agenzia spaziale italiana

GUERRE SPAZIALI: LEGA E M5S LITIGANO PURE NELL'IPERURANIO - L'AGENZIA SPAZIALE ITALIANA NON HA ANCORA UN CDA, LA MAGGIORANZA È SPACCATA: COMMISSARIARLA O NO? IL CAPO BATTISTON È STATO CONFERMATO IN EXTREMIS DA GENTILONI, ED ESCLUSO DAL COMITATO SULLO SPAZIO DEL NUOVO GOVERNO. E POI C'È QUEL CONFLITTO D'INTERESSI DEL CONSULENTE DI GIORGETTI, CHE HA PURE UN FRATELLO NEL SETTORE…

Michele Arnese per www.startmag.it

 

Subbugli spaziali nel governo. Al centro dell’attenzione l’Agenzia spaziale italiana (Asi), ma non solo.

Ecco le ultime notizie e indiscrezioni.

 

Continua lo stallo in casa di Asi: solo un componente del cda (scaduto il 21 luglio) è stato rimpiazzato. Agli inizi di settembre il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato sul Blog delle Stelle:  “Come ministro dello Sviluppo Economico ho proposto a Maurizio Cheli, astronauta, aviatore e imprenditore, di entrare a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’ente governativo che ha il compito di predisporre e attuare la politica aerospaziale italiana. Lui ha accettato e diventerà il primo astronauta a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’Asi”, ha scritto il capo del Movimento 5 Stelle.

 

il progetto di fuksas per l agenzia spaziale italiana

Gli altri ministeri (Difesa, Esteri e Mef) che devono indicare i rappresentanti nel cda di Asi non hanno ancora deciso. Perché? Fonti di settore dicono: attendono la decisione della maggioranza sui vertici dell’Agenzia.

Commissariarla oppure no? Sarebbe questa la domanda alla quale Movimento 5 Stelle e Lega non hanno ancora risposto. C’è chi nei due partiti vuole accelerare, tanto che ci vocifera di interrogazioni parlamentari pepate in cantiere su Roberto Battiston, presidente di Asi.

 

E’ nota in ambienti militari e civili, comunque, la stima che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nutre per Battiston.

Non sono lesinati da tempo, invece, gli sbuffi all’interno della maggioranza penta-leghista su Battiston, confermato al vertice dell’Asi in extremis dal governo Gentiloni.

L’Asi è l’ente che gestisce 500 milioni di fondi pubblici all’anno ed è per certi versi il cuore di un indotto economico che nel nostro Paese vale 1,6 miliardi.

 

roberto battiston, luca parnitano, arturo artom

Battiston è stato escluso dal neonato Comitato interministeriale per le politiche dello spazio e dell’aerospazio. Un siluro di M5S e Lega contro Battiston, ha criticato il Pd.

La partita Spazio è nelle mani in particolare della Lega. Il politico di governo centrale per il settore è infatti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti (Lega), che ha la delega alle politiche spaziali e aerospaziali.

 

Giorgetti nei giorni scorsi ha annunciato che il regolamento interno del Comitato interministeriale è stato approvato il 6 settembre. Il Comitato è una sorta di regia istituzionale del settore prevista dalla legge n. 7/2018 del 25 febbraio scorso.

Ma c’è concordia fra pentastellati e leghisti? Oggi in Parlamento i 5 Stelle compulsavano un informato articolo del Fatto Quotidiano a firma di Pierluigi Giordano Cardone.

Il Fatto ha svelato quello che definisce un “conflitto di interesse potenziale”. Quale? La nomina di “Stefano Gualandris, diventato a settembre consigliere in materie giuridico economiche di Giorgetti per il settore aerospaziale”.

 

Gualandris, secondo il Fatto, fa parte di aziende che lavorano proprio nel settore spaziale: “Stefano Gualandris è anche il ceo, nonché “presidente dell’organo di gestione con firma individuale“, della Tss Innovations Projekte GmbH, società svizzera di Roveredo, anch’essa operativa nel settore aerospaziale. A leggere il profilo Facebook della Tss, Gualandris in persona definisce la società come l’associata elvetica della Technosprings. Sempre sul social network, inoltre, il ceo sottolinea come circa cinque mesi fa la Tss abbia firmato un contratto per lo sviluppo di un sistema tecnologico innovativo con l’Estec, il principale centro dell’Agenzia Spaziale Europea per i veicoli spaziali e per latecnologia spaziale in genere”, ha scritto Giordano Cardone.

AGENZIA SPAZIALE ITALIANA

 

Il padre di Gualandris, ha aggunto il Fatto, ha fondato la società Technosprings, che “in uno dei suoi progetti principali può vantare come partners l’Unione europea, il Miur, la Regione Lombardia e Leonardo, al cui interno, nel ruolo di ‘campaign manager’ del settore elicotteri (attivo anche nell’aerospaziale), c’è Francesco Giorgetti, classe 1985, fratello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio”.

 

Il subbuglio spaziale arriva anche dalla Corte dei Conti. Il 18 settembre la sezione del controllo sugli enti della magistratura contabile ha redatto una determina nella quale si analizza lo stato di salute del Cira, società a partecipazione prevalentemente pubblica che si occupa di ricerca nelle discipline aeronautiche e spaziali e ha sede vicino a Caserta.

salvini giorgetti

 

Il quadro che emerge – secondo la Corte dei Conti – non è tranquillizzante. I magistrati contabili evidenziano, oltre ad elevati costi imputabili in buona parte a un considerevole monte stipendi del personale e del management, un equilibrio finanziario precario che poggia su previsioni incerte, oltre che una troppo scarsa incidenza dei soci pubblici nei processi decisionali del Centro.

Socio di maggioranza del Cira con il 47% è l’Asi presieduta da Battiston.

corte dei conti1

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…