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ISRAELE AL FOTOFINISH: TESTA A TESTA NETANYAHU-GANTZ CON LO SPOGLIO DEL 91% DEI VOTI – IPOTESI GRANDE COALIZIONE- IL RUOLO DI LIEBERMAN: ANCHE QUESTA VOLTA SEMBRA LUI A POTER DECIDERE CHI DIVENTERÀ PRIMO MINISTRO. LUI ASSICURA DI NON VOLER TORNARE A LAVORARE CON/PER NETANYAHU E PREME PER UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE. CHIUSE LE URNE, SI APRIRANNO LE TRATTATIVE...

Da ansa.it

 

netanyahu gantz

Con lo spoglio del 91% dei voti il Likud di Benyamin Netanyahu ed il partito Blu Bianco di Benny Gantz sono ancora appaiati con 32 seggi a testa sui 120 della Knesset. Lo affermano i media precisando che si tratta di dati ufficiosi. Il blocco dei partiti di destra ottiene 56 seggi, mentre le liste di centrosinistra ne ricevono 55. Da parte sua il partito Israel Beitenu di Avigdor Lieberman riceve 9 seggi.

 

La Lista araba unita - secondo questi dati ufficiosi - si conferma con 12 seggi come terzo partito israeliano in ordine di grandezza. I laburisti di Amir Peretz hanno 6 seggi e Campo democratico 5. Fra i sostenitori tradizionali del Likud, i due partiti ortodossi (Shas e Unione della Torah) ricevono complessivamente 17 seggi, mentre la lista nazionalista Yemina ne ottiene 7.

 

Per formare un governo, occorre raccogliere alla Knesset almeno 61 seggi. Lo spoglio dei voti proseguirà nelle prossime ore e la pubblicazione dei dati ufficiali è prevista nel corso della giornata, quando saranno state completate tutte le verifiche. Per il momento la Commissione elettorale centrale ha pubblicato i dati definitivi relativi solo al 35% dei voti: il Likud riceve il 28,09% e Blu-Bianco il 26,63%.

netanyahu gantz

 

 

ELEZIONI NETANYAHU IN DIFFICOLTÀ ISRAELE RISCHIA ANCORA LA PARALISI

Davide Frattini per il “Corriere della sera”

 

Al quartier generale del partito Blu Bianco gli attivisti l' hanno visto indossare qualche volta un cappellino con la scritta «Non sono ancora morto». Gli exit poll tengono Benny Gantz in vita politica: avrebbe conquistato 32 seggi, due in più di Benjamin Netanyahu. Entrambi non sarebbero però in grado di formare una maggioranza di 61 deputati su 120.

 

I sostenitori di Netanyahu lo chiamano il Mago per la sua capacità di ribaltare il risultato. Forse questa volta non è bastato. Il primo ministro conservatore non si è risparmiato, passando dalle interviste radiofoniche - è illegale nel giorno del voto - agli appelli con il megafono in mezzo alla folla. Ha avvertito che gli arabi stavano andando «a votare in massa» (ne hanno diritto, sono cittadini israeliani), che i fedeli del Likud dovevano smetterla di crogiolarsi in spiaggia.

netanyahu lieberman

 

Gli altri leader si sono più o meno allineati: Gantz è sceso tra i bagnanti in costume per convincerli a lasciare l' ombrellone per l' ombra del seggio. Ayelet Shaked, unica donna alla guida di un partito, è salita sulla torretta dei bagnini per incitare a uscire dall' acqua, il pericolo non sono le onde ma che il suo Yamina (di estrema destra, rappresenta i coloni) non resti a galla e non entri in parlamento (avrebbe 6 seggi). Stessa paura vissuta in questi mesi da Amir Peretz: il capo dei laburisti si è tagliato i baffi portati per 47 anni, non è stato sufficiente a far ricrescere i voti per il partito storico della sinistra che si ferma tra 5 e 6 deputati.

 

NETANYAHU

Gantz ha creato dal niente la sua formazione con altri due ex capi di Stato Maggiore con l' obiettivo di sconfiggere Netanyahu e di «portare speranza e cambiamento». Per provare a formare una coalizione ha bisogno del sostegno dei partiti arabi, che avrebbero ottenuto 15 seggi e arrivano a essere il terzo partito. Netanyahu ha trasformato le due campagne elettorali nel giro di sei mesi in un referendum su se stesso. In gioco per lui non c' è solo il quinto mandato, il pg dello Stato ha già annunciato di volerlo incriminare a dicembre per corruzione. Gli oppositori avvertono - e Netanyahu nega - che se avesse la maggioranza in parlamento farebbe approvare una legge per garantirsi l' immunità. Lo scorso aprile non era riuscito a mettere insieme la coalizione e aveva deciso di forzare il voto anticipato.

 

A rovinargli la conta dei deputati è stato allora Avigdor Lieberman, capo del partito che raccoglie i voti tra gli immigrati dall' ex Unione Sovietica. Anche questa volta sembra lui a poter decidere chi diventerà primo ministro. Assicura di non voler tornare a lavorare con/per Netanyahu e preme per un governo di unità nazionale. Chiuse le urne, si aprono le trattative.

netanyahu lieberman

 

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