COSTA DISCORDIA! IL PD SI SPACCA: I DEPUTATI SICILIANI INCALZANO LETTA SU PALERMO, I TOSCANI DIFENDONO PIOMBINO

Geraldine Pedrotti per "La Repubblica - Palermo"

Si infiamma la polemica sullo smantellamento della Costa Concordia, dopo che Repubblica ha reso noto il documento riservato, indirizzato al ministero dello Sviluppo economico, in cui Fincantieri boccia il porto di Piombino come sito per ricevere il relitto, visti i tre anni di lavoro che serviranno per adeguarlo a ospitare la nave, e spinge invece su Palermo, in possesso del bacino più grande d'Europa.

«Noi ci puntiamo e ci inquieta questo continuo proporsi da parte di altri porti - replica il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che proprio ieri ha firmato con il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato il protocollo per l'avvio dei lavori del cantiere, per il quale il governo ha già stanziato 110 milioni di euro - Piombino è il porto più vicino, dove ci sono più condizioni di sicurezza, l'anno prossimo pensiamo di essere nelle condizioni di accogliere la nave».

Nel documento stilato per il governo, Fincantieri illustra tempi e modi in cui il relitto andrà raddrizzato, tramato verso il porto di destinazione e smantellato. La rotazione dello scafo dovrebbe essere completata a settembre, poi «il sito destinato a ricevere il relitto dovrà essere pronto entro dicembre 2013 o gennaio 2014».

Ma soprattutto, sottolinea Fincantieri, una volta raddrizzata, la Concordia dovrà essere portata in porto entro tre mesi, per evitare di subire nuovi danni. Tempi troppo stretti per poter attendere la fine dei lavori nel porto di Piombino. «Se fosse confermato quanto si apprende dal documento della Fincantieri - affermano i deputati del Pd eletti in Sicilia - i tempi sono piuttosto esigui. La situazione deve essere affrontata dal governo con la necessaria attenzione all'organizzazione e al metodo delle procedure».

I parlamentari chiedono a Letta una riunione tecnica tra Regione, Comune di Palermo, parlamentari siciliani e Protezione civile. «La priorità deve essere la liberazione del mare del Giglio dalla carcassa della nave nel minor tempo possibile», dicono in un'interrogazione i deputati del Pd Lorenza Bonaccorsi, Davide Faraone, Magda Culotta, Giuseppe Lauricella, Francesco Ribaudo, Teresa Piccione, Marco Causi e Luigi Taranto, sostenendo l'opzione Palermo. Sulla stessa linea i grillini: «La Concordia a Piombino - commenta il deputato regionale Sergio Tancredi-sarebbe una compensazione alla Toscana per i danni subiti, ma è impensabile che il relitto resti ancora al Giglio, in attesa che il porto sia pronto, quando quello di Palermo lo è già. Non si tratta di campanilismo, ma di buon senso».

E Sel incalza: «Lo smantellamento di una nave come la Concordia - sottolinea il parlamentare nazionale Erasmo Palazzotto- è un'operazione complessa, che ha bisogno di specializzazione, e Palermo potrebbe diventare cosi il primo cantiere in Italia a fare una cosa del genere. Sarebbe un buon modo per ampliare l'offerta dei Cantieri». Nel frattempo, mentre i ministeri dello Sviluppo e delle Infrastrutture e la Protezione civile si rimpallano la responsabilità su chi dovrà decidere sulla destinazione finale della Concordia, fonti governative fanno notare che la Regione Toscana, secondo la legislazione sulla gestione dei rifiuti speciali, ha il potere di influenzare la decisione su dove smaltire il relitto. Una circostanza che potrebbe far pendere il piatto della bilancia verso Piombino.

 

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