giampiero massolo vladimir putin

“CHIUNQUE SIA STATO, A PAGARE SARANNO GLI UCRAINI” – L’AMBASCIATORE GIAMPIERO MASSOLO: “L’ATTENTATO ALLA ‘CROCUS CITY HALL’ OFFRE A PUTIN UN ULTERIORE MOTIVO PER UN SERRATE LE FILA ALL’INTERNO, UN’ULTERIORE MOBILITAZIONE O UN AVVITAMENTO ULTERIORE CONTRO IL DISSENSO. È PLAUSIBILE CHE PORTI QUESTA CONSEGUENZA SUL FRONTE INTERNO” – UN AUTO-ATTENTATO? “NON È REALISTICO. PUTIN È COSÌ FORTE DA NON AVERE BISOGNO DI UNA STRATEGIA DELLA TENSIONE. NON CREDO NEL COINVOLGIMENTO DEGLI UCRAINI PERCHÉ LA SITUAZIONE SUL CAMPO…”

Estratto dell’articolo di Alfonso Raimo per www.huffingtonpost.it

 

giampiero massolo foto di (3)

Giampiero Massolo, presidente dell’Ispi, già diplomatico e direttore del Dis, vede nella reazione di Mosca all’attentato alla Crocus City Hall la preparazione di una possibile escalation. “Che potrebbe non essere immediata”, dice l’ambasciatore. “Dipenderà dalle valutazioni che farà Putin […] e dall’esito delle elezioni americane. Intanto, i servizi russi stanno preparando il terreno”. Ma in un modo o nell’altro, prima o dopo, Putin punterà verso l’Ucraina.

 

[…] Vladimir Putin non cita l’Isis, parla di un atto pianificato contro i russi, a sangue freddo, come facevano una volta i nazisti. E annuncia una dura repressione: “Pagheranno per questo”. […]

attentato alla crocus city hall di mosca 18

 […] identifica l’attentato come un attacco alla Russia. Se sarà provato in qualche modo il collegamento con gli ucraini e l’Occidente […], a pagare saranno gli ucraini. Così va letto l’accenno ai metodi nazisti. Gli organismi di sicurezza russi stanno intanto preparando la strada. Con l’evocazione della tradizionale leva del nazionalismo cementa coesione e supporto. Un modo per isolare chiunque si smarchi dal ‘patriottismo’.

 

Da quel che si capisce, gli attentatori sono tagiki. L’Isis ha rivendicato l’attentato. Ma che tipo di jihadismo è questo?

[…] l’ipotesi sul tappeto è che si tratti di terrorismo jihadista non generico […] Si tratta, invece, di jihadismo antirusso.

 

VLADIMIR PUTIN

Quali sono i caratteri di questo nuovo terrorismo islamico?

Ha due componenti. Da una parte il ritornante contagio da sud, dal Caucaso e dall’Asia centrale. Questo jihadismo non si è del tutto esaurito, sull’onda lunga dell’Afghanistan periodicamente riemerge. Ci ricordiamo tutti i ceceni, gli attentati di fine anni 90 e inizio anni Duemila. L’altra possibile componente sono queste brigate russe che combattono in Ucraina accanto all’Ucraina. Sono russi contro russi. Cobelligeranti. In queste brigate vi è anche una componente jihadista che può fondersi con la prima. […] così come sono contro il regime russo quelli che combattono al fianco degli ucraini, allo stesso modo lo sono coloro che dal Caucaso e dall’Asia centrale organizzano questo genere di destabilizzazione.

attentato alla crocus city hall di mosca

 

Sono i terroristi su cui i servizi americani avevano lanciato un avvertimento il 7 marzo.

[…] L’intelligence americana è stata molto rapida ad avvalorare la tesi del terrorismo jihadista. […] Se i servizi Usa sono arrivati a essere così rapidi nella loro conclusione, con un warning così preciso […], mi fa credere che qualcosa avessero intercettato. […]

 

Nelle analisi di queste ore c’è chi ipotizza un coinvolgimento dei russi stessi, attraverso i servizi. Altri puntano il dito contro gli ucraini.

Se il jihadismo antirusso è il contesto più verosimile, queste due altre opzioni più estreme sono meno attendibili. La prima è che gli organismi di sicurezza russi abbiano ordito l’attentato per conto proprio, per stringere ulteriormente la repressione interna. Io non penso che sia realistico.

 

ATTENTATO A MOSCA AL CROCUS CITY HALL - IMMAGINE DEGLI ATTENTATORI

La recente affermazione elettorale, in qualunque modo Putin l’abbia raggiunta, è talmente ampia che gli ha dato margine considerevole di azione per fare più o meno quel che vuole.

 

[…] Putin è così forte all’interno da non avere bisogno di una strategia della tensione. L’altra ipotesi estrema è che siano stati gli ucraini in prima persona a preparare l’attentato o che ci sia un loro coinvolgimento diretto. Io non credo neppure questo. La situazione sul campo della guerra vede ora l’Ucraina in una posizione di debolezza. […] preparare un attentato in Russia avrebbe fatto rischiare a Kiev ritorsioni pesantissime[…]. Nell’attuale situazione di debolezza, non sarebbe convenuto a Kiev rischiare di esporsi direttamente.

 

UNO DEI PRESUNTI TERRORISTI DELLA CORCUS CITY HALL DI MOSCA

Ci si chiede che cosa può succedere ora, sia sul fronte interno russo che nello scenario di guerra.

[…] chiunque lo abbia compiuto, l’attentato offre a Putin un ulteriore motivo per un serrate le fila all’interno. Già dopo le elezioni, […] l’opinione pubblica temeva che questo potesse accadere, che facesse presumere un’ulteriore mobilitazione o un avvitamento ulteriore contro il dissenso. È plausibile che porti questa conseguenza sul fronte interno.

 

[…] Quali saranno le prevedibili conseguenze sul terreno di guerra?

Focalizzerei due elementi. I Servizi russi hanno detto fin da subito che hanno un’idea di chi sono i terroristi, un paio dei quali sarebbe stato addirittura catturato e avrebbe ammesso la propria provenienza centro-asiatica e l’ingaggio a pagamento, mentre altri sarebbero fuggiti ‘verso l’Ucraina’.

 

[…] L’intelligence offre allo zar un pretesto. Putin può dire che, secondo i suoi Servizi, c’è stato un contatto con gli ucraini. E d’altra parte è un fatto oggettivo che i battaglioni cobelligeranti con Kiev stanno in Ucraina o al confine e non altrove. È un modo per allungare il campo allo zar, se volesse un ulteriore pretesto per andare nella direzione di un’offensiva di primavera, come già alcuni analisti sostenevano volesse fare. È oggettivamente una motivazione che potrebbe sfruttare verso un’escalation.

ATTENTATO ALLA CROCUS CITY HALL DI MOSCA

 

È alle porte un’intensificazione dell’attacco russo a Kiev?

[…] un’escalation immediata potrebbe non essere nel suo interesse. Per due motivi. In primo luogo, perché potrebbe voler aspettare come vanno le elezioni americane. E poi potrebbe avere ancora bisogno di rafforzare e riorganizzare l’apparato militare, messo a durissima prova dalla guerra in Ucraina. Ma intanto i Servizi fanno il loro mestiere, ampliano i suoi margini d’azione.

 

la ricostruzione dell'attentato alla crocus city hall di mosca fsb 1

[…] C’è un secondo elemento che offre un pretesto a Putin da sfruttare nel caso in cui decida per un’escalation. Mi riferisco alla dialettica tra gli apparati di sicurezza americani e quelli russi. Con gli americani che dicono di avere avvertito sul rischio attentati. E i russi che li accusano di aver fatto propaganda.

 

Indipendentemente da chi abbia ragione, anche questo prepara il terreno a un’eventuale campagna di primavera, perché consente a Putin di dire che l’azione era preordinata, tant’è vero che persino gli americani avevano avvertito di questo rischio. Che avevano la notizia in anticipo. Qualora decidesse di agire, è un secondo elemento su cui potrebbe battere.  […]

proiettile attentato corcus city hall moscaattentato alla crocus city hall di moscaattentato alla crocus city hall di mosca 18 la macchina degli attentatori - I PRESUNTI ATTENTATORI DELLA CROCUS CITY HALL - MAKHMADRASUL NASRIDINOV - RIVOZHIDIN ISMONOV -SHOKNINDZHONN SAFOLZODA - RUSTAM NAZAROVattentato alla crocus city hall di moscaattentato alla crocus city hall di moscaattentato alla crocus city hall di moscaattentato alla crocus city hall di moscaattentato alla crocus city hall di moscaricerche tra le macerie della corcus city hall di mosca

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