volodymyr zelensky vladimir putin

L’UNICA SPERANZA PER ZELENSKY È…PUTIN – SOLO “MAD VLAD” PUÒ SABOTARE IL PIANO DI PACE MEDIATO DA TRUMP, COME FECE DOPO L’INCONTRO DI FERRAGOSTO IN ALASKA. IERI LO ZAR DEL CREMLINO SI È PRESENTATO IN MIMETICA AI CITTADINI, DAVANTI A UNA SCRITTA “VINCE CHI COMBATTE”. DUNQUE NON CHI NEGOZIA – LA BOZZA È MOLTO FAVOREVOLE A MOSCA, MA CI SONO DELLE “LINEE ROSSE” CHE PUTIN HA SEMPRE DETTO DI NON VOLER OLTREPASSARE: LE GARANZIE DI SICUREZZA SIMIL-NATO A KIEV E LO SBLOCCO DI 100 MILIARDI DI ASSET RUSSI CONGELATI

L'OPERAZIONE DI MOSCA FRA IL PIANO DI PACE E GLI ANNUNCI IN GUERRA

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

VOLODYMYR ZELENSKY E VLADIMIR PUTIN COME PUGILI SUL RING - FOTO CREATA CON GROK

Il Cremlino continua a dire di non aver visto il piano in ventotto punti che giovedì è stato presentato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky per porre fine alla guerra. Eppure nel piano i russi hanno lasciato diverse impronte, i ventotto punti presentano diversi aspetti a favore di Mosca, anche se non tutto segue le proposte massimaliste che fino a questo  momento sono state  esposte da Vladimir Putin e dal  ministro degli Esteri Sergei Lavrov.

 

Una mano russa c’è, ma non è la solita. E’ anche una mano non abituata a redigere documenti diplomatici. E’ stato l’uomo d’affari Kirill Dmitriev ad aiutare l’inviato americano, Steve Witkoff, a mettere giù la bozza, ma dal Cremlino  continuano a negare di aver ricevuto aggiornamenti diversi dal piano  pubblicato ovunque.

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

 

Il 27 novembre, una delegazione americana, non si sa ancora composta da chi, andrà a Mosca e allora il Cremlino studierà il piano con le proposte ucraine. Per ora sembra non avere fretta […].

 

Alcuni punti, fra i ventotto, differiscono dalle volontà di Mosca, per esempio sulle garanzie di sicurezza. Nell’agenda del Cremlino, il messaggio di pace è tenuto basso, vengono privilegiate altre notizie e immagini. Per questo Putin giovedì si è mostrato in uniforme, assieme al suo capo di stato maggiore Valeri Gerasimov, per annunciare la caduta della città ucraina di Kupjansk, che si trova nella regione ucraina  di Kharkiv.

 

ushakov - lavrov - putin. - trump - rubio - witkoff - summit anhorage, alaska

Gli ucraini hanno negato, hanno detto che Kupjansk non è stata occupata – i russi usano il termine  “liberata”: “Unità del gruppo Zapad hanno liberato la città di Kupjansk e continuano a dare il colpo di grazia alle Forze armate ucraine accerchiate sulla riva sinistra del fiume Oskol”, ha detto Gerasimov.

 

[…] Il Cremlino […]  mostra ai russi di essere determinato ad andare avanti nei combattimenti. Oggi Putin ha convocato il Consiglio di sicurezza, ha detto di essere pronto ai colloqui ma ha preso tempo: “Ci vorrà   una discussione approfondita di tutti i dettagli del piano proposto”, ha detto il capo del Cremlino, enunciando le vittorie in battaglia, anche quelle false o non ancora ottenute, come  Pokrovsk, la città nella  regione di Donetsk, per la quale Mosca combatte da oltre anno.

Putin Trump

 

Il messaggio di Putin ai suoi cittadini è di tenersi pronti per altra guerra, per andare avanti con i combattimenti, per questo si mostra in divisa. Il piano di Trump è   tagliato su misura delle richieste di Mosca e a tratti anche tradotto dai messaggi che Dmitriev potrebbe aver mandato a Witkoff, ma alle proposte ragionevoli che gli ucraini avanzano, i russi, soprattutto sulle garanzie di sicurezza, potrebbero continuare a rispondere di “no”. Nella stanza in cui Gerasimov ha comunicato a Putin la falsa presa di Kupjansk c’era una scritta: “Vince chi combatte”. Non chi negozia.

 

ARMI ALL UCRAINA - VIGNETTA BY ANDREA BOZZO - IL GIORNALONE - LA STAMPA

DALLE GARANZIE AI TERRITORI: SORRIDE SOLO PUTIN

Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

Vladimir Putin fa il pieno. Il «progetto Trump» recepisce praticamente tutte le sue richieste. Totale controllo del Donbass, Ucraina fuori dalla Nato a tempo indeterminato e, soprattutto, piena riabilitazione politica. Con tanto di invito a rientrare nel G8, malgrado il mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale che pende sulla sua testa.

 

Ma, in prospettiva, Putin si trova, per la prima vota dall’inizio della guerra, costretto ad accettare vincoli che aveva finora rifiutato. Il più importante di tutti: le «garanzie di sicurezza» concesse da Donald Trump all’Ucraina.

 

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - CASA BIANCA, 17 OTTOBRE 2025 - FOTO LAPRESSE

[…]  Come aveva proposto il governo italiano, tra lo scetticismo generale, bisogna ammetterlo, la Casa Bianca offre a Kiev una protezione simile all’articolo 5 della Nato. È un passaggio fondamentale che non c’era nella versione del piano diffusa ieri dai media. […] I partner citati sono il Regno Unito, la Francia, la Germania, la Polonia, la Finlandia. L’Italia, almeno qui, non compare. Ed è una circostanza curiosa, visto che, appunto, era stato proprio l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ad avanzare l’idea.

 

[…] Suscita sconcerto leggere nelle prime righe che viene riconosciuta «la sovranità» dell’Ucraina e poi, qualche paragrafo dopo, scoprire che Zelensky dovrà rinunciare anche a una quota del territorio tuttora sotto il controllo del suo esercito, nonostante le perdite umane e il grande sforzo economico.

 

putin zelensky macron

Se ne va tutto il Donbass, cioè un pezzo dell’identità storica dell’Ucraina e anche del suo profilo economico. Putin ha rinunciato solo a qualche spicchio di territorio, rispetto ai programmi iniziali, nei distretti di Kherson e di Zaporizhzhia, dove sorge la centrale nucleare un tempo più grande d’Europa. I russi otterranno il 50% dell’energia prodotta dall’impianto: un altro clamoroso premio all’uso della forza usata anche per minacciare un possibile disastro nucleare.

 

[…]  Al momento, il bilancio politico di Zelensky è, quindi, negativo, ma non catastrofico come pure ci si poteva aspettare. Non è stato consultato nel corso delle trattative. […] A quanto sembra, però, potrebbe contare sulle garanzie di sicurezza, inseguite da tre anni e sul ritorno dei prigionieri e dei bambini rapiti dall’esercito russo.

 

DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN

[…]   Ma su Zelensky, Trump ha posto un’ipoteca micidiale, imponendo le elezioni entro 100 giorni dalla firma del piano. Il confronto è facile, quasi irridente: Putin riabilitato, di nuovo al tavolo del G8. Zelensky costretto a seguire l’agenda politica dettata da Washington e da Mosca. Nel momento peggiore per lui, assediato dagli scandali e dalla corruzione nel suo governo. […]

 

O così, oppure fate da soli. Anzi, proseguite la guerra con gli europei. Zelensky dovrà subire anche la riduzione di un quarto delle forze armate: da circa 800 a 600 mila soldati. Ma il flusso di armi si è fermato. Da mesi non arriva quasi più nulla sul campo di battaglia.

 

donald trump volodymyr zelensky alla casa bianca

E, ora è evidente, l’unica sponda rimasta è quella degli alleati nel Vecchio Continente. […] Già gli europei. […] L’Europa rischia di uscire schiantata da questa vicenda. Con una sola riga del documento, Trump, accogliendo anche qui le sollecitazioni di Putin, azzera due anni di sforzi condotti dal britannico Kier Starmer e dal francese Emmanuel Macron. Non ci saranno truppe straniere sul territorio ucraino.

putin trump

 

Tantomeno quelle della «coalizione dei volenterosi», a guida franco-britannica. Agli europei la Casa Bianca riserva solo il conto da pagare se si vuole continuare a inviare armi all’Ucraina e pochi spazi, o forse alcuno spazio, per i business del futuro: dallo sfruttamento delle terre rare in Ucraina agli «investimenti congiunti tra Usa e Russia», evidentemente già programmati.

vladimir putin e donald trump - meme by 50 sfumature di cattiveria VOLODYMYR ZELENSKY VLADIMIR PUTIN

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...