andrea bacci matteo tiziano renzi

A SPASSO CON RENZI - IL SUO AMICO ANDREA BACCI RIVELA: ‘GLI HO MESSO A DISPOSIZIONE PER 13 ANNI LE MIE AMMIRAGLIE CON AUTISTA. MATTEO È UN GODERECCIO E NON LO NEGA. SE DEVE ANDARE IN FERIE NON VA ALLA PENSIONE MIRAMARE, MA AL GRAND HOTEL, MA NON SI COMPRA LE OSTRICHE CON I SOLDI PUBBLICI’. TANTO LA MOGLIE HA IL PASS DA MEGA DIRETTORE GALATTICO PER GIRARE PURE NELLE ZONE PEDONALI…

 

Giacomo Amadori per la Verità

 

andrea bacci1

A Firenze continuano le polemiche per il pass da mega direttore galattico cortesemente elargito dal municipio, guidato dal sindaco Dario Nardella, per il Suv di Agnese Landini e tornano a galla presunti privilegi e vecchie spese del di lei coniuge, Matteo Renzi. In principio l' ex premier venne battezzato dagli avversari politici «Renzino spendaccino». Quando era in Provincia i consiglieri dell' opposizione hanno raccolto chili di ricevute dell' allora presidente per ristoranti stellati, hotel di lusso e biglietti di prima classe per aerei e treni. Centinaia di migliaia di euro di conti che hanno innescato una copiosa aneddotica e persino qualche indagine.

 

MATTEO RENZI CON MERCEDES

Alla fine la magistratura contabile ha archiviato tutto, ma c' è chi ha trovato inopportuna l' assunzione in Comune della figlia di chi aveva archiviato il fascicolo. Resta irrisolto un quesito: perché un bon vivant come Renzi anziché avere un' auto propria deve condividere il veicolo di famiglia (acquistato nel 2015 al prezzo di 32.000 euro) con la consorte sempre in giro con i tre figli? Molto semplice: secondo i ben informati, quando non viaggia sulla macchina con pass comunale, impiega una vettura con conducente.

 

il pass speciale sulla macchina di agnese landini renzi

Ma non ci stiamo riferendo solo alle auto blu a cui ha avuto diritto per buona parte della carriera. Alla Verità risulta che già ai tempi della Provincia (2004-2009) utilizzasse le lussuose berline che gli metteva a disposizione un amico e collaboratore, Andrea Bacci, imprenditore fiorentino di 58 anni specializzato nel settore della pelletteria di lusso.

Per quasi tre lustri avrebbe usufruito di quelle comode ammiraglie e con una di esse si sarebbe presentato persino al Quirinale per ricevere l' incarico da premier. Purtroppo non ci è dato sapere se Renzi abbia mai versato l' obolo per carrozza e cocchiere.

 

 

DELUCIDAZIONI

Abbiamo chiesto delucidazioni a Bacci e lui ha provato a scherzarci sopra, ma non ha potuto smentire: «Quando Matteo era in Provincia ha fatto comprare una 500 presidenziale per dare dimostrazione di sobrietà, ma chiedeva a me di andarlo a prendere tutte le mattine con l' Audi perché stava più comodo».

l auto di agnese renzi nella ztl fiorentina

 

Bacci si rende conto che le sue parole potrebbero irritare e tira il freno: «Quello che ho fatto per lui, non me l' ha mai chiesto, se lo dichiarassi sarei un infame, ho scelto io di mettergli a disposizione l' autista, sono io che mi sono offerto di mettere i soldi nella fondazione. Se lo incontro al ristorante Matteo è il primo che va alla cassa a pagare».

 

roma matteo renzi esce dalla cena di autofinanziamento del pd

Messi i puntini sulle «i», Bacci dettaglia meglio la questione dello chaffeur: «Renzi per 13 anni ha girato con il mio autista. È un Ncc che lavora solo per me. Tutte le volte che esce con Matteo, la sera porta la ricevuta fiscale intestata a Renzi. Ne ho un pacco così. Quando è andato a giurare dal presidente della Repubblica, è arrivato con l' Audi che ho giù. Quando me ne sono accorto gli ho detto: "Ma sei cretino? L' ha visto tutto il mondo con che cosa ti sei presentato al Quirinale, con il mio autista! L' hanno visto tutti!". Se io non avessi fatto le cose come si doveva, oggi Matteo avrebbe qualche problema».

 

Bacci immagina le obiezioni che gli antipatizzanti potrebbero fare al segretario del Pd: «"Hai raccontato alla gente che bisognava abolire le auto blu e viaggi con una macchina del Bacci?". E allora io mi sono fatto dare le ricevute fiscali». Gli chiediamo se le abbia pagate Matteo. L' imprenditore sorride e glissa: «L' autista ha fatto le ricevute fiscali. Punto».

 

andrea bacci

Bacci ha vissuto per anni a Rignano sull' Arno e con Tiziano Renzi - padre dell' ex premier - ha iniziato a fare affari negli anni '80, quando Matteo indossava ancora i calzoni corti e probabilmente si sedeva sulle ginocchia dell' amico di famiglia. Nel 2004 l' ex Rottamatore lo ha inserito in quota Margherita nel cda della centrale del latte di Firenze, Livorno e Pistoia. Nello stesso periodo l' impresa edile di Bacci, la Coam srl, ha ristrutturato la villa dell' amico Matteo. Suscitando sospetti e polemiche.

 

 

Nei mesi scorsi il curatore fallimentare della stessa Coam ha trovato una notevole discrepanza tra il preventivo e le fatture pagate da Matteo: «Nei lavori ho recuperato solo le spese generali e i costi di costruzione, il mio guadagno non c' è stato. Ma i soldi che mi doveva me li ha dati tutti» precisa Bacci con fermezza.

 

FRIZIONI

il documento che certifica il pass speciale per agnese landini renzi

Non difende con lo stesso ardore i genitori di Matteo, anzi, si lamenta per una fattura da 70.000 euro per la ristrutturazione dei bagni che Tiziano e Laura non vogliono saldare: «Sostengono di aver pagato i materiali. La verità è che li ho mandati da un fornitore di Empoli e loro hanno scelto piastrelle e sanitari, ma il conto è arrivato a me». Nel fallimento della Coam è finita anche quella fattura non liquidata.

 

Ma torniamo ai tempi dei lavori nella villa di Matteo. Due mesi dopo la fine della certosina ristrutturazione, Bacci venne scelto dall' ex Rottamatore come amministratore, al posto di Marco Carrai, della Florence multimedia, l' agenzia di comunicazione della Provincia già finita nel mirino della Corte dei conti per 9 milioni di euro di uscite, circa quattro volte le risorse impiegate dal predecessore di Renzi. Visti gli ottimi risultati (di visibilità, non certo di bilancio), nel 2010 Matteo ha nominato Bacci presidente di una delle partecipate del Comune, la Sil.fi, azienda pubblica dell' illuminazione.

 

Il nome dell' imprenditore compare anche nell' atto costitutivo dell' associazione Noi Link, pensata come salvadanaio per supportare la scalata politica di Matteo. Dal 2007 al 2011 ha ricevuto 730.000 euro di donazioni con cui Renzi ha sostenuto la campagna elettorale per la carica di sindaco di Firenze.

 

Nel 2010, dopo essersi insediato a Palazzo Vecchio, è andato a visionare a un appartamento di Bacci nel capoluogo toscano, con l' idea di traslocare nella casa dell' amico: «Io gli ho sconsigliato vivamente di prendere in affitto una mia proprietà: "Qualunque cifra mi pagherai, chi ci crederà?" gli dissi. Allora si è trasferito da Marco Carrai (dal 2011 al 2014, ndr) per ottenere la residenza. Quell' attico non era un pied-à-terre, lui ci andava a fare la doccia, ci ho visto i vestiti della moglie e dei bambini.

 

andrea bacci lecchese

Matteo aveva la fissazione di prendere la residenza in città, ma un sindaco che percepisce 4.100 euro al mese non può permettersi di affittare un appartamento adatto a una famiglia. Secondo me doveva dichiararlo e fare una delibera di giunta per l' allestimento di una foresteria per il sindaco di Firenze».

 

BELLA VITA

Bacci, occhi azzurri ed aspetto bonario, ha anche accettato di commentare lo stile di vita di Renzi: «Matteo è un godereccio e non lo nega. Se deve andare in ferie non va alla pensione Miramare, ma al Grand Hotel, ma non si compra le ostriche con i soldi pubblici».

 

renzi sugli sci

Le certezze di Bacci su questo punto non sembrano granitiche e anche l' imprenditore ammette qualche perplessità su certe esibizioni e sulle vacanze extra lusso dell' amico: «Gliel' ho detto quando è andato all' Adler (resort a Ortisei da 3.500 euro a notte, ndr), ma non è solo l' Adler: dà appuntamento alla gente al Four Seasons di Firenze.

 

Il segretario nazionale del partito di sinistra non deve ricevere le persone lì. Come fa a raccontare la rottamazione, che i parlamentari devono vivere con 4-5.000 euro, quando lui cerca di guadagnare 300.000 euro con un libro e il padre passa da 1,9 milioni di fatturato a 7 milioni, ristruttura case, acquista capannoni?

 

Per colpa di queste contraddizioni Matteo rischia di non essere più credibile», è l' amara conclusione di quello che appare ormai come un ex renziano di ferro.

 

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...