robert kennedy jr giuseppe remuzzi

L'AMMINISTRAZIONE TRUMP HA BUTTATO ALLE ORTICHE 30 ANNI DI RICERCA SCIENTIFICA - LA DECISIONE DI QUEL COJONE DEL SEGRETARIO ALLA SANITA', ROBERT KENNEDY, DI TAGLIARE MEZZO MILIARDO DI FINANZIAMENTI DESTINATI ALLO SVILUPPO DI VACCINI MRNA, CI METTE TUTTI A RISCHIO - GIUSEPPE REMUZZI, DIRETTORE DELL’ISTITUTO DI RICERCHE FARMACOLOGICHE MARIO NEGRI: "SE OGGI ARRIVASSE UNA PANDEMIA, SAREMMO A RISCHIO" - INOLTRE E' STATA FERMATA LA RICERCA IN MERITO A UN VACCINO CONTRO L'HIV, CHE DOPO ANNI SEMBRAVA ESSERE MOLTO VICINO...

Estratto dell'articolo di Laura Cuppini per il "Corriere della Sera"

 

giuseppe remuzzi

Ventidue contratti stracciati per un valore di quasi 500 milioni di dollari e l’impegno a non finanziare nuovi progetti basati sulla tecnologia mRna. L’annuncio del segretario alla Salute Usa, Robert F. Kennedy Jr, ha allarmato la comunità scientifica.

 

Professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, quali potrebbero essere le conseguenze?

«Il rischio più grande è che venga compromessa la nostra capacità di far fronte a future pandemie. In questo momento preoccupa in particolare il virus dell’aviaria, l’imputato numero uno. Tra i progetti bloccati dall’amministrazione statunitense c’è un vaccino contro H5N1 che potrebbe non arrivare mai a conclusione. Sarebbe un danno enorme, non solo per gli Usa». 

 

robert kennedy jr audizione in senato 6

Quali sono gli altri filoni di ricerca in pericolo? 

«La tecnologia mRna (Rna messaggero), studiata da circa trent’anni in ambito oncologico, ha avuto una grossa spinta con la pandemia di Covid-19, anche grazie agli ingenti finanziamenti degli Stati Uniti. Oggi molti studi sono in corso, ma rischiano di fermarsi per i tagli decisi da RFK junior:

 

si lavora a due vaccini contro l’Hiv, che devono ancora essere sperimentati ma hanno dato primi risultati promettenti (su un centinaio di volontari, l’80% ha sviluppato anticorpi), e uno per la malaria. Inoltre c’è la speranza di curare i tumori: uno studio ha mostrato che la combinazione di farmaci e vaccino mRna riduce del 50% il rischio di ricaduta nel melanoma. 

robert kennedy jr audizione in senato 5

 

Tutto questo lavoro rischia di non progredire. Non solo. Nei mesi scorsi è stato bloccato un trial della Emory University su un vaccino da inalare per influenza, aviaria e Covid».

 

Per motivare i tagli, il segretario alla Salute Usa ha detto che i vaccini a mRna non sono efficaci nelle infezioni del tratto respiratorio superiore e non sono sicuri.  È davvero così? 

«Il vaccino non elimina la possibilità di infettarsi ma riduce la gravità della malattia e soprattutto riduce in modo importante l’ospedalizzazione e la morte dei pazienti. È certo, in base ai dati disponibili, che i vaccini hanno risparmiato milioni di morti nella pandemia. Per quanto riguarda la sicurezza, il processo di approvazione è stato accelerato perché, nell’emergenza, si è deciso di semplificare alcuni passaggi burocratici, non certo i test sulla sicurezza.

giuseppe remuzzi presenta lo studio su covid e geni di neanderthal

 

Prima dell’approvazione, i vaccini a mRna anti Covid di Pfizer/BioNTech e Moderna sono stati testati su alcune migliaia di persone, nella fase 1 e 2, e su oltre 70 mila nella fase 3. L’unico effetto collaterale riscontrato, dal 2020 a oggi, riguarda rari casi di miocardite».  [...]

 

Le ricerche bloccate negli Stati Uniti potranno proseguire in altre nazioni? 

«I laboratori americani non sono gli unici a utilizzare la tecnologia mRna, probabilmente altri Paesi si organizzeranno e acquisiranno autonomia nella produzione dei vaccini. Ma non possiamo negare che la battuta d’arresto è pesante.

 

GIUSEPPE REMUZZI

Anche se gli scienziati Usa volessero proseguire i propri studi altrove, è molto difficile trasferire un intero Centro di ricerca. Il lavoro è fatto in team e con strumentazioni particolari: servirebbero anni per ripartire. In America molti hanno la speranza che tra pochi anni la situazione politica cambierà e sarà possibile riprendere gli studi interrotti.

 

Nel frattempo però dobbiamo fare i conti con le decisioni dell’amministrazione americana. Non c’è solo il taglio di 500 milioni di dollari, ma anche l’uscita dall’Organizzazione mondiale della sanità e lo stop imposto all’Agenzia per lo sviluppo internazionale (Usaid). [...] Purtroppo abbiamo fatto dei passi indietro: se oggi arrivasse una pandemia, saremmo a rischio». 

VACCINI MRNA CONTRO I TUMORIrobert kennedy jr audizione in senato 3

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…