L’EUROPA SI FA MALE DA SOLA: GLI STATI SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO E NON SI OCCUPANO DI COME SALVARE L’UE DAL CICLONE TRUMP – LA PROPOSTA DEL CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, E DELLA PREMIER ITALIANA, GIORGIA MELONI, SULLA COMPETITIVITÀ, DÀ MOLTO POTERE AGLI STATI E METTE COMMISSIONE E PARLAMENTO SOTTO “TUTELA”, IN NOME DELL’EFFICIENZA LEGISLATIVA. UNA PROPOSTA CHE VA IN DIREZIONE OPPOSTA DELLA MAGGIORE INTEGRAZIONE PREVISTA DAL RAPPORTO DRAGHI E DALLA NUOVA PROPOSTA DI EMMANUEL MACRON SUL MAXI-DEBITO COMUNE PER FINANZIARE INTELLIGENZA ARTIFICIALE E TECH…
Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
È una linea stretta quella su cui cammina la Commissione europea per rilanciare la competitività del Vecchio Continente […].
Nella lettera che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha inviato ai leader in vista del «ritiro» sulla competitività di giovedì, convocato dal presidente del Consiglio europeo António Costa nel castello di Alden Biesen […], viene spiegato chiaramente che «l’ambizione» è procedere a Ventisette ma che non bisogna essere «timidi» e se necessario usare la possibilità offerta dai Trattati della «cooperazione rafforzata», un’integrazione avanzata con almeno nove Stati membri.
MARIO DRAGHI URSULA VON DER LEYEN
Tesi sostenuta anche da Mario Draghi nel suo Rapporto sulla Competitività e da lui rilanciata di recente con la formula di «federalismo pragmatico». […]
L’obiettivo del ritiro è elaborare un’agenda chiara con impegni concreti dopo anni passati a riflettere e a discutere sul completamento del Mercato unico, dell’Unione del Mercato dei capitali o dell’Unione dell’energia. Da un lato c’è la necessità di semplificare, snellire, accelerare (ripetuto come un mantra da almeno un anno). Dall’altro c’è il processo decisionale che riconosce ad ogni istituzione Ue — Commissione, Consiglio e Parlamento — un ruolo e che talvolta si inceppa.
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
[…] Con Donald Trump alla Casa Bianca, che ha messo sotto tensione la relazione transatlantica, e con importanti elezioni alle porte (in primavera in Ungheria, il prossimo anno in Francia, Italia, Polonia) le cancellerie non sembrano più disposte a mediare.
Germania e Italia lo hanno esplicitato nel documento sulla competitività concordato in occasione del bilaterale tra Friedrich Merz e Giorgia Meloni a Roma il 23 gennaio. E su quella scia hanno convocato un pre-summit giovedì, con il sostegno anche del premier belga Bart De Wever.
EMMANUEL MACRON AL FORUM DI DAVOS – FOTO LAPRESSE
Vi parteciperanno numerosi Paesi, tra cui la Francia, presenza non […]. È attesa una partecipazione ampia, che include anche l’Olanda, i Nordici, i Baltici, la Polonia.
Nel documento di Italia e Germania, molto articolato, colpisce la parte sulla semplificazione perché di fatto viene proposto di mettere Commissione e Parlamento sotto la «tutela» degli Stati, in nome dell’efficienza legislativa.
Per Roma e Berlino c’è un urgente bisogno di «discontinuità», che si traduce nel ritiro delle numerose iniziative della Commissione bloccate nelle procedure legislative e definite «iniziative “zombie”».
antonio costa e ursula von der leyen a kiev - 24 febbraio 2025
Ma soprattutto chiedono «un monitoraggio e una valutazione sistematici degli emendamenti proposti dai co-legislatori (Parlamento e Consiglio, ndr) nel processo legislativo, per verificare se le modifiche proposte comportino oneri aggiuntivi e/o violino i principi di sussidiarietà, proporzionalità e attribuzione».
Oltre a un «freno d’emergenza» con la possibilità di intervenire quando l’attività legislativa preoccupa per gli «oneri amministrativi aggiuntivi per imprese e autorità nazionali». Inoltre viene specificato che «la semplificazione è una questione che riguarda i capi di Stato o di governo» e a von der Leyen è chiesto «di riferire d’ora in poi al Consiglio europeo».
I temi del ritiro sono numerosi: dal 28esimo regime europeo per registrare in due giorni le start-up e le scale-up per facilitare l’attività transfrontaliera all’integrazione dei mercati finanziari, dalla semplificazione normativa alla diversificazione dei mercati e agli investimenti nell’IA.
EMMANUEL MACRON AL FORUM DI DAVOS – FOTO LAPRESSE
merz meloni