L’ARTIGLIO DELLA PALOMBA - “SIAMO I GUFI ROSICONI: QUELLI CHE HANNO I DUBBI SUL MIRACOLO PROMESSO DAL BAMBINELLO DI PALAZZO CHIGI”

Barbara Palombelli per "Il Foglio"

Siamo pochi, pochissimi. Abbiamo dei dubbi. Siamo i gufi rosiconi? Facciamo il nostro lavoro, non adoriamo il bambinello di Palazzo Chigi. Un peccato, di questi tempi, imperdonabile. Siamo scettici sul miracoloso effetto degli 80 euro sulla nostra economia. Nelle famiglie medie, il conto ricadrà sull'aumento di tasse e tariffe. Una partita di giro, come furono i buoni spesa o i bonus per i nuovi nati dei governi passati. Nessuno li ricorda neanche...

I dubbiosi guardano sotto i tappeti, dietro le tende, non applaudono alle conferenze stampa. Ci hanno insegnato così, ormai mi sembra tardi per cambiare. Mi commuovo perfino quando sento in tv la voce di Papa Francesco, eppure divoro le paginate con cui questo giornale scardina gli ingredienti popolari e desueti del suo magistero. Vado al cinema a vedere tutto, ma godo quando leggo Marco Giusti o Mariarosa Mancuso che dubitano di Oscar, David, Orsi e Palme.

Indro Montanelli, con cui lavorai a metà degli Ottanta, invitava a non credere a nulla, a cercare il dettaglio perfido in ogni personaggio. C'erano verità da raccontare e ragioni da difendere nella trattativa per liberare il giudice D'Urso, materia allora incandescente come i fondi neri Iri e altre difficili e controverse vicende. Mai credere alle apparenze e ai decreti: stessa lezione da Ugo Stille, Claudio Rinaldi, Eugenio Scalfari.

Berlinguer diceva che stipulava un patto con Bettino Craxi contro la Dc? Si dava per sconfitto il terrorismo? Venivo spedita da venti personaggi per verificare, controllare... Non si abboccava - nelle redazioni dei giornali indipendenti - alla dichiarazione ufficiale. Mai! Si faticava, nella Repubblica degli anni Novanta a dubitare degli eroi Mario Segni e Antonio Di Pietro, si rischiavano scomuniche quasi come oggi. Eravamo pochi anche allora...

Non si tratta di gufare o rosicare, anzi. Semplice lavoro di verifica. Era scettico Andrea Barbato, era malizioso Paolo Guzzanti. Oggi sono curiosi e diffidenti Antonio Padellaro e Marco Travaglio, Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri. Il bambinello di Palazzo Chigi non ricorda forse quando Giorgio Forattini ritraeva Giovanni Spadolini - amico di tutti i potenti d'Italia e del mondo - come un eunuco? Nessuno scandalo, qui invece ci sono uffici stampa che si offendono con i programmi di Fazio e Littizzetto, Floris e compagnia. Che tristezza.

Non adorare gli idoli e cercare le ragioni dei vinti e degli sconfitti dovrebbe essere il primo comandamento del cronista e fa benissimo la brava Beatrice Borromeo a intervistare Marcello Dell'Utri. Fanno alla grande il loro mestiere due simpatici dubbiosi come Cruciani e Parenzo, tutte le sere. Su Dagospia trovano spazio anche i non allineati al pensiero unico renziano. I dubbiosi servono il pubblico, non lo rassicurano. Gli adoranti ci avevano spiegato che i governi Monti e Letta ci avrebbero salvato dalle crisi. Ora ci raccontano che siamo al sicuro. E in tanti non ci crediamo.

 

 

BARBARA PALOMBELLI MATTEO RENZI E PIERCARLO PADOAN ANTONIO PADELLARO MARCO TRAVAGLIO Indro MontanelliCRUCIANI E PARENZO

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