mattarella e meloni

GOVERNA MATTARELLA! - IN ALMENO QUATTRO OCCASIONI IL QUIRINALE HA COSTRETTO L’ESECUTIVO A CAMBIARE ROTTA - L’ULTIMO E’ STATO UN INTERVENTO PER FAR SALTARE LA NORMA SUL NUOVO TETTO ALL’USO DEL CONTANTE: NON C'ERANO I REQUISITI DI URGENZA NECESSARI PER INSERIRLA IN UN DECRETO-LEGGE - PRIMA I MONITI SU PANDEMIA E SUL VALORE DELLA SCIENZA (CHE HA SPINTO IL GOVERNO A RIMANGIARSI LE ANNUNCIATE DISPOSIZIONI SULL'ABOLIZIONE DELL'OBBLIGO DI MASCHERINA IN OSPEDALE E LA SOSPENSIONE DELLE MULTE AI NO-VAX) - I TAGLI SULLA NORMA ANTI-RAVE E LA TELEFONATA A MACRON DOPO IL PAPOCCHIO SUI MIGRANTI

Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

SERGIO MATTARELLA GIORGIA MELONI

Formalmente non c'è nessuna bacchettata, e guai se dalle parti del Quirinale si accenna a qualsiasi forma di censura. Ma la moral suasion del Colle, espressa attraverso alti moniti e silenziosi consigli, in almeno quattro occasioni ha costretto il governo Meloni a una correzione di rotta. Non un dato irrilevante, visto che il viaggio del nuovo esecutivo è cominciato da meno di un mese.

 

L'ultimo intervento di Mattarella e del suo staff - sempre nell'ambito di un rapporto che da entrambe le parti viene definito «cordiale e proficuo » - è arrivato nelle ultime ore, su un altro dei temi-chiave della Destra che ha conquistato Palazzo Chigi: è saltato così il tetto all'uso del contante, che frettolosamente era stato messo nel "Aiuti Quater". C'erano davvero i requisiti di urgenza necessari per inserire la norma in un decreto-legge?

sergio mattarella giorgia meloni

 

Evidentemente no, come sottolinea anche l'opposizione pentastellata con Giuseppe Conte. Il Quirinale, con garbo, ha fatto notare che da un punto di vista costituzionale sarebbe stato più opportuno mettere la misura nella manovra e non in un decreto e negli ambienti di governo il "suggerimento" è stato accettato senza battere ciglio. È una decisione, si fa notare, che non comporta particolari cambiamenti perché il decreto prevedeva che l'aumento al tetto al contante sarebbe scattata comunque a partire dal primo gennaio. Nessuno stop, insomma, una questione di forma e non di sostanza.

 

sergio mattarella giorgia meloni

Ma in ogni caso un nuovo affettuoso invito a cambiare rotta, secondo un copione che si ripete dal 28 ottobre. Da quando il Capo dello Stato, parlando in occasione della giornata per la ricerca sul cancro, ammonì sul fatto che la pandemia non è finita, sulla necessità di far uso di «responsabilità e precauzione», sul valore della scienza e sull'importanza della Sanità pubblica.

 

Il tutto pochi giorni dopo il discorso in aula sulla fiducia di Giorgia Meloni nel quale il Covid ha avuto una parte marginale e alla campagna vaccinale non è stata dedicata neppure una parola. «Nessuna connessione», fra le parole di Meloni e quelle di Mattarella, fu l'immediata precisazione. Fatto sta che, di lì a poco, il governo si è rimangiato le annunciate disposizioni che prevedevano l'abolizione dell'obbligo di mascherina in ospedale e la sospensione delle multe ai no-vax.

 

sergio mattarella giorgia meloni

A quello stesso, pirotecnico, avvio della stagione del governo Meloni risalgono le contestatissime norme anti-rave. Il decreto, approvato nella prima seduta del consiglio dei ministri, ha spaccato la maggioranza e fatto infuriare l'opposizione.

 

Sulle norme contenute in quell'atto (sequestro degli impianti, pesanti condanne per i responsabili e intercettazioni anche per i partecipanti ai raduni) è andato in scena uno psicodramma nella maggioranza - con i rilievi posti da FI - e l'indignazione dell'opposizione. Sul testo, che comunque la premier si è detta disponibile a rivedere «se il Parlamento lo vorrà», si sono sollevate da più parti obiezioni anche di natura costituzionale. Ma pochi sanno che la versione approvata dal cdm ha comunque passato un severo vaglio da parte del Quirinale, che non ha lesinato tagli.

 

sergio mattarella emmanuel macron

Fino all'intervento più rilevante, o comunque di maggiore impatto mediatico. La telefonata fra Mattarella e Macron dopo l'incidente politico- diplomatico sui migranti. L'escalation sul caso della Ocean Viking, che ha determinato il rischio di isolamento dell'Italia nello scenario europeo, ha spinto il Quirinale a render noto il contenuto dei colloqui fra i Capi di Stato italiano e francese: in un linguaggio istituzionale che si addice a queste situazioni, è giunto l'invito alla «buona volontà », un'esortazione a procedere insieme, dentro un'Unione Europea nella quale «non ha senso» che Italia e Francia, Paesi mediterranei entrambi, procedano divisi davanti alla Ue su un tema delicatissimo e urgente come quello dei migranti.

 

sergio mattarella giorgia meloni 2

Alla conversazione fra il Quirinale e l'Eliseo è seguita un'altra telefonata, fra Mattarella e Meloni, che nei giorni precedenti aveva definito «aggressiva, incomprensibile e ingiustificato » l'atteggiamento del governo francese. Dopo l'ultima discesa in campo del Capo dello Stato, i toni nel governo e nella maggioranza si sono abbassati. La crisi con l'alleato d'Oltralpe non è risolta ma la via del dialogo si è riaperta. Ancora una volta su indicazione del Colle.

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