L’AUTUNNO PER GIORGIA SARÀ UN CAMPO MINATO – MELONI HA TAMPONATO IL PROBLEMA DEL CARO-CARBURANTI, MA SERVIRÀ UNA SOLUZIONE STRUTTURALE: LE CASSE DE TESORO SONO VUOTE E SULL’IPOTESI DI TASSARE LE BANCHE VOLANO STRACCI TRA LEGA E FORZA ITALIA – DOPO LA FIGURACCIA DEI GENERATORI ELETTRICI SPEDITI A KIEV INVECE DELLE ARMI, LA DUCETTA DOVRÀ SCIOGLIERE IL NODO DEGLI AIUTI ALL’UCRAINA, CON IL “PACIFINTO” SALVINI DI TRAVERSO E IL FILO-RUSSO VANNACCI CHE SCIPPA VOTI – SUL PASTICCIO DELLA LEGGE ELETTORALE ARRIVA LA RESA DEI CONTI: IL 1 SETTEMBRE SCADE IL TERMINE PER DEPOSITARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE – ANCHE SUL FRONTE ESTERO MELONI È SEMPRE PIU’ ESPOSTA E ISOLATA: L’ASSE CON MERZ È ANDATO IN FRANTUMI SUI MIGRANTI…
Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”
giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 4
Temporaneamente tamponato un problema, altri sono dietro l’angolo per Giorgia Meloni. La mini proroga del taglio delle accise fino al 5 settembre è stata la soluzione emergenziale al caro carburanti: un modo per prendere tempo, in attesa di trovare una «soluzione più strutturale».
Se la tensione sui mercati petroliferi continuerà a crescere, il governo dovrà decidere come intervenire. Come farlo però è tutt’altro che chiaro.
GIORGIA MELONI IN SARDEGNA - FOTO DI OGGI
Lo scontro tra Forza Italia e Lega sulla tassazione degli extraprofitti a banche e compagnie petrolifere ha dato il quadro della tensione interna all’esecutivo […]
In ogni caso «il 6 settembre si potranno attivare le accise mobili di agosto», ha spiegato il responsabile Economia di Fratelli d’Italia, Marco Osnato, sottintendendo come una decisione non sia ancora stata presa.
Dietro l’angolo, però, c’è la ripresa dei lavori parlamentari con ostacoli in grado di far emergere in maniera ancora più prepotente la distanza che separa gli alleati di governo.
Ucraina e legge elettorale
A stretto giro dovrà arrivare il decreto per il nuovo pacchetto armi all’Ucraina, su cui c’è convergenza tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre la Lega continua a dimostrarsi refrattaria.
La questione è spinosa e Meloni l’ha trattata con grande prudenza anche al vertice dei Volenterosi, quando ha parlato dell’invio di generatori elettrici, conscia del fatto che ogni riferimento all’invio di armamenti, pur da difesa, sarebbe stato un potenziale problema. Tanto più che da destra continua a crescere Futuro nazionale, che porta avanti una posizione filorussa.
A riprova della tensione sulla futura collocazione del movimento, il viceministro degli Esteri di FdI, Edmondo Cirielli, ha provocato un incidente diplomatico. «Spero si possa governare con Vannacci», ha detto, venendo immediatamente smentito da fonti di partito: «Parole a titolo personale». Cirielli però non ha mollato, ricordando che «nemmeno da Meloni c’è stato un muro alzato».
A spaventare Palazzo Chigi non c’è solo Vannacci, ma anche i movimenti dei ribelli leghisti che hanno chiesto un passo di lato a Salvini.
AULA DELLA CAMERA RESPINGE L'EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE
Il primo settembre scadrà il termine per depositare l’emendamento sulle preferenze nella nuova legge elettorale. Il Melonellum e le preferenze non piacciono a molti dei dirigenti di via Bellerio, cui rischiano di sommarsi anche le donne di FI, per nulla convinte dal correttivo di genere che l’emendamento dovrebbe contenere. Il risultato è il rischio di un nuovo testacoda della maggioranza, tanto che è probabile una questione di fiducia da porre sul testo alla Camera, per blindarlo contro i franchi tiratori.
I migranti
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
Meloni è poi sempre più esposta anche sul fronte estero. La pressione delle forze di estrema destra è forte anche in altri paesi europei – Reform Uk in Gran Bretagna e AfD in Germania – e la linea della premier per ora è stata quella di allontanare possibili contatti, puntando invece su partiti conservatori ma non antisistema.
In particolare con la Germania il rapporto tra Meloni e il cancelliere Friedrich Merz era considerato molto solido. A far cambiare la percezione tedesca è stata però la questione migratoria.
giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 6
Seppur tenuto in sordina, lo scontro sui “dublinanti” ha incrinato i rapporti: la Germania è decisa a rimandare in Italia un certo numero di persone, l’Italia ha manifestato la sua contrarietà. A inizio settembre è in agenda un incontro tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il collega tedesco, Alexander Dobrindt, per risolvere la questione, ma un accordo sembra tutt’altro che semplice da raggiungere.
«Il governo Meloni si rifiuta di fare la propria parte e rischia così di far fallire il nuovo sistema già al momento della sua entrata in vigore» si legge in un duro editoriale su Der Spiegel.
friedrich merz donald trump giorgia meloni g7 evian francia
La stampa tedesca ha registrato il cambio nel sentiment del governo Merz nei confronti di Meloni già dopo la crisi di Ceuta e la scelta inconsulta dell’Italia di sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna. «Meloni è, in sostanza, una nazionalista, ed è proprio qui che risiede il grande pericolo per l’Europa», continua Der Spiegel. [...]
Il rischio per la premier, dunque, è quello di un raffreddamento dei rapporti con un alleato chiave. La questione migratoria invece è aperta a livello europeo e sarà al centro dello scontro politico dei prossimi mesi. Così Meloni dovrà decidere se agire da presidente del Consiglio di uno dei paesi fondatori dell’Unione europea o da leader di partito in campagna elettorale.
GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI E I MIGRANTI A CEUTA - VIGNETTA DI ELLEKAPPA
migranti a ceuta 3

