L’IPOTESI CHE VANNACCI CREI IL SUO PARTITO HA UN EFFETTO DIROMPENTE ANCHE SULLA RIFORMA ELETTORALE – MASSIMO FRANCO: “FINORA, L’IPOTESI DI PALAZZO CHIGI ERA DI FISSARE UNO SBARRAMENTO ALL’INGRESSO IN PARLAMENTO DEI PARTITI CON MENO DEL 3% DEI VOTI: UN MODO PER AIUTARE ‘AZIONE’ DI CALENDA, CHE SI STA AVVICINANDO ALLA MAGGIORANZA. LA VARIABILE VANNACCI, PERÒ, COMPLICA IL PIANO. IL TIMORE CHE UN SUO PARTITINO POSSA RAGGIUNGERE E SUPERARE QUELLA SOGLIA SUGGERISCE DI ALZARE L’ASTICELLA AL 4%. MA QUESTO POTREBBE FAR SALTARE UN ACCORDO CON CALENDA. IL MODO IN CUI IL LEADER DI ‘AZIONE’ ATTACCA SALVINI COME ‘PUTINIANO’ PUO’ PROVOCARE UN IRRIGIDIMENTO DELLA LEGA E UN VETO CONTRO ‘AZIONE’. SONO DINAMICHE CHE INSERISCONO SOSPETTI DI MANOVRE STRANIERE CONTRO LA MAGGIORANZA PER L’APPOGGIO ALL’UCRAINA”
Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”
Matteo Salvini sostiene che vedrà il suo vicesegretario Roberto Vannacci quando lo vorrà, e i giornalisti saranno gli ultimi a saperlo. In più, nega che esista un problema di scissione della Lega. La sensazione […] è che sia il leader all’oscuro dei piani dell’ex generale, proteso verso la formazione di un nuovo partito. […]
[…] Intanto, in vista delle Politiche del 2027 i capi delle regioni a guida leghista sono tentati di presentarsi come candidati. Vogliono rimarcare il peso del Carroccio al Nord, e ridimensionare l’idea che il campione di consensi sia solo Vannacci, con il suo mezzo milione di voti alle Europee del 2024.
Ma la questione non riguarda esclusivamente Salvini e il suo partito. […] E ha un riflesso anche sul modo in cui dovrebbe essere plasmata la riforma elettorale. Finora, l’ipotesi di Palazzo Chigi era di fissare uno sbarramento all’ingresso in Parlamento dei partiti con meno del 3 per cento dei voti: un modo per aiutare formazioni come Azione di Carlo Calenda, che nel dialogo con FI si sta avvicinando gradualmente alla maggioranza. La variabile Vannacci, però, complica il piano.
Il timore che un suo partitino possa raggiungere e magari superare quella soglia suggerisce di alzare l’asticella al 4 per cento. Ma questo potrebbe far saltare un accordo con Calenda. Non solo. Il modo in cui il leader di Azione attacca frontalmente Salvini come «putiniano» promette di provocare un irrigidimento della Lega e un veto contro Azione. Sono dinamiche […] che […] inseriscono elementi di incertezza imprevisti; e sospetti di manovre straniere contro la maggioranza per l’appoggio che continua a fornire all’Ucraina.
Il fuoco di sbarramento preventivo, e per lo più anonimo, che arriva anche da FdI contro l’ex generale filorusso lascia capire come i timori di una competizione all’estrema destra siano trasversali. E questo mentre FI fa sapere con Letizia Moratti che l’ex partito di Silvio Berlusconi guarda oltre i confini del perimetro del centrodestra. […]


