UN GRILLO CADUTO NELLA RETE: “ARIMETTETE ER CAPPUCCIO”…

1 - SUL BLOG VA IN DIRETTA LA SPACCATURA SCOPPIA IL CASO DEL COMMENTO «SPARITO»
Fabrizio Roncone per il "Corriere della Sera"

La notizia è questa: da qualche ora, nel Web gira, rimbalza, divampa il forte sospetto che, sul blog di Beppe Grillo, un cospicuo numero di commenti critici rivolti al comico dai militanti del Movimento 5 Stelle sia stato censurato. Tecnicamente, censurato.
Li hanno proprio fatti sparire, certi commenti. Ci sono le prove.
Ma andiamo con ordine, perché la Rete, Web, Internet, è ancora per molti un mondo pieno di ombre, di mistero.

Ricostruiamo allora fatti, circostanze, cronologie.
E partiamo dalle 23.02 di sabato. Da quando Grillo pubblica sul suo blog, e in automatico anche su Twitter e su Facebook, il commento a quanto è accaduto poche ore prima al Senato, dove una dozzina di suoi parlamentari ha votato a favore di Pietro Grasso, consentendone l'elezione a presidente.

L'ordine di Grillo e Casaleggio, fatto pervenire al capogruppo Vito Crimi, era stato esplicito: «Votate scheda bianca». Crimi però non riesce a convincere i suoi, che decidono secondo coscienza. Un atto sorprendente, inatteso, con dentro un mucchio di cose: ribellione, libertà di pensiero, autonomia di voto, appoggio esplicito al Pd.

Grillo si prende giusto il tempo di riordinare le idee, poi va giù durissimo. Il succo del suo messaggio è questo: il voto segreto non ha senso, non permette trasparenza, e per questo voglio che ciascun senatore dichiari per chi ha votato; nel codice di «comportamento» del M5S è scritto che le votazioni in aula si decidono a maggioranza, è un obbligo, e chi si è sottratto a quest'obbligo, spero ne tragga le dovute conseguenze, e si dimetta.

È più di un commento: è un colpo di frusta.
Nella notte e finché non albeggia su domenica, e poi anche durante la mattinata, i militanti del Movimento leggono e, sul blog del comico genovese, dopo aver letto, aggiungono il loro parere. Alle 14, per capirci, siamo a oltre 7.500 interventi. Una roba pazzesca. Che, però, non è per Grillo la solita sinfonia di consensi ed evviva. Proprio no.

La maggior parte dei militanti sono infatti assai critici con i toni usati da Grillo. L'idea di aver contribuito ad eleggere una personalità come Grasso è piaciuta a tanti; molti suggeriscono che adesso il M5S debba partecipare alla nascita di un governo solido; coloro che condannano i parlamentari dissidenti sono la minoranza, anche se resiste - ovviamente - un robusto zoccolo duro che approva l'intransigenza del leader.
Fin qui, ci sarebbe già molto materiale su cui riflettere. Ma, ad un certo punto, a metà mattina, succede qualcosa di strano.

Sparisce il commento di un certo Ferdinand Bardamu (pseudonimo ispirato alla figura dell'antieroe inventata da Louis Ferdinand Céline) che, fino a quel momento, era stato il commento che aveva raccolto il maggior numero di preferenze, 250 (sui blog, funziona così: se quello che leggi ti piace, non solo puoi commentarlo a tua volta, ma puoi anche semplicemente cliccare e dire che lo apprezzi).

Cosa diceva il commento di Ferdinand Bardamu?
Leggete qui (su Internet, scrivere usando lettere maiuscole equivale a lanciare un allarme): «Questo movimento per cui ho votato alle ultime elezioni NON MI RAPPRESENTA PIU'. Questo ultimo post rivela la SVOLTA AUTORITARIA del M5S. SE, TRA GRASSO E SCHIFANI, per i deliri di onnipotenza di GRILLO E CASALEGGIO e PER IL VERGOGNOSO CALCOLO DEL "TANTO PEGGIO TANTO MEGLIO" caldeggiato dai pazzi e dai fanatici che ormai qua sono la maggioranza, il movimento avesse permesso l'ELEZIONE DI SCHIFANI, allora davvero nulla avrebbe più senso. INVITO I SENATORI DEL M5S che hanno AVUTO IL CORAGGIO E LA SERIETA' DI RIBELLARSI ai diktat vergognosi di GRILLO e ai SUOI DELIRI DI ONNIPOTENZA, a TENERE DURO».
Sparito.

Molto duro, molto apprezzato, questo commento: ma sparito.
Se ne accorge Dario Raimo, da Napoli, che scrive: «Censura sul blog? Vogliamo sapere! Uno vale uno ma chi detiene il blog (cioè Grillo) quanto vale?». E poi: «È successo un fatto estremamente grave che esprime il vero volto di chi detiene questo blog... stamattina, il commento più votato era questo... ma è stato rimosso».

Alle 13.27, interviene anche Marco B. «Complimenti Grillo per la tua serietà a dire grandi ed enormi cazzate. La smetti di pubblicare cialtronaggini? La gente vuole risposte. Ah, mi raccomando... non eliminare i post a te scomodi come hai già fatto».

Il mistero è autentico. E, di ora in ora, si infittisce. Alle ore 14, infatti, sul blog di Grillo sono accessibili 21 pagine di commenti, e considerato che ciascuna ne contiene 250, siamo a 5.250: ma se il totale dei commenti era di oltre 7.500, al saldo ne mancano almeno 2.000. Erano ostili, critici, polemici? Sono stati cancellati come quello di Ferdinand Bardamu?
Beppe Grillo prova a cambiare discorso.

E sul suo blog pubblica una nuova riflessione: stavolta affronta il tema del Quirinale. Titola: «D'Alema presidente della Repubblica?». Le ultime tre righe sono pesanti: «La candidatura di D'Alema - scrive il comico genovese - sarebbe irricevibile dall'opinione pubblica. Un fiammifero in un pagliaio. Il Paese non reggerebbe a sette anni di inciucio».
Ma cosa fanno i militanti? Restano sulla vecchia polemica.

Marco Blasi, ore 14.56: «Chi credi di essere? Hai inventato il M5S, e allora? Siamo noi ad aver votato. Non puoi dettare legge!». Marta Losi, 14.57: «Sei grande, Beppe. Avanti così contro i traditori». Filippo Cannizzaro, ore 14.59: «Beppe, lasciali lavorare. C'è bisogno di un governo. Non puoi sempre stare alla finestra».
C'è un clima pesante, ci sono toni, ci sono parole e ragionamenti che mai s'erano letti finora su quel blog (e non è una sensazione esclusiva, perché potete andare a verificare anche voi, e farvi un'idea).

Non basta: l'ondata di dissenso monta pure su Facebook e su Twitter.
Su Face, sotto il post in cui Grillo bacchettava i suoi senatori dissidenti, ci sono 13.358 «mi piace», ma anche 16.986 «commenti».

In successione. Annamaria Savo: «Ai senatori del M5S, grazie! E ora avanti, ci serve un governo». Lui Luigi: «Beppe Bravo, via chi tradisce gli elettori». Alessandra Estatico: «Forse invece di seguitare a sbraitare... dovresti pensare al Paese». Fededanyritamarco Bua: «Sono una grillina. Penso che Grasso sia una brava persona».
Su Twitter, Grillo è «seguito» da 1.102.650 persone. E però, anche qui, il consenso non è più bulgaro, le critiche si susseguono, il dubbio s'insinua, e c'è @Johnny Palomba che scrive: «Grillo, arimettete er cappuccio».

2 - "BEPPE ORA CHE FAI, LI CACCI?" PROCESSO IN RETE ALL'EX COMICO
Tommaso Ciriaco per "la Repubblica"

Lo insultano: «Caro Grillo, è ora che ti prendi qualche vaffa... ». Lo deridono: «Mago della trasparenza, sei un buffone!». Lo sfidano: «Magari pensare, prima di scrivere baggianate di stampo stalinano?». Sulla pubblica piazza virtuale va in scena il processo a Beppe Grillo. La miccia è il post con il quale il leader ha scomunicato sul suo blog i senatori dissidenti che hanno scelto Piero Grasso nel segreto dell'urna.

La reazione è imponente, diecimila commenti in venti ore. E per Grillo è letteralmente un massacro: «Beppe che fai, li cacci?» chiedono parafrasando l'ormai famosa domanda di Fini a Berlusconi.

A dare retta all'umore del web, il re è nudo e neanche il guru Casaleggio se la passa tanto bene: «Sono un elettore del M5S - premette RiccardoBcupra - ma ho fatto votare almeno un centinaio di parenti e amici per il movimento. Dico a Grillo e a Casaleggio... fate attenzione e cercate di riflettere prima di sparare sentenze. Io ed i miei condividiamo le scelte dei 12 che hanno votato Grasso. Rifletti caro Beppe....rifletti...». La fronda meridionale raccoglie consenso: «Caro Grillo - scrive un altro utente - è vile sparare sui senatori M5S siciliani, il loro è stato un atto di coraggio».

Coraggio è la parola chiave, l'argine di chi sul blog si oppone alla denuncia del presunto «tradimento » dei senatori. Le due anime si danno battaglia, innanzitutto sulla scelta di sfidare il movimento nel segreto dell'urna. C'è chi attacca: «Da elettore del M5S ESIGO sapere chi ha votato Grasso, perché è giusto che si dimetta immediatamente». E c'è chi controbatte: «Voto palese perchè così tu lo potessi mettere sul patibolo per essere linciato?».

Stavolta la caccia all'infiltrato neanche parte, dalla valanga di commenti è chiaro che la sfida è tutta interna. E infatti neanche Casaleggio, la mente, viene risparmiata: «Grazie al cielo - dice Alessandro Rodi - c'era il voto segreto, in questo modo non ha vinto Schifani e qualche senatore 5S ha ascoltato il cuore invece del guru ».

Difficile attribuire una percentuale al partito del dissenso interno. Ma sfogliando a caso le pagine del blog, per costruire un rudimentale campione statistico, si scopre che almeno la metà dei commenti sembra sfidare il leader. Una valanga che secondo qualcuno non piace al quartier generale di Grillo, almeno secondo le denunce di alcuni utenti: «Ma i commenti più votati vengono eliminati? Esiste una censura?», chiede Ilario da Perugia. Il sospetto si fa strada fra gli utenti, l'accusa è che il blog abbia sbianchettato gli interventi più duri e sgraditi. La prova, sostengono, è che facendo di conto (ogni pagina contiene 250 commenti) mancano all'appello diverse centinaia di post.

Nulla viene risparmiato, in nome dell'amata trasparenza: «Volevo sapere - chiede Andrea - come mai non è stata mandata in streaming la riunione di ieri e se fosse possibile recuperarla da qualche parte». E Maria, che evidentemente non ama i giri di parole: «Trasparenza una fava, dove è lo streaming della riunione prevoto???? ».

Dure le critiche a Grillo, durissime anche le repliche dei pretoriani del movimento: «Bravissimo Beppe - scrive Fabio - Basta coi furbini». Antonio è altrettanto netto: «C'è sempre un buon motivo per comportarsi da cani sciolti ». Non è da meno un altro utente, "dottorj zagortenay": «Io e la mia famiglia di 6 persone non meritiamo di essere presi per i fondelli, buttali fuori altrimenti io con il movimento ho chiuso». Con lui, sono in migliaia a denunciare i frondisti meridionali con toni durissimi.

Resta evidente la contestazione, inarrestabile: «Esistono cose buone e cose cattive. Se una cosa buona viene da una persona che non reputi buona e tu non l'accetti sei un coglione, caro Grillo». Dalla trincea degli anti-Schifani si spara sul leader senza sosta: «Se non ci foste stati voi avremmo avuto Franceschini e Finocchiaro, perciò vi prego continuate così che allo psiconano gli è già venuto il cagotto».

Non bastano le accuse di «stalinismo », lo spettro del presunto autoritarismo del Capo tracima: «Ho letto molti post che vogliono buttare fuori i traditori. Se siete fascisti - attacca Quinto da Arezzo avete sbagliato a votare M5S. Continuate pure la vostra caccia alle streghe. La caccia ai Senatori, paura, terrore. Che delusione!».

Per tutti, comunque, i problemi sono appena iniziati. Che fare, come comportarsi per evitare nuove fratture? Tanti, tantissimi invocano forme di democrazia diretta via web, consultazioni telematiche per coinvolgere i cittadini. Ma a leggere Arturo da Catania, il risveglio è stato brusco: «Caro Beppe, sono profondamente amareggiato. Ieri ho trascorso tre ore a cercare di esternare il mio desiderio a Crimi, a te e al M5S Sicilia a favore di Grasso. Oggi questo tuo post assolutamente antidemocratico dove si sancisce che uno vale uno e due valgono 2 milioni?? Non ci fare perdere la speranza».

 

 

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