giuseppe conte gennaro vecchione joseph mifsud vincenzo scotti donald trump

I MISTERI DI MIFSUD - CHE FINE HA FATTO L’OSCURO PROFESSORE MALTESE DELLA LINK UNIVERSITY? NESSUNO LO SA, MA DI CERTO HA AVUTO UN RUOLO NON SOLO NEL RUSSIAGATE A STELLE E STRISCE, MA ANCHE IN QUELLO ALL’AMATRICIANA - BARR ARRIVÒ IN ITALIA PER CERCARE PROVE E INCASTRARE L’FBI CHE STAVA INDAGANDO SU TRUMP. MA IL CONTROSPIONAGGIO ITALIANO FECE MURO - IL PARADOSSO FU CHE LA RICHIESTA DI BARR ANDAVA A INCIDERE PROPRIO SUL MONDO CHE AVEVA AGITO PER CREARE IL GOVERNO GIALLOVERDE E COCCOLAVA IL CONTE SOVRANISTA: LA LINK UNIVERSITY DI ENZO "TARZAN" SCOTTI, DOVE LO STESSO MIFSUD INSEGNAVA…

william barr pornhub

Nicola Biondo per “il Riformista”

 

Quando William Barr arrivò in Italia nell'estate del 2019 l'obiettivo principale era il professor Joseph Mifsud. Il motivo era assai semplice: Mifsud era un uomo dal doppio volto. Da una parte godeva di un vecchio rapporto con il partito democratico americano e in particolare con Hillary Clinton, dall'altro intratteneva relazioni strettissime con uomini del Cremlino.

 

JOSEPH MIFSUD

Nulla di scandaloso in quel mondo che naviga tra affari, diplomazie e politica: tutti sono amici di tutti. Mifsud però era a conoscenza delle attività russe sulla campagna elettorale della Clinton datata 2016, quella cioè contro Donald Trump, finita fin da subito sotto indagine da parte dell'Fbi.

 

Mifsud con Olga Roh

Da chi aveva ricevuto Mifsud simili informazioni? Da uno dei suoi uomini di punta: George Papadopoulos. La vulgata trumpiana era così pronta per essere ammansita: Mifsud lavorava per la Clinton e il Russia-gate era un'operazione per minare la presidenza di Trump se fosse uscita vincente, come è avvenuto, dalla sfida del novembre 2016.

 

joseph mifsud vincenzo scotti

Ai servizi italiani Barr aveva in mente di chiedere proprio questo: la prova che Mifsud fosse legato al mondo democratico americano e che lavorasse in Italia anche sotto la protezione dei governi targati Pd, quelli Renzi-Gentiloni. Ma come detto Mifsud era in stretti rapporti con la Clinton e anche con il Cremlino.

 

george papadopoulos a un evento trump

E pertanto fu l'inchiesta del controspionaggio italiano che causò lo stop alla missione di Barr: non solo l'Aisi aveva informazioni non coincidenti con quanto invece l'amministrazione Trump cercava ad ogni costo ma esse andavano in direzione opposta e di certo non potevano essere rivelate, meno che mai a uno stato estero e in quel modo, perché coinvolgevano esponenti politici di punta.

 

conte trump

Insomma, Trump cercava a Roma prove per incastrare l'Fbi che indagava su di lui (e i russi) ma i Servizi italiani ne avevano sulla penetrazione di Mosca in Italia. Ci sono due pesanti indizi che spiegano come la missione di Barr in Italia fosse in offside rispetto al protocollo ufficiale che regola i rapporti, anche di intelligence, tra due paesi alleati.

 

donald trump william barr

Il primo è che l'ambasciata Usa in Italia nulla sapeva di questa missione. Il secondo è che la richiesta di ottenere info su Mifsud, paradossalmente, andava ad incidere proprio sul mondo che aveva agito per portare al successo il Movimento cinque stelle e che coccolava la leaderhip sovranista e filorussa dell'allora presidente del Consiglio: la Link university dove Joseph Mifsud insegnava ed era considerato un'autorità.

 

GIUSEPPE CONTE E VLADIMIR PUTIN

Era alla Link che Mifsud era stato visto l'ultima volta prima di scomparire e alla Link aveva fatto sbarcare alcuni pezzi da novanta dell'intellighenzia putiniana, battezzando una partnership tra l'università romana e la prestigiosa accademia Lomonosov. Sulla Link fin dal 2016 è stata aperta un'inchiesta del controspionaggio dell'Aisi.

 

IL PASSAPORTO DI MIFSUD RITROVATO IN PORTOGALLO

Mifsud era il motore primo intorno al quale giravano tutte le analisi e le acquisizioni degli apparati italiani. Che in breve tempo si accorsero come nell'università diretta da Enzo Scotti erano di casa non solo Mifsud e i suoi amici russi ma l'ex-capo dei Servizi Gennaro Vecchione, voluto fortissimamente da Conte a capo degli 007 senza alcuna pregressa esperienza nel mondo dell'intelligence, ma anche Bruno Valensise, oggi numero due del Dis ed ex-direttore dell'Ufficio centrale per la segretezza, tra i più delicati dell'Aisi perché rilascia i Nulla osta di sicurezza.

WILLIAM BARR JOHN DURHAM

 

E ancora svariati parlamentari del Pd e del Movimento cinque stelle, una futura ministra della Difesa -Elisabetta Trenta- e la futura sotto-segretaria agli Esteri Manuela Del Re. Insomma se ci fu un luogo centrale dove nacque il governo giallo-rosso in salsa russa quello fu proprio la Link University.

Joseph Mifsud, Stephan Roh, and a former Russian government official, Alexey Klishin, sat at a conference at the Link University campus in Rome

 

Chi erano gli uomini di Mosca che Mifsud fece entrare in contatto con il futuro inner circle di Giuseppe Conte? Il primo è Ivan Timofeev, figura chiave del Russiagate, a cui secondo l'inchiesta FBI Mifsud si rivolge per creare il contatto con l'entourage di Trump come promesso a Papadopoulos, responsabile per la campagna presidenziale dei contatti con l'estero.

 

JOSEPH MIFSUD E Ivan Timofeev

Papadopoulos aveva una sua idea sull'ateneo romano, la definiva "l'università delle spie". Il partito putiniano mette radici in Italia proprio nelle stanze che la Link affida a Mifsud. In quel locale dedicato all'università moscovita si trovava spesso anche un avvocato, ex-ufficiale dell'esercito russo in Sud America - Bolivia, Argentina, Colombia e Brasile - che il primo dicembre 2016 tenne alla Link una conferenza presentata da Mifsud e alla presenza di Scotti. L'intervento di Aleksey Aleksandrovich Klishin, questo il nome dell'ospite della Link, fu un classico dell'ideologia putiniana, contro l'UE e gli Stati Uniti dominatori dell'ordine unipolare.

 

Tra i professori russi che avrebbero dovuto tenere lezioni agli studenti della Link c'erano anche Yury Sayamov, diplomatico e consigliere del Cremlino, il filosofo Alexander Chumakov, che ha elaborato la visione della globalizzazione adottata dal nuovo Zar. E Olga Zinovieva, vedova di Alexander Zinoviev uno degli ideologi dell'era putiniana.

mifsud frattini ayadmifsud vincenzo scotti gennaro migliore Conte trumpconte trumpfranco frattini con joseph mifsud

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...