russia ucraina putin

I RUSSI HANNO FATTO MALE I CALCOLI - L’AVANZATA DELLE TRUPPE DI PUTIN STA PROCEDENDO MENO SPEDITA DEL PREVISTO: LE PRINCIPALI CITTÀ UCRAINE NON SONO ANCORA CADUTE - C’ENTRA DI SICURO L’OPPOSIZIONE E LA RESISTENZA DEGLI UCRAINI, MA I PROBLEMI SAREBBERO ANCHE LOGISTICI: FORSE I RUSSI SPERAVANO CHE QUALCUNO A KIEV PROVOCASSE UN CRACK NEL POTERE, NON C’È UN’EVIDENTE SUPERIORITÀ AEREA E I CARRI ARMATI RIMANGONO SENZA BENZINA - VIDEO

 

Andrea Marinelli e Guido Olimpio per il "Corriere della Sera" 

 

ATTACCHI RUSSI IN UCRAINA

L’avanzata dei soldati di Putin è stata rallentata da esercito e volontari ucraini, ma anche da problemi logistici. Al terzo giorno di guerra, le truppe russe non sono ancora riuscite a prendere il controllo delle principali città ucraine: il Cremlino ha ordinato un’offensiva a tutto campo, i combattimenti proseguono a Kharkiv, nel nordest, la seconda città più grande del Paese, dove l’esercito sta rispondendo all’offensiva russa, e a Mariupol, nel Donbass, città portuale sul Mar d’Azov, area in cui i soldati di Mosca guadagnano posizioni.

 

ELMETTO DI UN MILITARE FORATO DA UN PROIETTILE A KIEV

Kiev è colpita soprattutto da missili — anche nei quartieri residenziali — ma sono stati segnalati scontri con nuclei di sabotatori infiltratisi dietro le linee e individuati dalle unità di difesa. Un aspetto particolare del conflitto.

 

Nei combattimenti alla periferia della città — principalmente sulla Prospekt Peremohy, l’autostrada che attraversa la capitale da est a ovest e che dista circa 4 chilometri dal ministero della Difesa — ci sono stati 35 feriti, ha detto sabato mattina il sindaco Vitalij Klitchko, spiegando che ancora non c’è una forte presenza di soldati russi.

 

battaglia a kharkiv 2

Secondo il ministero della Difesa britannico, sabato il grosso dell’esercito moscovita era infatti ancora a una trentina di chilometri dal centro: i russi si starebbe riorganizzando dopo aver fallito il primo tentativo di raggiungere il distretto governativo della capitale.

 

Secondo il governo ucraino, l’esercito avrebbe respinto anche l’assalto a una base militare nei sobborghi della città. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che si combatte anche a Odessa, il grande porto sul Mar Nero, nel Sudovest del Paese, e che molte città dell’Ovest, come Leopoli, sono bersagliate dai missili.

 

soldati ucraini

Proprio a Leopoli, il sindaco Andrey Sadovyi aveva affermato che nella notte erano atterrati 60 soldati russi elitrasportati, ma il Servizio di sicurezza ucraino ha smentito, sostenendo che un elicottero militare ha effettuato una ricognizione e che l’informazione era falsa.

 

Le truppe ucraine avrebbero poi respinto l’attacco a Chernihiv, nel Nord, che venerdì Mosca affermava di aver circondato, e avrebbero sabotato i collegamenti ferroviari con la Russia, per rendere più difficile l’invio di rinforzi.

 

battaglia a kharkiv

I russi sostengono invece di aver preso il controllo di Melitopol, nel Sud del Paese, dove l’esercito di Putin avrebbe distrutto decine di mezzi, carri armati e aerei ucraini. Il ministro delle Forze armate britanniche James Heappey però smentisce, affermando che nei primi due giorni di combattimenti i russi non sono riusciti a conquistare nessuno degli obiettivi prefissati. «Sostengono di aver preso Melitopol», ha detto, «ma noi non vediamo conferme: è ancora in mano ucraina».

 

battaglia a kharkiv

Un missile russo ha colpito un convoglio militare a Nord di Kiev, distruggendo un’unità terra-aria che era diretta nella capitale per unirsi alla difesa aerea della città. Secondo il ministero della Salute di Kiev, le vittime ucraine sarebbero finora 198, compresi 3 bambini, mentre i feriti sarebbero oltre un migliaio. Zelensky ha annunciato che «gli invasori» russi sarebbero 100 mila — secondo alcune testimonianze ci sarebbero molte giovani reclute — e il governo sostiene di averne uccisi o feriti 3.500, ma Mosca nega.

 

carro armato russo distrutto

Intanto nell’arena entrano anche i ceceni, con un loro reparto mobilitato dal dittatore Kadyrov, buon amico di Putin. Report inverificabili parlano di perdite subite dai suoi miliziani nell’assalto allo scalo di Hostomel, compreso il comandante Magomed Tushaye.

 

soldato ucraino

L’impressione degli esperti è che la spinta iniziale di Mosca abbia incontrato una resistenza inaspettata, forse speravano o contavano che qualcuno a Kiev provocasse un crack nel potere.

 

Numerosi video mostrano i mezzi distrutti o abbandonati. Merito dei «difensori», che hanno fatto largo uso di sistemi anti-tank, e la conferma di come i piani a tavolino siano poi «sfidati» dal campo: si notano i primi cambi di strategia.

 

carro armato russo distrutto 2

Siamo in continua evoluzione, tra le bombe vere e la propaganda. In mezzo valanghe di analisi di esperti. Vediamo i punti principali degli osservatori

 

1) I critici ritengono che lo Stato maggiore abbia sottovalutato il nemico, convinto di un crollo rapido e non abbia neutralizzato i centri di comando-controllo. Le truppe, poi, non avrebbero un «treno logistico» adeguato, come testimonierebbe alcuni episodi con mezzi rimasti a secco.

 

Un punto sul quale hanno insistito molto fonti britanniche. Le colonne sono andate avanti senza preoccuparsi troppo di quello che sarebbe avvenuto alle loro spalle. Gli ucraini li hanno colpiti lungo le vie di comunicazione. Da qui un alto numero di perdite. Nascoste.

 

il palazzo colpito da un missile a kiev

2) Alcuni hanno sottolineato che tra i primi reparti impiegati c’erano anche unità anti-sommossa, una presenza inusuale e poco adatta alla missione.

 

3) Un paio di analisti hanno insistito sulla mancanza di una superiorità aerea e uno standard basso nelle missioni di volo notturno (un punto debole conosciuto). A seguire hanno condito queste valutazioni con descrizioni negative sulle condizioni delle forze russe.

 

4) All’opposto c’è chi ritiene che i tempi rallentati non siano determinati dall’opposizione, pur dura, incontrata. I generali procedono per fasi — è la strategia del carciofo: mangi una foglia alla volta — e non possono usare tutta la potenza di fuoco come hanno fatto in Siria spianando ogni cosa, ma attuano una pressione progressiva. In poche parole è stata una scelta.

 

fuga dall ucraina

Non manca chi ha fatto paralleli con altre offensive, come quella Usa in Iraq nel 2003, che fu più lenta.

 

5) Capiremo meglio nelle prossime ore. L’ordine perentorio del Cremlino di andare all’assalto dispiegando altri contingenti potrebbe cambiare il quadro.

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…