fioroni

ASPETTANDO MATTARELLA – FIORONI, GUERINI E VALIANTE: ECCO I TRE MOSCHETTIERI DEMOCRISTIANI CHE IN UNA CENA HANNO CONVINTO RENZIE – “AMATO NON SARÀ MAI IL TUO PRESIDENTE”, QUESTO LO SLOGAN VINCENTE

Fabrizio De Feo per “Il Giornale”

 

C'è una perfetta regia democristiana dietro lo spregiudicato ribaltone messo in campo da Matteo Renzi sul Quirinale.

 

gennaro migliore giuseppe fioronigennaro migliore giuseppe fioroni

Un audace colpo - di corto o lungo respiro, si vedrà - che ha cancellato il Patto del Nazareno e spianato la strada a un candidato non esattamente in grado di scaldare i cuori tanto degli italiani quanto dei «grandi elettori», come Sergio Mattarella.

 

La decisione di puntare sul giudice della Consulta dalla lunghissima militanza politica nella Balena Bianca non sarebbe, però, esattamente farina del sacco renziano. Il premier fino a pochi giorni fa sarebbe stato deciso a far convergere i voti del Pd su Giuliano Amato fin dalla quarta votazione. Una scelta coerente con il percorso politico del suo primo anno di governo e con l'alleanza sottoscritta con Silvio Berlusconi e Denis Verdini.

lorenzo guerinilorenzo guerini

Qual è stata allora la scintilla che ha acceso il motore della candidatura Mattarella? Chi sono stati i registi del colpo di scena che ha portato l'ex alfiere della sinistra democristiana a un passo dal varcare la soglia del Quirinale? Ad affondare il colpo e a «tentare» il premier sarebbero stati tre uomini di chiara militanza democristiana e popolare: l'ex ministro Beppe Fioroni, il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini e il portavoce di AreaDem, Simone Valiante.

 

I tre esponenti democratici avrebbero fatto partire la loro ambasciata nel corso della cena dello scorso 14 gennaio al ristorante romano Scusate il ritardo. È qui che sarebbe stato insinuato il tarlo del dubbio nelle non granitiche certezze del Rottamatore. Il messaggio indirizzato a Renzi sarebbe stato: Amato non sarà mai il «tuo» presidente. Avrai piuttosto un presidente riconducibile in prima battuta a Berlusconi, ma indirettamente anche ai Bersani e ai D'Alema con i quali l'ex presidente del Consiglio socialista ha sicuramente maggiore familiarità e consuetudine. Quali tutele reali ti potrebbe assicurare un capo dello Stato come Amato?

GIULIANO AMATO E ROMANO PRODIGIULIANO AMATO E ROMANO PRODI

 

A quel punto Fioroni, Guerini e Valiante hanno fatto balenare ipotesi alternative, fatto scattare una sorta di richiamo della foresta democristiano. E di concerto con il premier hanno sfogliato l'album dei «quirinabili», soffermandosi su quelli riconducibili sotto lo storico segno dello scudo crociato. Tra questi avrebbe preso quota il nome di Pier Luigi Castagnetti su cui, però, sarebbero emersi dubbi legati al suo scarso feeling con il nuovo corso del Pd e con lo stesso Renzi.

 

Alla fine nel corso di una serie incontri avvenuti a Palazzo San Macuto alla commissione di inchiesta sull'uccisione di Aldo Moro - di cui è presidente lo stesso Fioroni e che è diventata il vero quartier generale della trattativa - prende corpo la candidatura dell'ex ministro della Difesa di D'Alema. Sul nome di Mattarella partono subito i sondaggi interni al Pd, le consultazioni con la sinistra del partito, con i bersaniani, si accendono i contatti con i prodiani, spiazzati da questa soluzione sostanzialmente inattesa al netto dei tanti nomi usciti sui giornali.

 

sergio mattarella   8sergio mattarella 8

I tasselli del mosaico finiscono uno dopo l'altro al loro posto, Renzi ottiene il via libera dal suo partito e decide di affondare il colpo, mettendo in campo una forzatura con cui modifica il suo perimetro di gioco, tornando pienamente nell'alveo del centrosinistra più tradizionale. Una brusca virata a sinistra effettuata, paradossalmente, con il supporto di tre timonieri democristiani: Guerini, Fioroni e Valiante.

 

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)