federica guidi guidalberto ascensori

VEDI LE COINCIDENZE! IL GOVERNO IMPONE UNA INUTILE SUPER-TASSA SUGLI ASCENSORI, UNA MAZZATA CHE VALE COME DUE TASI. E CHI HA RAPPRESENTATO IN CONFINDUSTRIA IL SETTORE DEGLI ASCENSORI? GUIDALBERTO GUIDI, PADRE DELLA MINISTRA....

DAGOREPORT

 

renzi federica guidirenzi federica guidi

Ma chi ci guadagna, di grazia, con questa meravigliosa tassa sugli ascensori? Chiediamo scusa. Eravamo così occupati a ridere che non abbiamo avuto né il tempo né il coraggio di prendere l’ascensore nostro, salire al quarto piano e raccontarvi la storiella che segue.

 

guidalberto guidiguidalberto guidi

Tanto un po’ già la sapete, visto che da giorni infuriano le polemiche contro l’ennesimo balzello che si è inventato il Giglio Tragico per fare un po’ di cassa: una tragica tassa sugli ascensori, mascherata tipo supercazzola dall’adeguamento obbligatorio alla normativa europea – che, vi assicuriamo, non prevede un beato nulla del genere - e che di fatto, per il suo ammontare esosissimo, non solo vanificherebbe lo sconto promesso da Matteuccio sulle tasse della nostra prima casetta, ma addirittura, come sghignazzava il nuovo conservatore-riformista-fittiano Daniele Capezzone, ci costerebbe come due Tasi. Due!

 

guidalberto guidi con stefania prestigiacomo e emma marcegaglia guidalberto guidi con stefania prestigiacomo e emma marcegaglia

Il tutto per mettere in sicurezza, ah ah, quei nostri ascensori che già ora sono i più sicuri d’Europa, tanto che – come rivelava Fausto Carioti su Libero –il tasso d’incidenti (mortali e non) nel Belpaese è roba da lasciare a bocca aperta perfino gli svizzeri: in tutto il 2015 non si è verificato un solo incidente mortale e di tutti quelli segnalati, ben cinque, la somma produce otto-feriti-otto. Dal 1997 al 2014, tanto per dire, il tasso di infortuni è sceso da 0,50 per 1000 a 0,22. Scale mobili comprese. Inutile dire che tanta sicurezza è dovuta a continui controlli, e relativi balzelli, che non hanno pari in altri paesi.

federica guidi e silvio berlusconifederica guidi e silvio berlusconi

 

Eppure il Mise è riuscito a inventarsi un altro balzello, stratosferico, ben nascosto nelle 63 pagine (urgentissime!) del Dpr di modifica al DPR «30 aprile 1999, n. 162, per l’attuazione della direttiva 2014/33/ue del parlamento europeo e del consiglio del 26 febbraio 2014 relativa agli ascensori ed ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché per l’esercizio degli ascensori»

federica e guidalberto guidifederica e guidalberto guidi

 

Leggendo l’ articolo 19 bis, che prevede una verifica straordinaria su tutti gli impianti installati prima del 1999 (parliamo di 900.000 ascensori di cui, secondo il MISE, ben il 60% sarebbe obbligato al controllo), Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, non ci ha visto più: « Ribadiamo che le leggi attuali, che prevedono controlli obbligatori ogni sei mesi e ogni due anni, sono piu' che sufficienti a garantire la sicurezza degli impianti». Insomma, li controlliamo già ogni sei mesi! E aggiungiamo altri controlli ogni due anni! Oh, Matteo, non è che vuoi imporci ‘sto terzo (inutile) balzello per «creare per legge lavoro per alcuni a spese di altri»?

federica guidi (2)federica guidi (2)

 

E mo’… e mo’… chi saranno mai questi altri?

Vabbè, ve la buttiamo giù così, che tanto anche se è lunedì siete perfettamente in grado di fare due più due. Ministro dello Sviluppo economico, chi è? Federica Guidi, amministratore delegato della Ducati Energia, ex presidente dei giovani di Confindustria e poi addirittura presidente dell’illustre consesso.

 

Del resto è figlia d’arte, la fanciulla. E Guidalberto Guidi, padre di cotanta Federica, chi è? Wikipedia lo descrive come «già presidente di Ducati Energia, presidente de Il Sole 24 ORE, vicepresidente di Confindustria, presidente di ANIE».  Wow. E questa Anie, di cui poi è diventato presidente tale Claudio Andrea Gemme, ma dove mantiene un'influenza notevole il vecchio Guidalberto, cos’è?

 

Toh, «All'interno di Confindustria ANIE è l'unica Federazione di primo livello che rappresenta le imprese elettroniche ed elettrotecniche italiane». E ora, indovinate un po’ voi, chi c’è mai tra i 13 soci principali – pardon, comparti merceologici – i cui interessi l’Anie difende a spada tratta dentro Confindustria (e anche fuori)? L’Assoascensori. Ma dai. Proprio quelli che godrebbero come ricci se passasse l’articolo 19bis del DPR supercazzola.

 

ATTIVITA DI LOBBY PRO ASCENSORI SULLA MINISTRA FEDERICA GUIDI DELL ANIEATTIVITA DI LOBBY PRO ASCENSORI SULLA MINISTRA FEDERICA GUIDI DELL ANIE

E non lo diciamo noi, lo dicono loro: nella sezione ''Attività di Lobby'' del sito ufficiale ANIE, troviamo traccia delle pressioni su Stefano Firpo, Capo Segreteria Tecnica del Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi, per incassare ''l'adeguamento degli impianti ascensoristici in considerazione della nuova Direttiva''. Quando si dice la coincidenza, eh…

 

 

 

2. E ARRIVA LA TASSA SUGLI ASCENSORI

Fausto Carioti per ''Libero Quotidiano'' del 17 febbraio 2016

 

La lettera al dipartimento per gli Affari Giuridici di palazzo Chigi porta la firma di Giulio Veltri, capo dell’ufficio legislativo del ministero dello Sviluppo Economico. Raccomanda «l’iscrizione del provvedimento alla prossima riunione utile del preconsiglio dei Ministri» e fa presente che il termine per l’accoglimento della direttiva europea relativa agli ascensori è fissato al 19 aprile 2016. Tempi rapidi, dunque.

 

Federica Guidi Federica Guidi

Seguono 63 pagine di «schema di decreto», di cui Libero ha preso visione. È il provvedimento che ai proprietari di immobili rischia di costare il doppio di quanto risparmieranno con l’abolizione della Tasi sulla prima casa. Se quella garantisce minori esborsi, in media, per circa 200 euro l’anno, questo minaccia di pesare, secondo le stime di Confedilizia, per una cifra «pari al doppio della Tasi stessa»: 400 euro, sempre da calcolare con la media del pollo di Trilussa. La brutta notizia, insomma, è che è in arrivo una sorta di “tassa sull’ascensore”.

 

Una verifica straordinaria (non di nome, ma di fatto) per tutti gli ascensori esistenti in Italia e in servizio nel 1999, cioè la gran parte degli apparecchi oggi in funzione. Al termine del controllo i «soggetti verificatori» potranno prescrivere una serie di interventi di adeguamento, da iniziare entro la successiva verifica periodica, cioè entro due anni; se a questa scadenza gli interventi non saranno stati almeno avviati, il verificatore avviserà l’ufficio comunale «per i provvedimenti di competenza».

 

shining ascensorishining ascensori

Anche se il governo giustifica il provvedimento con l’esigenza di adattarsi alla normativa Ue, Confedilizia fa presente che «l’obbligo in questione non è in alcun modo previsto dalla direttiva europea di cui il decreto costituisce attuazione». Eccesso di zelo? La confederazione della proprietà immobiliare si spinge oltre: «La sicurezza è un mero pretesto, perché cela interessi di alcune categorie che intendono lucrare a spese di condòmini e proprietari di casa». Il riferimento è alle imprese che si occupano di adeguare e ammodernare gli impianti.

 

Quelle associate ad AssoAscensori (Confindustria) contano circa cinquemila addetti e un fatturato in discesa, secondo gli ultimi dati: 2,2 miliardi nel 2014, con un calo del 4,3% sull’anno precedente, dove a scendere è soprattutto il mercato interno, con un brutto -6,3%. La colpa è della solita crisi dell’edilizia: si costruiscono poche case, si installano pochi ascensori nuovi, il mercato langue e le aziende del settore chiedono al governo di poter lavorare sugli impianti esistenti. Che comunque sono moltissimi: oltre novecentomila, un primato mondiale, il 40% dei quali in servizio da oltre trent’anni. Secondo le associazioni che raggruppano queste imprese un simile intervento è ovviamente indispensabile per la collettività.

 

shining ascensori shining ascensori

L’Anacam, che rappresenta oltre quattrocento aziende, sostiene sul proprio sito che «il progressivo invecchiamento del parco ascensori italiano sta determinando un costante aumento degli incidenti: sia di quelli “minori”, sia degli incidenti gravi e di quelli mortali, il cui aumento è facilmente riscontrabile attraverso una rapida lettura della rassegna stampa disponibile su questo sito». A dire il vero il quadro che emerge dalla rassegna stampa dell’Anacam è tutt’altro che preoccupante: in tutto il 2015 non è segnalato alcun evento mortale e sono evidenziati in tutto cinque incidenti, che hanno prodotto otto feriti.

 

ascensori della concordia in acquaascensori della concordia in acqua

Anche AssoAscensori denuncia che «l’invecchiamento crescente degli ascensori in funzione costituisce la principale causa di infortunio per gli utenti e compromette sempre di più la sicurezza del mezzo». Ma i numeri pubblicati dalla stessa federazione indicano un trend positivo: dal 1997 al 2014 il tasso di infortuni si è più che dimezzato, scendendo da 0,50 ogni mille apparecchi a 0,22 (sono inclusi anche scale e marciapiedi mobili), dopo un picco di 0,60 toccato nel 2007. Del resto, ricorda Confedilizia, i controlli sugli ascensori italiani sono già ottimi e abbondanti: ogni sei mesi è prevista la manutenzione del tecnico abilitato o della ditta specializzata e ogni due anni c’è la verifica dell’Asl o dell’Arpa o di un organismo di certificazione.

 

ASCENSORE PANORAMICO jpegASCENSORE PANORAMICO jpeg

E se il manutentore rileva un pericolo deve fermare l’impianto fino a quando non sia stato riparato e informare il proprietario, l’incaricato delle verifiche periodiche e il Comune. Da qui l’appello della confederazione dei proprietari di immobili a Matteo Renzi, affinché non imponga a milioni di famiglie una spesa ulteriore. La risposta giunge dal dicastero guidato da Federica Guidi, che ammette che «i nuovi controlli per il parco ascensori meno recente non sono previsti nella direttiva europea che deve essere approvata», ma in una semplice raccomandazione della Ue.

 

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Quanto ai maggiori costi per i proprietari, ovviamente ci saranno, ma siccome «gli interventi possono essere graduati su un massimo di quattro anni e beneficiano delle detrazioni fiscali previste per gli interventi di manutenzione straordinaria degli edifici», alla fine, assicura il Mise, non vanificheranno il taglio della Tasi. L’ultima parola comunque non è ancora detta, visto che lo stesso ministero avverte che la proposta uscita dai suoi uffici deve ancora essere «condivisa e approvata» dal governo.

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