASALEGGIO: IL PROSSIMO SINDACO DELLA CAPITALE D'ITALIA, UNA CITTÀ DI TRE MILIONI DI ABITANTI, SCELTO ONLINE DA APPENA 1.764 PERSONE!

1 - M5S, A ROMA E’ RAGGI LA CANDIDATA

Maria Rosa Spadaccino per il “Corriere della Sera”

 

raggi m5s romaraggi m5s roma

Ha vinto la favorita. Virginia Raggi, 37 anni, avvocato civilista, mamma, ex consigliere comunale durante l' amministrazione Marino, ieri è diventata il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. La vincitrice delle «Comunarie», le votazioni on-line sul blog di Grillo, volute dal direttorio, è stata scelta da 1.764 iscritti certificati ovvero il 45,5% dei votanti.

 

Ha battuto Marcello De Vito, anche lui avvocato ed ex consigliere comunale, che ha preso il 35%, ovvero 1.347 preferenze.

 

Da subito si era capito che Raggi era destinata a rappresentare i Cinque Stelle alla sfida per Roma. I commenti sui blog e sui social del Movimento, già nei giorni scorsi, la eleggevano come la migliore.

 

 

E alla presentazione dei sei aspiranti candidati alla Camera dei Deputati, qualche giorno fa, lei ha sfoggiato un piglio sicuro. «Certo che vogliamo governare Roma, caspita se lo vogliamo!», ha risposto alla domanda su chi dubitava sulla reale volontà del M5S di voler guidare Roma. Un atteggiamento sicuro sostenuto dai sorrisi delle parlamentari grilline Paola Taverna e Roberta Lombardi.

raggi m5s roma 8raggi m5s roma 8

 

Ha vinto contro un uomo la prima battaglia «in casa», ma ora dovrà scendere in guerra contro una compagine completamente maschile. Salvo cambiamenti dovrà vedersela con Guido Bertolaso, candidato del centrodestra, Alfio Marchini, il candidato de «La Destra» Francesco Storace, Stefano Fassina, per «Sinistra Italiana». E contro il vincitore delle primarie del centrosinistra, i cui favoriti sono Roberto Morassut e il vice-presidente della Camera, Roberto Giachetti.

raggi m5s roma 7raggi m5s roma 7

 

Proprio quest' ultimo le ha fatto i complimenti su Facebook.

«In bocca al lupo a Virginia Raggi, candidata 5 stelle. Auguro a lei e a tutti una campagna elettorale leale e costruttiva. Roma se la merita», scrive sul social.

raggi m5s roma 5raggi m5s roma 5

 

«Mafia Capitale ci ha dimostrato che a Roma la vera politica non la fanno i partiti, ma i cittadini romani», ha detto Raggi in un video dopo la vittoria, «qualcuno ha provato a cancellarci, speculando sulle nostre spalle Ci prenderemo la rivincita».

 

Avvenente, esile, determinata: non ama parlare con i cronisti, alle telefonate risponde con sms di circostanza. Potrebbe diventare la prima donna sindaco della Capitale. Sa che questa è la sua vera forza, più che il pugno di voti che l' hanno scelta, corrispondenti ai residenti di un paio di condomini dell' Appio Latino, quartiere popolare della periferia sud-est dove è nata.

 

 

2 - LE PRIMARIE ONLINE? UN SALOTTO

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

raggi m5s roma 6raggi m5s roma 6

l prossimo sindaco della capitale d' Italia, una città di quasi tre milioni di abitanti, potrebbe essere stato scelto da appena duemila persone. Sono quelle che ieri hanno acceso il computer, si sono accreditate presso il blog di Beppe Grillo, e hanno dato il loro voto al candidato del Movimento 5 Stelle che più gli piaceva.

 

raggi m5s roma 3raggi m5s roma 3

Le primarie online sono forse il tratto più interessante e puro del modo di essere del M5S. La scelta degli aspiranti sindaci espressa con un clic rivela nelle intenzioni un modo di procedere democratico, che lascia molto spazio alle persone, persino più libero e aperto delle primarie tradizionali, strumento politico che negli ultimi anni, salvo rare eccezioni, non si è certo rivelato privo di storture. La scarsa partecipazione rappresenta invece un problema.

 

Non solo per i pentastellati ma anche per il funzionamento dell' intero sistema democratico. Appena tre anni fa M5S venne votato da un quarto degli italiani, ottenendo una conseguente e folta rappresentanza parlamentare.

raggi m5s roma 4raggi m5s roma 4

 

Ormai è una formazione politica di massa, che non ha tenuto fede alla promessa di aprire le istituzioni come una scatoletta di tonno, ma certo non cala nei sondaggi. Sono qui per restare, insomma.

Proprio per via del notevole peso di rappresentanza, i numeri trascurabili delle consultazioni online trasformano una pratica innovativa in un implicito danno alle istituzioni e alle elezioni destinate a designare chi andrà a presiederle. Solo duemila persone per Roma, la miseria di quattrocento a Milano.

raggi m5s roma 2raggi m5s roma 2

 

Le primarie «classiche» se non altro hanno avuto una affluenza non pletorica ma comunque degna di nota: 60.000 poche settimane fa a Milano, 102 mila a Roma nel 2013.

Quando ancora aveva voglia di parlare della sua creatura, Beppe Grillo lamentava l' incapacità dei media di capire la specificità del M5S. La vera rivoluzione, diceva, non era l' utopia degli onesti al potere, ma la cosa pubblica affidata a cittadini che se ne occupavano temporaneamente, superando il paradigma della politica come mestiere.

 

Peccato che poi arrivi il momento di scegliere la persona giusta. E nei Cinquestelle il processo di selezione del personale ha spesso rivelato il contrasto tra idea e azione, tra princìpi forti e pratiche deboli. Nella vicenda di Quarto che tanti danni ha fatto al M5S, pochi ricordano il modo in cui fu candidata l' attuale sindaco Rosa Capuozzo.

Mancavano pochi giorni alle elezioni. Alla riunione del meetup erano presenti in dodici.

raggi m5s roma 13raggi m5s roma 13

«Chi se la sente?» chiese qualcuno. Capuozzo fu l' unica ad alzare la mano. Le primarie online dovrebbero essere l' apoteosi dell' uno vale uno. Ma come dimostra la nascita del Direttorio, c' è sempre qualcuno più uguale degli altri.

 

A Bologna le consultazioni via Internet non ci sono proprio state. Luigi Di Maio ha deciso che Massimo Bugani, già sconfitto da Virginio Merola nel 2011 senza passare per il ballottaggio, era ancora il candidato naturale. A Torino si è proceduto per alzata di mano, nel chiuso di una stanza.

raggi m5s roma 12raggi m5s roma 12

 

A forza di deroghe ed eccezioni, le primarie online non sembrano più un punto di forza del Movimento, ma una ammissione di debolezza. Il rito si celebra laddove c' è la certezza di perdere, come a Milano, oppure quando c' è paura di vincere e per questo nessuno vuole assumersi le proprie responsabilità.

raggi m5s roma 9raggi m5s roma 9

 

E così si svilisce un esperimento interessante di democrazia digitale. Al resto ci pensano i numeri, che mettono alla prova non solo i Cinquestelle, ma anche i partiti tradizionali sempre alla ricerca di nuove forme di partecipazione.

 

Con Internet ognuno può dire la sua e tutti sono pronti a farlo, ma pochi prendono una decisione. Le scelte davvero condivise di una comunità, anche politica, non passano ancora per la Rete .

 

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...