migranti

IL GRANDE BUSINESS DELL’ACCOGLIENZA - LO STATO INVESTE PER ASSISTERE I MIGRANTI 4,5 MILIARDI L'ANNO - PER UN RICHIEDENTE ASILO ADULTO VENGONO EROGATI 35 EURO AL GIORNO, PER UN MINORENNE 45 - DA DELRIO ALLA PINOTTI, DA RICCARDI A POLETTI: IL FRONTE CATTO-SINISTRO CHE SI E’ SCHIERATO A FAVORE DELLE ONG

NAVI ONG MIGRANTINAVI ONG MIGRANTI

Alfredo Arduino per “la Verità”

 

Se nel governo il mare fosse piatto, non ci sarebbe stato bisogno dell' intervento del Quirinale. Il «grande apprezzamento» del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nei confronti del ministro dell' Interno, Marco Minniti, «per la gestione del fenomeno migratorio» serve a placare la tempesta. Ci voleva un' azione dall' alto per evitare che l' esecutivo di Paolo Gentiloni perdesse un altro pezzo, dopo le dimissioni di Enrico Costa, scomodo ministro per gli Affari regionali.

 

MINNITI DELRIOMINNITI DELRIO

Comunque è evidente che a Palazzo Chigi c' è una fronda, numerosa e influente, che mal sopporta la linea dura, se così possiamo chiamarla, del Viminale sull' immigrazione. Che non vorrebbe neppure sentire parlare di codici di comportamento, respingimenti e chiusura dei porti. Insomma, una lobby che sogna un'Italia dove le navi delle Ong possano traghettare a ritmo serrato migranti e le coop di ogni colore li accudiscano dietro compenso. Cosa che, peraltro, è avvenuta e sta avvenendo.

 

ONG E MIGRANTIONG E MIGRANTI

IN PRIMA LINEA

A capeggiare il malcontento è il responsabile dei Trasporti, Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia da sempre molto legato al mondo delle coop rosse e a quello cattolico. Parliamo dal punto di vista della formazione culturale e non di affari, tra i quali è però da ricordare il business sesquipedale dell'accoglienza. Bisogna sapere, infatti, che lo Stato investe per assistere i migranti 4,5 miliardi l' anno. Per un richiedente asilo adulto vengono erogati 35 euro al giorno, per un minorenne 45.

 

Il codice di condotta per le Ong, voluto da Minniti che polemicamente ha disertato l'ultimo Consiglio dei ministri prima delle vacanze, non piace a Delrio , dal cui dicastero dipende - è bene ricordarlo - la Guardia costiere. Tanto che non perde occasione per rendere inutile il provvedimento appena entrato in vigore, come nel caso del trasbordo di 127 migranti dalla nave di Medici senza frontiere alle vedette della Guardia costiera che li hanno poi sbarcati a Lampedusa.

MINNITI DELRIOMINNITI DELRIO

 

Secondo quanto stabilito dal Viminale sarebbero dovuti rimanere a bordo. Infatti le nuove disposizioni prevedono che, in caso di richiesta di autorizzazione di entrare in porto da parte di una nave di una Ong, come è il caso di Msf, che non ha firmato il codice, non si debba rispondere.

 

Ma ecco il pasticcio, all' italiana, che permette ai due colleghi che siedono nel governo Gentiloni di giocare alla battaglia navale: il ministero dell' Interno è competente solo per le decisioni da prendere sulla terraferma, mentre quello dei Trasporti lo è in mare. Così a quest' ultimo spetta la scelta del porto di attracco, ma senza la certezza che venga poi attivata la procedura per il fotosegnalamento dei migranti e il loro trasferimento nelle strutture di accoglienza.

ONG MIGRANTI2ONG MIGRANTI2

 

In altre parole hanno entrambi modo di farsi dispetti a vicenda, sulla pelle dei migranti e su quella degli italiani che hanno giurato, davanti al presidente della Repubblica, di difendere. Questa la formula del giuramento dei ministri, che ricordare male non fa: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell' interesse esclusivo della Nazione».

 

NON SOLO LUI

Se Delrio è il più fiero oppositore della linea dura e pensa che «se bisogna salvare vite, serve comunque la nave più vicina», sono tanti quelli nell' esecutivo che lo seguono.

ministro pinottiministro pinotti

Per esempio il Guardasigilli, Andrea Orlando, che ha sempre criticato l' inchiesta della Procura di Catania, sostenendo che «è una menzogna ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti».

 

Una dichiarazione pesante e un' intromissione in un' inchiesta giudiziaria in corso. Ma soprattutto per il ministro della Giustizia «non esiste alcuna invasione di migranti e non siamo in emergenza». Forse non ha mai puntato i binocoli verso il canale di Sicilia.

 

ONG MIGRANTI1ONG MIGRANTI1

Per un approccio «umanitario» si schiera anche la responsabile della Difesa, Roberta Pinotti, da sempre vicina al mondo degli scout. Coccinella precoce, arrivata all' Agesci di Genova a 5 anni e mezzo, ha indossato divisa e fazzolettone fino ai 31 anni compiuti, quando era consigliere generale dell' organizzazione degli scout cattolici italiani.

 

Andrea Riccardi Andrea Riccardi

La Pinotti è tanto solidale, da lanciarsi in paragoni arditi tra donne e migranti: «I dati economici sono chiarissimi: gli immigrati sono una ricchezza per le nostre comunità, per il nostro Paese. E quando sento dire», dichiara in un' intervista ad Avvenire, «che tolgono lavoro ai nostri giovani, mi viene da pensare a chi a inizio secolo se la prendeva con le donne. Anche allora si diceva: le donne se ne stiano a casa perché non possono togliere lavoro agli uomini».

 

MIGRANTI SCAFISTI ONGMIGRANTI SCAFISTI ONG

Restando nel mondo dello scoutismo, al quale appartiene lo stesso Delrio, non possiamo dimenticare Matteo Renzi che, anche se ormai ex primo ministro, resta il segretario del partito di maggioranza relativa. Figlio di mamma Laura e babbo Tiziano, entrambi capi scout, è a sua volta padre dei due scout Francesco ed Emanuele.

anna finocchiaro lamberto dinianna finocchiaro lamberto dini

 

Appena un mese fa, spiegava che «non si rimettono in discussione battaglie come quella sullo ius soli» e che «non si può cambiare idea per un sondaggio che dice che gli italiani sono meno favorevoli». In fondo di quello che pensano gli italiani gli importa poco ma dei loro voti molto, quindi alla fine anche lui, tradendo i proclami, ha deciso di rinviare l' approvazione della legge ius soli a tempi migliori.

 

La lobby delle frontiere aperte è anche presente alla Farnesina. Qui il viceministro con delega alla Cooperazione, Mario Giro, dal 1998 responsabile delle relazioni internazionali della comunità di Sant' Egidio, impegnata in prima linea nel convogliare profughi e migranti in Italia, è stato il primo a rifiutare di considerare il salvataggio in mare da parte delle Ong come pull factor, ovvero un fattore incentivante per le partenze.

MIGRANTI SCAFISTI ONGMIGRANTI SCAFISTI ONG

 

lungo corsoSulla questione Ong, Giro ha idee chiare: «Può esserci dietro alcune organizzazioni non governative un' ideologia "no border", una sorta di estremismo umanitario; ma va compreso, di fronte alla tragedia che sta avvenendo. Preferisco un estremismo umanitario ad altri tipi di estremismi. Bisogna riconoscere come le Ong siano ormai divenute una componente imprescindibile del diritto internazionale umanitario».

In passato è stato responsabile delle Comunità di Sant' Egidio in vari quartieri della periferia romana. Come si legge nella sul suo sito: «Mi chiamo Mario Giro e appartengo alla comunità di Sant' Egidio. Per molti anni mi sono occupato di poveri, Africa, cooperazione allo sviluppo e pace, in particolare di mediazioni per risolvere i conflitti nel mondo».

 

MEDICI SENZA FRONTIERE E IL SOCCORSO AI MIGRANTIMEDICI SENZA FRONTIERE E IL SOCCORSO AI MIGRANTI

La sua stessa storia lo iscrive di diritto tra gli ultrà dell' accoglienza. Negli anni Ottanta si è impegnato nelle relazioni di dialogo interreligioso col mondo musulmano e ha lavorato in Africa per lo sviluppo della comunità di Sant' Egidio.

 

Nel 2012 è stato anche consigliere del ministro per la Cooperazione internazionale e l' integrazione, Andrea Riccardi, anche lui colonna portante del movimento laico ma d' ispirazione cattolica. E nel 2013 viene nominato sottosegretario agli Affari Esteri, quindi promosso viceministro. Il suo programma si condensa in una certezza: «Le nostre navi continueranno a raccogliere i migranti».

 

MEDICI SENZA FRONTIERE E IL SOCCORSO AI MIGRANTIMEDICI SENZA FRONTIERE E IL SOCCORSO AI MIGRANTI

donne di sinistraTesserata del partito che sorride agli sbarchi è anche la pd Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento che si è battuta più per i diritti che per il contenimento degli stranieri: «Solo una maggiore integrazione dei migranti e la loro partecipazione alla vita delle comunità locali possono garantire quella sicurezza e quel rispetto delle nostre città che i cittadini chiedono a gran voce, non certo l' isolamento prolungato né l' eccessiva concentrazione in territori limitati».

MIGRANTI SCAFISTI ONGMIGRANTI SCAFISTI ONG

 

Non che sia sbagliato, però l' Italia non può essere il porto d' attracco di tutti i migranti che vorrebbero andare in Europa e che poi l' Europa lascia sulle nostre spalle. Evidente che qualcosa non funziona.

 

Il fronte trasversale che vede nell' immigrazione solo una risorsa, conta anche il sottosegretario Maria Elena Boschi che, in occasione della giornata mondiale contro il razzismo, ha cinguettato su Twitter il seguente pensiero: «Essere contro una società multietnica è come vivere in Alaska ed essere contro la neve». Per dovere d' informazione, la frase tanto arguta non è della Boschi ma è stata duplicata con il copia e incolla dallo scrittore William Faulkner.

 

MEDICI SENZA FRONTIERE E IL SOCCORSO AI MIGRANTIMEDICI SENZA FRONTIERE E IL SOCCORSO AI MIGRANTI

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ex presidente nazionale della Lega Coop dal 2002 al 2014, di certo non poteva schierarsi contro i traghettamenti di migranti. E le coop offrendo un servizio d' accoglienza, fino a oggi non rendicontato, traggono infatti grandi profitti dal fenomeno migratorio. Non sempre tutto avviene secondo le regole e alla luce del sole, solo qualche giorno fa una funzionaria della prefettura di Catanzaro, Natina Renda, è stata arrestata assieme gestore di una cooperativa calabrese, Salvatore Lucchino.

 

RENZI POLETTIRENZI POLETTI

Quest' ultimo avrebbe pagato una cospicua mazzetta per instaurare una convenzione con la prefettura per la gestione dei richiedenti asilo. Ovvio che Poletti non ha nulla a che vedere, ma forse il suo modo di pensare non è il migliore per evitare che si ripetano fatti del genere: «Smettiamola di parlare di emergenza quando si parla di immigrazione», sostiene il ministro, «l' immigrazione è una risorsa per internazionalizzare la nostra economia».

 

ONG MIGRANTIONG MIGRANTI

Quella che propone Poletti pare essere una soluzione radicale, che taglierebbe la testa al toro. Non era lui a predicare che se i giovani italiani vanno all' estero è un bene, tanto meglio perderli che trovarli? Quindi il suo piano, sia detto con ironia ma non troppa, sembrerebbe il seguente: sostituire i giovani italiani con la risorsa immigrati e trasformare l' Italia una colonia africana. Davanti a una lobby così potente e determinata a spalancare le frontiere, resta una domanda: basterà al ministro Minniti l' appoggio del Quirinale per fermare i traghettatori non governativi? Il presidente Mattarella ci scuserà se nutriamo qualche dubbio.

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