TRA I DUE LITIGANTI… MELONI GODE – LE PRIMARIE NEL CAMPO LARGO SONO UN REBUS E L’IPOTESI DI UN “PAPA STRANIERO”, UN “TERZO UOMO” O UN FEDERATORE APPARE COMPLICATISSIMA – MARCELLO SORGI ELENCA GLI OSTACOLI: “BISOGNA DAR PER SCONTATA, MENTRE NON LO È AFFATTO, LA RINUNCIA DI SCHLEIN O CONTE AL RUOLO DI CANDIDATO PREMIER. E BISOGNA CHE L'EVENTUALE SCELTA ALTERNATIVA SIA TALMENTE EQUIDISTANTE DA RISCHIARE DI RISULTARE SBIADITA. POI OCCORRE CHE LA REGOLA NON DIVENTI CHE TRA DUE LITIGANTI IL TERZO GODE, ESEMPIO SALIS, AL DI LÀ DELLE SUE INDISCUSSE QUALITÀ, CANDIDATA DI RENZI. E NEPPURE QUELLA DELL'UOMO MASCHERATO: GUALTIERI, CON CUI NEL PD VINCEREBBERO LA MINORANZA E PERFINO D'ALEMA. E PERDEREBBE, VA DA SÉ, SCHLEIN...”
Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”
NICOLA FRATOIANNI, GIUSEPPE CONTE, ELLY SCHLEIN, ANGELO BONELLI
È complicata più di quanto sembri la scelta del "papa straniero", federatore, terzo uomo (o terza donna) "mister (o miss) X" per la guida del centrosinistra. Per varie ragioni.
La prima è che bisogna dar per scontata, mentre non lo è affatto, la rinuncia di Schlein o Conte al ruolo di candidato/a premier. E bisogna che l'eventuale scelta alternativa sia talmente equidistante da rischiare di risultare sbiadita […]
Ed ecco la seconda ragione: occorre che la regola non diventi che tra due litiganti il terzo gode – esempio Salis, al di là delle sue indiscusse qualità, candidata di Renzi. E neppure quella dell'uomo mascherato (o della donna): Gualtieri, ex ministro dell'Economia e attuale sindaco di Roma con cui nel Pd vincerebbero la minoranza, attuale o passata in maggioranza, e perfino D'Alema, che lo ha sempre affettuosamente consigliato, sulla base della sua lunga esperienza. E perderebbe, va da sé, Schlein.
Ma lo stesso, cambiando le ascendenze politiche, potrebbe dirsi del sindaco di Napoli Manfredi o del governatore della Puglia Decaro. E chissà che, con primarie aperte, la leader con il record di stabilità alla guida del partito non possa ritrovarsi accanto qualcuno di questi nomi come competitor per toglierle voti a favore di Conte.
Serve insomma che ci abitui all'idea che in una partita così ci dev'essere necessariamente chi vince e chi perde: come avvenne infatti nel'96, quando i leader settentrionali della sinistra dc furono più svelti di quelli meridionali a proporre Prodi contro D'Antoni, senza primarie né accordo con lo stesso D'Alema […]
massimo dalema - roberto gualtieri - elly schlein -
O nel 2006, quando ancora Prodi alle primarie fu circondato da una serie di candidature di disturbo, che servivano a delimitare precise quote di potere, il nuovo Cencelli della Seconda Repubblica.
Né andò meglio a Bersani nel 2013: non solo per la "non vittoria" nelle urne, ma per la rapidità con cui il partito di cui era segretario, e che rivendicava la regola del più forte alla guida della coalizione, si sbarazzò di lui in quattro e quattr'otto.
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO GUALTIERI - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE
Elly Schlein e Giuseppe Conte
roberto gualtieri elly schlein bianca berlinguer (4)
Elly Schlein alessandro Onorato Giuseppe Conte Gaetano Manfredi
silvia salis elly schlein 8
IL FILO CONTE - UNA MATASSA INTRIGATA - VIGNETTA BY GIANNELLI
