L’ARTIGLIO DELLA PALOMBA - LA BALENA BIANCA È TORNATA, PIÙ FORTE CHE PRIA! RENZI, CASINI, TABACCI, ALFANO, TUTTI I “NUOVI” SFIDANTI SONO NATI ALLA SCUOLA DC - PERSINO GRILLO NEGLI ANNI ’80 ERA CONSIDERATO DEMITIANO - GLI EX DC IN AZIONE: LA BINDI INDIFFERENTE AL GAIO LANCIO DI LUSTRINI, POMICINO E DE MITA SBRANANO MONTEPREZZEMOLO CHE LI HA ‘ROTTAMATI’ DOPO AVER FATTO PER ANNI ANTICAMERA DA LORO…

Barbara Palombelli per "Il Foglio"

Federico Fellini mi diceva sempre: "Ricordati che gli italiani si affidano ai democristiani e gli danno il voto in segreto perché assomigliano ai loro maestri e ai loro compagni di scuola, a quelli meno dotati. Non ai primi della classe, agli sportivi, ai numeri uno: a noi piacciono i tipi che non ci mettono in soggezione". Chissà cosa penserebbe oggi dei ministri tecnici, così bravi, così sapienti, così apparentemente infallibili. Non sono passati dalle urne, sono immacolati e incerti se sfidare le schede elettorali.

Guardando i loro sfidanti politici, tuttavia, la profezia di Federico sembra completamente avverarsi. Ai nastri di partenza, per ora, si agita una folla di balenotteri. Spiaggiata in malo modo la balena bianca democristiana, i cuccioli sono tutti molto determinati a riconquistare il patrimonio disperso. Il loro leader, Pier Ferdinando Casini, non ha mai mollato lo stemma di famiglia: lo scudo crociato è suo e guai a chi glielo tocca.

Il nuovissimo Matteo Renzi è un Dc di famiglia, di nascita, di storia: una garanzia. Insieme a lui sfidano Pier Luigi Bersani sicuramente Bruno Tabacci - presidente della regione Lombardia dc, allievo di Giovanni Marcora - e forse qualche ex margherita in fuga dal Pd. Sul fronte del Popolo della libertà, Angelino Alfano viene da quella storia e in privato racconta storie democristiane che risalgono alla fanciullezza (roba da far commuovere la cronista stagionata che ricorda quel clima come fosse ieri).

E non si può dimenticare che in Rai - dove tutti devono avere una maglia, almeno quelli che vanno in tv - passava per demitiano doc negli anni Ottanta anche quel Beppe Grillo che oggi vuole la rivoluzione. Una buona scuola, davvero. Centro, sinistra, destra e grillini: rischiamo di avere un prossimo Parlamento tutto post Dc. Wow! Avvertite Giampaolo Pansa, ideatore del marchio balena, che deve preparare un nuovo libro su "I figli della balena bianca". Avvisate anche gli eredi di Luigi Pintor e i colleghi del manifesto, che titolarono molti anni fa "Non moriremo democristiani".

L'antipolitica, alla fine, promuove i più furbi e i più tosti. Giulio Andreotti non ha mai fatto una piega, Amintore Fanfani si tonificava e rivoltava le platee avversarie come frittate (memorabile, nel 1989, al Palasport di Roma, quando gridò: "Se avessi avuto paura dei fischi, oggi voi non sareste qui"). Gli ex dc sono e restano i più impermeabili alle critiche, agli scandali, alle inchieste giudiziarie, alle accuse dei giornali.

Nessuno come i democristiani sa resistere a fischi, commenti, boicottaggi, lancio di oggetti - la Bindi non si è scomposta, poche ore fa, neppure quando le hanno lanciato riso e lustrini in testa - e non va dimenticato il sacrificio di Aldo Moro. Chi ha studiato a quella scuola, gioca a palla con antipolitica, accuse e attacchi. Ne sa qualcosa Luca di Montezemolo: si è scagliato contro la platea Udc, dove sedevano in prima fila Paolo Cirino Pomicino e Ciriaco De Mita. Come se fossero persone qualunque. Errore blu. Loro non si sono scomposti, lui avrà qualche problema in più, nel caso volesse davvero sfidarli.

 

MATTEO RENZI jpegPIER FERDINANDO CASINI BRUNO TABACCI jpegANGELINO ALFANO CIRINO POMICINO GIUSEPPE DE MITA

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…