1. ORA, SARÀ CERTAMENTE UN CASO, MA L’ULTIMA PURGA GRILLINA NASCE DALLE CRITICHE DI QUATTRO SENATORI PENTASTELLATI ALLA RECITA DI GRILLOMAO NEL CONFRONTO IN STREAMING CON RENZIE. UNA GARA A CHI BERCIAVA DI PIÙ CHE IL BAMBOCCIO DI FIRENZE NON AVEVA CERTO VINTO, MA CHE ADESSO SI PUÒ DIRE ABBIA STRAVINTO NEI FATTI 2. NON SARÀ MOLTO PRECISO CON I NUMERI E NEPPURE TANTO BRAVO A SPIEGARE IN CONCRETO COME FUNZIONANO GLI ASPIRAPOLVERE CHE VENDE CON LA SUA PARLANTINA INARRESTABILE. MA IL ROTTAM’ATTORE SI È DIMOSTRATO FIN QUI UN UOMO-PIALLA INSTANCABILE 3. SE HA MESSO NEL MIRINO LO STRAVAGANTE DUO CASALEGGIO-GRILLO, LA CUI CAPACITÀ DI LAVORO È UN QUINTO DELLA SUA (E CON IL COMICO GENOVESE CHE SPESSO, ADDIRITTURA SCOMPARE), IL RECINTO DEI VOTI DEL M5S RISCHIA SERIAMENTE DI ANDARE IN MILLE PEZZI. E IL PALAZZO, QUELLO CHE RENZIE DICE DI VOLER ROTTAMARE E DENTRO IL QUALE RACCONTA DI SENTIRSI COME UN LEONE IN GABBIA, LO RINGRAZIERÀ PER SEMPRE

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - ULTIME DAL MOVIMENTO CINQUE ESPELLE
Confinati nel loro sostanzialismo autismo, con all'attivo una sola vera grande battaglia (persa) sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia, i deputati grillini sono riusciti fin qui nell'impresa di far dimenticare alla nazione che rappresentano il 25% di quel 60% di italiani che ancora vota. Tecnicamente, alla Camera, sono il primo partito. Ma non se ne accorge nessuno.

Un anno fa hanno raccolto una montagna di consensi. Consensi ballerini perché non clientelari, ma anche perché poco meditati. Renzie lo sa perfettamente e li sta puntando in modo scientifico. Le uniche sortite azzeccate nei due giorni di dibattito parlamentare sulla fiducia sono state quelle contro i seguaci di Grillomao e del suo tecno-guru Casaleggio. Il Rottam'attore conta di pescare dall'elettorato grillino deluso quei 4-5 punti che presto, molto presto, gli dovrebbero consentire di battere Berlusconi alle prossime elezioni. Elezioni che probabilmente spera di provocare entro fine anno, magari quando il Banana sarà affidato ai servizi sociali.

Ora, sarà certamente un caso, ma deve far riflettere che l'ultima purga grillina nasca apparentemente dalle critiche di quattro senatori pentastellati alla recita di Grillomao nel confronto in streaming con Renzie. Una gara a chi berciava di più che il sindaco di Firenze non aveva certo vinto, ma che adesso che tra i Cinque Stelle va in onda addirittura una scissione, si può dire abbia stravinto nei fatti.

Non sarà molto preciso con i numeri e neppure tanto bravo a spiegare in concreto come funzionano gli aspirapolvere che vende con la sua parlantina inarrestabile. Ma il Rottam'attore si è dimostrato fin qui un uomo-pialla instancabile. Uno che guiderebbe come una Ferrari anche un muletto con i pallet. Il suo segreto è che tiene il piede perennemente premuto sull'acceleratore e non ha la minima paura di schiantarsi.
Se ha messo nel mirino lo stravagante duo Casaleggio-Grillo, la cui capacità di lavoro è un quinto della sua (e con il comico genovese che spesso, addirittura scompare), il recinto dei voti del M5S rischia seriamente di andare in mille pezzi. E il Palazzo, quello che Renzie dice di voler rottamare e dentro il quale racconta di sentirsi come un leone in gabbia, lo ringrazierà per sempre.

Del resto basta leggere oggi come i giornaloni di Lor signori raccontano l'implosione grillina per capire la posta in gioco. Il Corriere titola in prima: "Il movimento di Grillo nel caos. Espulsi 4 dissidenti al Senato. In 10-15 potrebbero lasciare". Dentro, ampio spazio allo psico-folclore: "Fascisti' e ‘cannibali': lo psicodramma a 5 Stelle tra minacce e lacrime. L'assemblea in streaming: ‘Piangevano tutti'. Morra: ‘Siamo all'assedio di Stalingrado'. L'addio di Bencini: ‘Sono disgustata, torno in sala operatoria'. E il senatore Battista, espulso, si sfoga così: "La mia colpa? Nominare il nome di Beppe invano" (p. 3).

La Repubblica dei renziani parla di "clima da psico-setta" (Filippo Ceccarelli, p. 4) e si porta avanti: "La scissione dei dissidenti, pronti i gruppi autonomi. ‘Possiamo sostituire l'Ncd'. L'ipotesi dell'appoggio a Renzi: ‘Siamo 23'. Il civatiano Mineo: se serve possiamo aiutarli a formare un gruppo".

Anche sulla Stampa si legge che "Civati apre la porta ai fuoriusciti. ‘C'è spazio per fare un gruppo'. Uno dei transfughi ammette: ‘Se Pippo avesse più coraggio, saremmo già con lui'" (p. 3). Il Messaggero parla di "rete segreta del premier per rafforzare la maggioranza. Il lungo lavorio di Renzi tramite Giachetti alla Camera e Tocci a palazzo Madama" (p. 5).

2 - SOGNO O SON DESTRO?
Alcune frasi del Rottam'attore, ieri in gita a Treviso, per capire come mai piace tanto al Banana. "Sono tornato rigenerato. Mi basta mettere il naso fuori dal Palazzo e divento un altro" (Stampa, p. 5). "Ragazzi, segnalatemi quello che non va alla casella mail matteo@governo.it. Ogni settimana andrò in una scuola e poi tornerò a Roma a fare i compiti" (Corriere, p. 8). Ai ragazzi delle start-up: "Ciao ragazzi sono Matteo, che fate?" (Messaggero, p. 6).
Ancora in estasi Repubblica: "Per un giorno tutta Treviso è Renzi-town" (p. 6).

3 - L'ARDITA ROTTAMAZIONE DEI NUMERI
Mentre la Repubblica del Sor-genio continua a voltarsi dall'altra parte, la Stampa si dedica alla promessa di Renzie sui debiti della Pa, smontata ieri pezzo a pezzo da Superbonus su questo sito: "Renzi-Padoan, prima grana sui debiti. Il presidente del Consiglio: subito 60 miliardi per pagare le imprese. Ma il ministro non è convinto. Il progetto prevede la cessione di crediti alle banche col sostegno della Cdp" (p. 8).

Repubblica sottolinea: "Padoan sceglie la squadra di Letta per mettere in sicurezza il Tesoro. Anche il Quirinale favorevole all'operazione continuità. Nominati tre funzionari che hanno lavorato con l'ex presidente del Consiglio. E la Guidi ingaggia come consigliere l'ex presidente dell'Enel ed ex ministro Gnudi" (p. 11).

4 - IL DOLCE STIL NOVO A PALAZZO CHIGI
L'apoteosi del nuovo che è avanzato viene raggiunta anche oggi nel toto-sottosegretari. Corriere: "L'ultima trattativa per i sottosegretari. Squadra a quota 45. Il nodo dei fedelissimi Lotti e Guerini. Il rischio di uno slittamento. Moavero non sarebbe disponibile. La richiesta di in posto in segreteria per Fassina o Zoggia. I dossier più delicati su Europa, editoria e comunicazioni" (p. 11).

E il Giornale aggiunge un pizzico di eleganza old style con questa notizia: "Prima grana: indagata il ministro Lanzetta. L'inchiesta a Locri per abuso d'ufficio. Lei replica: ‘Storia vecchia, stanno archiviando" (p. 2).

5 - MONITI DI RE GIORGIO
"Sull'Unione europea serve continuità di sforzo, al di là del cambiamento di governo". Sagge e proficue parole del Presidente, in visita a Catania (Stampa Napolitana, p. 4). Del resto ogni purga richiede "continuità di sforzo".

6 - LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE
"Merkel chiama Alfano nella casa del Ppe: voi responsabili, vince la ragionevolezza. Il vicepremier (sic!) a Berlino: ma la Ue cambi. E lei: capisco il sentimento degli italiani" (Corriere, p. 13). E Francesco Verderami riporta: "E' contenta Angela Merkel, al primo giorno dal suo incidente senza le stampelle, ed è ‘lieta' di ospitare il leader del Nuovo centrodestra nella sede del partito".

Si fa onore anche la Repubblica del Sole che sorge(nia): "Il Pd entra nel Pse e Renzi sarà vice. Assise a Roma per lanciare le europee" (p. 9). Attacco del pezzo: "Sul Partito socialista europeo Matteo Renzi fa seguire le parole ai fatti" (p. 9).

7 - ULTIME DA SORGENIA, L'ENERGIA CHE TI SPREME
I Compagni banchieri di Montepaschi (che tira avanti con i prestiti dello Stato) e di Unicredit stanno perdendo la pazienza con Tessera Numero Uno e la sua Sorgenia. Stampa: "Sorgenia, ultimatum delle banche. ‘Cir versi almeno 150 milioni. Riunione telefonica sul salvataggio del gruppo dell'energia a cui sono stati chiusi i rubinetti. Istituti pronti a convertire parte dei crediti per il risanamento" (p. 28).

Il Giornale annuncia: "Sorgenia, banche pronte alla prova di forza. Gli istituti creditori minacciano di prendere il controllo della società energetica in difficoltà. Obiettivo: costringere Cir a versare 150 milioni" (p. 20). Il Sole alza le cifre: "Sorgenia, aumento da 200 milioni. Rocapitalizzazione allo studio del board. Ipotesi stralcio di debiti per circa 450 milioni" (p. 29).
Intanto su Repubblica in alto i calici: "L'Espresso chiude il 2013 in utile nonostante la crisi" (p. 23). Giornalisti e prepensionandi più tranquilli.

8 - NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
Sarà perché hanno registrato con un certo terrore il grado di pressapochismo del nuovo governo sull'utilizzo della Cdp, della quale sono azionisti anche loro, ma la sensazione è che i banchieri nostrani abbiano dei dubbi nel chiedere la garanzia statale alle bad bank che stanno montando. Oggi esce allo scoperto in questo senso, abbastanza a sorpresa, Carlo Messina, che ovviamente dice parlare solo per Ca' de Sass: "Non so per il sistema, ma per Intesa Sanpaolo non esiste il problema" (Corriere, p. 31)

Intanto si riapre la guerra al Monte dei Pacchi di Siena: "Advisor legale al lavoro per valutare l'azione per danni contro la Fondazione azionista" (Corriere, p. 31). Sarà un caso, ma ultimamente le foto da vamp di Antonella Mansi sono state sostituite con immagini preoccupate e preoccupanti.

 

GRILLO E CASALEGGIO ARRIVANO A ROMA GRILLO E CASALEGGIO esizer RENZI E GRILLO a bbed a aee b ae aad Beppe Grillo al termine dellincontro con Matteo Renzi b f b fc f ac b e c ac renzi e berlusconi italicumRENZI E BERLUSCONI A CENA RENZI E PADOAN Richy Sospisio Paolo Vigevano e Piero Gnudi LORENZO GUERINIMARIA CARMELA LANZETTABERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS CARLO MESSINA E FRANCESCO MICHELI ALLA PRIMA DELLA SCALA 2013sorgenia LOGO

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