“I MIEI 246 VOTI? NON È UN FLOP, L’ESPERIMENTO E’ RIUSCITISSIMO” – ROCCO CASALINO, EX SPIN DOCTOR DI CONTE, A CEGLIE MESSAPICA, IL PAESE PUGLIESE DI 18MILA ABITANTI IN CUI MELONI TRASCORRE LE VACANZE, NON VIENE ELETTO AL CONSIGLIO COMUNALE: “SONO STATO IL TERZO PIÙ VOTATO DEL CAMPO LARGO. HO SUPERATO IL VINCOLO CHE IMPONE, PER CANDIDARSI ALLE POLITICHE, DI AVER CONCORSO ALLE COMUNALI PRENDENDO PIÙ VOTI DELLA MEDIA DELLA LISTA. IO SONO ANDATO ABBONDANTEMENTE AL DI SOPRA. DUNQUE SONO CANDIDABILE MA NON E’ DETTO CHE MI CANDIDI…” (E INVECE SI CANDIDERA', MAGARI CON UN SEGGIO SICURO AL SENATO)
Davide Carlucci per “la Repubblica” - Estratti
Rocco Casalino, l'esperimento è riuscito?
«Riuscitissimo».
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Lo spin doctor di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, è contento della performance nella sua Ceglie Messapica. Candidato consigliere comunale, non ce l'ha fatta. Ma — assicura — non è stata una débâcle. Duecentoquarantasei voti, dice, vanno pesati uno ad uno, nel paese di 18mila abitanti in provincia di Brindisi. E comunque — sottolinea — bastano per aprirgli la strada di una futura carriera politica.
Perché Ceglie non è la Caporetto di Casalino?
«Sono stato il terzo più suffragato del campo largo. Sopra di me, ci sono un consigliere regionale e una consigliera comunale che cinque anni fa si candidò sindaca, prendendo mille voti. Avrei firmato per un risultato così. Mi aspettavo poche decine di voti».
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Però alla fine non è stato eletto. Eppure pensa che non sia un flop.
«Le comunali sono un campo del tutto diverso dalle elezioni nazionali.
Entrano in gioco dinamiche di parentele, amicizie, permessi per i quali si aspetta una risposta, cene offerte, favori, posti di lavoro. E soprattutto conta il radicamento sul territorio. Se mi fossi candidato a Roma, dove vivo, e dove ho fatto una battaglia sulle bancarelle di piazzale Flaminio, sarebbe stato diverso».
E invece lei mancava da tanto.
«Da 27 anni. Ne avevo 28, quando lasciai Ceglie dopo il Grande Fratello».
Ora si è fatto un mese chiuso nel paese con i riflettori puntati.
«La prego, non mi faccia un parallelo del genere. È stata solo una parentesi nella mia vita».
Comunque sia andata, è stato un successo.
giuseppe conte olivia paladino rocco casalino
«Il Movimento 5 stelle, che di solito alle comunali va male, è stato il primo partito con quasi l'11 per cento. E io ho superato il vincolo che impone, per candidarsi alle Politiche, di aver concorso alle comunali prendendo più voti della media della lista. Io sono andato abbondantemente al di sopra. Dunque sono candidabile».
Dunque si candida.
«Non è detto. E comunque avrei potuto farlo tante volte prima, chiedendo una deroga. E invece ho sempre rinunciato».
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rocco casalino e alejandro martinez
