IN 13 ANNI “FARSA ITALIA” HA INCASSATO 610 MILIONI DI EURO (494 DALLO STATO) MA IL PARTITO È SUL LASTRICO: DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE, SEDE REGIONALI CHIUSE, RISCHIO SFRATTO E PARLAMENTARI IN FUGA

Alessandro Ferrucci e Carlo Tecce per il “Fatto Quotidiano”

 

Quando la festa e 610 milioni di euro finiscono e tocca pagare, gli amici se ne vanno. Quelli che non sono amici poi, se ne sono andati da tempo. Non c’è voglia di rianimare Forza Italia perché, adesso, Forza Italia non esiste più. È moribonda. Non c’entrano le preferenze, i sondaggi, i parlamentari o i militanti: qui, la questione è il denaro. Prima c’era a fiotti, e accorrevano.

silvio berlusconi forza italiasilvio berlusconi forza italia

 

Ora ci sono le bollette inevase, i dipendenti in cassa integrazione, le sedi regionali serrate, e scappano. A Silvio Berlusconi provoca ancora dolore psicofisico quell’autografo che ha autorizzato il pagamento di 90 milioni di euro per assorbire il debito di Forza Italia: una parte, non tutto. Ci sono più di 68 milioni che avanzano, prestiti in banca che aumentano a botte di 500.000 euro a trimestre, e 5 di spese correnti mai saldate che impongono una razionalizzazione anche per le chiamate internazionali.

i giovani di forza italiai giovani di forza italia

 

Al citofono di piazza San Lorenzo in Lucina, faraonica e utopistica sede che Daniela Santanchè scelse per rifondare il partito nel centro più raffinato e solvente di Roma, bussano più creditori che politici: l’u ltima rata per l’affitto è di gennaio, pure le pulizie ordinarie e le utenze telefoniche sono scoperte. I guai da Letta jr in poi Forza Italia s’è gonfiata con il denaro pubblico e con le garanzie bancarie dell’ex Cavaliere, mica con imprenditori d’avanguardia che volevano professare e divulgare lo spirito liberale o con generosi parlamentari che condividono la lauta retribuzione.

 

cena fund raising di forza italia   tajani e silvio berlusconicena fund raising di forza italia tajani e silvio berlusconi

In 13 anni, grazie ai rimborsi statali che poi il decreto di Enrico Letta ha debellato, Forza Italia ha incassato 494 milioni di euro. Mezzo miliardo che va ritoccato all’insù, perché rifocillato con 53 milioni di donazioni private, 48 di tessere d’iscrizione e 15 dello stesso Berlusconi (assegno staccato nel 2013). Oltre 610 milioni di euro, però, non sono bastati per evitare il tracollo finanziario di Forza Italia, l’onta di uno sfratto che incombe, l’addio all’opulenza che equivale all’addio al berlusconismo.

 

cena fund raising di forza italia   francesca pascale e antonio razzicena fund raising di forza italia francesca pascale e antonio razzi

E l’ex premier non può e non vuole rimediare: la legge impedisce contribuiti individuali superiori a 100 mila euro, un palliativo rispetto al disavanzo cronico di Forza Italia. E poi ci sono i parlamentari, la maggioranza, almeno l’80 per cento senza distinzione fra verdiniani e fittiani, milanesi o siciliani, che non versano gli 800 euro mensili al partito, una quota irrisoria se paragonata alla tassa che impone il Nazareno dem. Irriconoscenti.

 

La cura non arriverà dagli elettori, non soltanto perché sono in progressiva riduzione, ma perché non ci credono più: le tessere hanno fruttato 1,5 milioni; il 2x1000 una miseria, appena 24.000 euro. Ma siccome Berlusconi è un uomo che non s’è mai spaventato degli eccessi e non s’è mai privato di niente, potrà trovare sollievo nel ripensare a questi ultimi 13 anni di Forza Italia: sfrenati, assurdi, folli.

 

cena fund raising di forza italia   berlusconi e melania rizzoli  cena fund raising di forza italia berlusconi e melania rizzoli

Non era Silvio che, a ogni comizio, citava come fonte d’ispirazione l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam? Cos’altro, se non la follia, avrà convinto l’ex Cavaliere a plasmare, sostenere e poi presto liquidare la dimenticata “Tv della libertà” di Michela Vittoria Brambilla? In un delirio di onnipotenza e di nemesi contro il proprio referente politico cresciuto con quel media, credeva di poter inventarsi editrice televisiva, di fomentare la base ed evangelizzare gli italiani col canale di propaganda.

 

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Ma con i soldi altrui. Con i soldi di Forza Italia. E un colpo, l’ex ministra, l’ha inferto, ma solo ai tesorieri di Forza Italia, feriti da una inutile spesa di circa 30 milioni di euro. Chi all’epoca ha visitato gli studi, gli uffici della televisione brambilliana, racconta di legni pregiatissimi ovunque, stile baita, bagni con sanitari da Excelsior e solo poltrone in pelle. Ospiti pochi, spettatori ancora meno.

 

La più recente nota integrativa del bilancio di “Tv della libertà”, datata giugno 2014, rendiconta 870 mila euro per le perdite di esercizio e 2,3 milioni di esposizione bancaria. Un fardello che si trascina, inesorabile. Af fari per gli amici Ora che Forza Italia è sinonimo di dissesto e di austerità, vale la pena rievocare quegli amici d’infanzia di Silvio che benedicono il giorno in cui il costruttore di Milano 2, il venditore seriale di programmi e pubblicità, decise di fare politica.

 

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Gianni Comolli è un nome che dice nulla e nulla dice la Cipidue. Ma questa società e questo amico di Silvio Berlusconi, hanno fatturato milioni di euro con le campagne elettorali di Forza Italia del Popolo della Libertà e con le commesse pubbliche (manifesti, consulenze e libri). Nel bilancio 2009 che riporta gli affari del 2008, i ricavi di Cipidue passano da un milione a 6 milioni: “Contrariamente al precedente esercizio, il 2008 è stato un anno ricco di avvenimenti importanti che ci hanno permesso di ottenere risultati insperati anche alla vigilia”. E cos’è accaduto?

 

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“Abbiamo ripreso al meglio, soprattutto in conseguenza delle modifiche ai vertici governativi, continue e significative collaborazioni con le istituzioni pubbliche, fra le quali primeggia la Presidenza del Consiglio dei ministri”. Il classico metodo di Berlusconi: i suoi amici anche a carico dello Stato. Oppure Roberto Gasparotti. Nel 1981 era un cameraman di Canale 5 insieme a Giorgio Medail e Gigi Moncalvo.

 

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Poi nel 1993 la telefonata della vita: ho bisogno di te, del tuo occhio per Forza Italia. Amen. Da quel giorno è diventato il responsabile assoluto dell’immagine televisiva dell’ex Cavaliere, dai videomessaggi con calza ai riflettori giusti sul profilo di Silvio negli studi televisivi, fino (e soprattutto) all’organizzazione dei comizi di Forza Italia e Pdl. E qui, in quest’ultimo caso, sono soldi, palate di soldi. Milioni di euro per montare, trasportare, affittare, smontare, trasportare, cambiare scenografia “a nche se non era necessario, anche se costava cifre improbabili. Non importava, decideva lui”, ricorda un parlamentare testimone dei fasti. Quattro cene a sera Capitolo fasti.

 

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Un ristorante non si nega a nessuno, ci mancherebbe, anche due, si può fare. Ma in Forza Italia l’abitudine era da stomaci imperiali con ricevute di quattro cene segnate con la stessa data, e per un numero di commensali da doppia cifra; alcuni esercizi del centro di Roma, vedi l’Archetto, avevano il conto aperto per i parlamentari e il sorriso perennemente stampato su viso e registratore di cassa. Bei tempi.

 

Tempi nei quali era concesso qualunque tipo di lusso, qualunque tipo di rimborso (anche extra-ristorazione), dove bastava una ricevuta per ottenere il pagamento anche della benzina, e non parliamo di utilitarie con l’impianto a gas. Chi ha vissuto quegli anni abbassa lo sguardo, chiude il lato della bocca, non cela un fastidio. Chi ha vissuto quegli anni ha visto il continuo arrivare di parlamentari, cellulare alla mano, non dire buongiorno, e consegnare le richieste “anche se, la maggior parte delle volte, neanche si degnavano di passare, mandavano gli assistenti”.

cena fund raising di forza italia    francesca pascale antonio razzicena fund raising di forza italia francesca pascale antonio razzi

 

Oggi no. Centomila a Telecom Oggi non si vede quasi più nessun big, e non è solo una questione di disaffezione dal partito, temono che la nuova responsabile dei conti di Forza Italia, Mariarosaria Rossi, gli possa consegnare un foglietto con su stampato l’Iban “in questo modo paghi le tue quote arretrate”, la frase di rito.

 

Euro che, magari, potrebbero servire per saldare qualche conticino: i 112 mila euro verso Telecom, o 191 mila per l’impresa di pulizie; 212 mila per la vigilanza, poi ci sono anche, e ancora, gli euro per la società di Gasparotti o quella di Comolli. Ma questi ultimi due possono attendere, gli anni d’oro hanno lasciato comunque un gran bel ricordo. Quando era festa per tutti. 

CANI CHE SCAPPANO DALLA SEDE DI FORZA ITALIA CON BERLUSCONI CANI CHE SCAPPANO DALLA SEDE DI FORZA ITALIA CON BERLUSCONI

 

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