luigi di maio alessandro di battista beppe grillo mario draghi

COME DAGO-ANTICIPATO, ALLA FINE DI MAIO SI È CONVINTO CHE NON C’È ALTRA VIA: DRAGHI E SCISSIONE. GRILLO HA GARANTITO A SUPERMARIO L’APPOGGIO DEL M5S MA C'È IL NO DI 50 SENATORI, LA MAGGIOR PARTE DEI QUALI FANNO RIFERIMENTO A DI BATTISTA CHE RINGHIA: “OGNI ORA CHE PASSA SI AGGIUNGONO RAGIONI SU RAGIONI PER DIRE NO A DRAGHI” – I MALPANCISTI PENTASTELLATI: “CI HANNO FATTO FARE UN GOVERNO CON LA LEGA, POI UNO CON IL PD. ORA CI CHIEDONO UN ESECUTIVO CON LEGA, PD E PURE FORZA ITALIA. QUANDO È TROPPO È TROPPO” - IL RUOLO DI CASALEGGIO E CONTE

 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fine-maio-si-convinto-che-non-rsquo-altra-via-260269.htm

 

Emilio Pucci per il Messaggero

 

beppe grillo luigi di maio

In campo sia Beppe Grillo che Giuseppe Conte per provare a parare il rischio di una scissione mai così tangibile. Ieri sera il primo è arrivato a Roma, questa mattina entrambi saranno alla Camera per cercare di frenare il dissenso, ad un vertice affinché M5S si presenti dal premier incaricato Mario Draghi con la fotografia dei gruppi parlamentari uniti. Mentre non trovano conferma le voci secondo cui Conte avrebbe preso anche la tessera M5S. In realtà uniti non sono, soprattutto a palazzo Madama.

 

di battista

Tanto che nel migliore degli auspici i dissensi all'ex numero uno della Bce potrebbero essere una quindicina e a Montecitorio una decina. Il duo Grillo-Conte, con l'apporto di Casaleggio negli inusuali panni del mediatore (ma il presidente dell'associazione Rousseau spinge affinché ci sia un voto degli iscritti sulla piattaforma per sancire o meno l'apporto del Movimento all'esecutivo istituzionale) si sta spendendo per evitare il liberi tutti. Grillo ha avuto una lunga telefonata con Draghi, gli ha garantito l'appoggio M5S, avrebbe chiesto, secondo boatos' di Montecitorio, un ruolo nel governo per il giurista pugliese.

 

Ma l'impresa di convincere la fronda è ardua. Ci sono perlomeno 50 senatori pronti a sbarrare la strada alla nascita dell'esecutivo. Con strategie diverse. I più oltranzisti sono per il no, ma si tratta di una decina di ortodossi, la maggior parte fanno riferimento a Di Battista, soprattutto ora che Conte ha fatto l'endorsement per l'ex banchiere. «Ogni ora che passa, per quanto mi riguarda, si aggiungono ragioni su ragioni per dire no a Draghi», taglia corto Dibba,

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

E la formula «governo politico» evocata da Conte e Di Maio «non ha alcun senso in questo scenario». Con lui la senatrice Lezzi: «Non posso credere scrive l'ex ministra - che ci sia tra noi la convinzione che sedere allo stesso tavolo dell'operazione Verdini da Rebibbia possa rappresentare il bene per il Paese ancor più in questo drammatico momento».

 

LE OPZIONI L'ala meno «barricadera» è, invece, per l'astensione. Per far partire comunque il governo, senza metterci la propria firma. Giudicando poi di volta in volta i provvedimenti. «Per il via libera del Senato al governo Draghi dice un big M5S occorrerebbero quasi 40 voti dei nostri.

 

E i numeri per ora non ci sono». C'è aria di tempesta, possibilità concreta che iM5S si spacchi. Per un motivo che un senatore riassume così: «Ci hanno fatto fare un governo con la Lega, poi uno con il Pd. Ora ci chiedono un esecutivo con Lega, Pd e pure Forza Italia. Quando è troppo è troppo». Una posizione che in tanti condividono a palazzo Madama, meno alla Camera.

grillo di maio

 

«Voglio sapere come fanno quelli del Pd ad andare dall'Anpi a dire che governano con la Lega», lo sfogo di un deputato. Reazione di pancia? Non più, considerato che i vertici M5S sono percepiti come dei corpi estranei. Lo stesso Grillo non si affaccia al Senato da più di un anno, «da quando osserva un altro senatore ci fece digerire l'accordo con il Pd e con Renzi».

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 6

 

ULTIMO TENTATIVO Il vertice di questa mattina è l'ultimo tentativo per non rompere. Perché la strada del voto su Rousseau è considerata impervia e anche la via stretta della libertà di coscienza porterebbe comunque a delle conseguenze, aprendo un precedente. In questo caos Grillo cerca di riportare ordine. Di fatto ha commissariato il capo politico Crimi, preso di mira dai media ma anche da diversi parlamentari per come ha gestito la partita. Del resto all'incontro con Draghi non ci saranno solo Crimi e i capigruppo di Camera e Senato, Crippa e Licheri, ma anche Grillo, il vicecapogruppo a Montecitorio Ricciardi, uomo vicino a Fico, e Taverna.

 

di battista

Ma il dato più importante è che questa mattina scenderà in campo il premier uscente, per la prima volta nei panni pentastellati. E' una mossa, quella di Conte, che arriva dopo il predellino davanti a palazzo Chigi. Ed è una mossa gradita ai contiani che da lui aspettavano un segnale e in qualche modo si sentivano traditi. «Non ci aspettavamo che dicesse sì a Draghi», spiega un dirigente, mentre in M5S prevale una certa freddezza sull'ipotesi che possa essere lui il leader: «Potrà essere uno dei cinque al comando», taglia corto un altro big. 

di battistadi battistacasaleggio di maioluigi di maio giuseppe conte by oshoDAVIDE CASALEGGIO E ALESSANDRO DI BATTISTAMATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEIDAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA

meme di draghi col libro di casalino

luigi di maio beppe grillogiuseppe conte beppe grillo luigi di maio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…