meloni macron merz sanchez

L’UNITÀ EUROPEA DURA MEZZA GIORNATA – GIORGIA MELONI SI ACCODA A FRANCIA, GERMANIA E REGNO UNITO PER UN “COORDINAMENTO” SULLA GUERRA IN IRAN, MA PEDRO SANCHEZ FA GHOSTING AL CANCELLIERE TEDESCO FRIEDRICH MERZ: SECONDO LO “ SPIEGEL”, IL PREMIER SPAGNOLO NON RISPONDE AL COLLEGA CRUCCO - RISULTATO? IL SOLITO CONFUSO CAOS DOVE OGNUNO VA PER SÉ, E IL VECCHIO CONTINENTE RESTA SPETTATORE DI FRONTE AGLI STRAPPI DI TRUMP...

IRAN: MELONI, AVANTI CON RACCORDO CON FRANCIA, GERMANIA E UK

GIORGIA MELONI - EMMANUEL MACRON - FOTO LAPRESSE

(ANSA) -  "Ho anche promosso un coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito. Con il Cancelliere Merz, il Primo Ministro Starmer e il Presidente Macron abbiamo avuto modo di sentirci più volte, in questi giorni, per condividere le valutazioni sull'evoluzione della crisi e coordinare le rispettive risposte nazionali, a fronte di ripercussioni globali sia sul piano economico che sul piano della sicurezza, inclusa quella energetica e alimentare.

 

Siamo determinati a mantenere questo raccordo per calibrare tempestivamente le strategie comuni e non risparmiare alcuno sforzo, d'intesa con i partner regionali, nel favorire iniziative che riportino stabilità nell'area. In questo quadro, vedo tre direzioni principali per la nostra azione immediata". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

 

friedrich merz giorgia meloni foto lapresse

SPIEGEL, 'MERZ CERCA SANCHEZ SUL CELLULARE MA LUI NON RISPONDE'

(ANSA) - Berlino e Madrid non riescono ancora a chiarire. Anzi. Secondo lo Spiegel, Pedro Sanchez non avrebbe risposto al cellulare a diversi tentativi di contatto da parte del cancelliere Friedrich Merz, venerdì scorsi, dopo il gelo calato fra le capitali per gli attacchi di Donald Trump nello studio Ovale, lasciati passare senza alcuna difesa, almeno pubblica, da parte del Kanzler.

 

E le spiegazioni, a questo punto, potrebbero essere due. Il governo spagnolo ha fatto sapere che il premier cambia continuamente numero di cellulare (per motivi di sicurezza) e questo potrebbe spiegare la mancata comunicazione. A Berlino, stando al magazine, si sospetta invece che il leader spagnolo non abbia alcuna voglia di rispondere, dal momento che in questa fase si sta posizionando come voce anti-Trump in Europa.   

 

FRIEDRICH MERZ DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA

"La partnership e l'amicizia tra Germania e Spagna sono solide", ha risposto anche oggi alle domande dei giornalisti in conferenza stampa il portavoce del governo tedesco, Stefan Meier, che ufficialmente nega ogni attrito e perfino la difficoltà di contatto fra i leader. Ci sono forti interessi comuni sulle politiche energetiche e sul commercio, ha aggiunto e "i contatti sono possibili ogni volta che questo è necessario".   

 

L'attrito risale all'incontro pubblico di Trump e Merz, della settimana scorsa, quando il presidente americano era arrivato a minacciare Madrid sui dazi, a causa delle reticenze sull'aumento delle spese per la Nato, e Merz non aveva difeso il partner europeo, sollevando molte critiche, in Germania come in Spagna. A Washington il cancelliere aveva però affermato di aver difeso Sanchez nel suo incontro bilaterale a porte chiuse con l'inquilino della Casa bianca, anche per non provocare una escalation.

 

VERTICE ALLA CASA BIANCA CON DONALD TRUMP VOLODYMYR ZELENSKY E I VOLENTEROSI

IRAN: MELONI, DISPONIBILE A TAVOLO CON OPPOSIZIONI A PALAZZO CHIGI

(ANSA) - ROMA, 11 MAR - "Sono disponibile a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi. Aspettavo di fare questo confronto in Aula. Da domani sono più che disponibile ad affrontare questa stagione confrontandomi con le opposizioni anche per le vie brevi". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, riferendosi alla crisi in Medio Oriente.

 

LA SCORTA PER HORMUZ

Estratto dell’articolo di Sara Tirrito per “la Stampa”

 

GIORGIA MELONI BACIA KEIR STARMER - VERTICE PRE L UCRAINA A LONDRA

Tutta l'economia mondiale continua a guardare verso Hormuz, lo specchio d'acqua di 21 miglia che sta influenzando la geopolitica e i mercati dall'inizio della guerra in Iran. Il petrolio oscilla nelle quotazioni di ora in ora, con il Brent tornato ieri intorno ai 90 dollari al barile dopo il picco dei 120 dollari raggiunto due giorni fa. A far muovere gli indicatori sono anche le parole dei leader politici, che cercano di fornire rassicurazioni.

 

La prima ieri è arrivata da Londra, dopo una telefonata della sera precedente tra il primo ministro britannico Keir Starmer, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

 

a teheran piove petrolio 1

Con una nota, Downing Street ha spiegato che i Paesi stanno pensando di scortare i carichi di petrolio e gas che attraversano Hormuz, e intendono «lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran».

 

I tre hanno sottolineato «l'importanza vitale della libertà di navigazione» e concordato un coordinamento nei prossimi giorni per gestire la sicurezza della navigazione commerciale nell'area. L'annuncio è arrivato quando già il presidente francese Emmanuel Macron aveva avanzato la proposta di una missione difensiva europea per scortare le petroliere attraverso Hormuz. Ma, nonostante l'annuncio di Londra, l'Italia ha un approccio prudente.

 

navi in attesa di poter passare per lo stretto di hormuz

[…] La linea è quella della de-escalation, ma nelle ultime ore il governo ha frenato sull'ipotesi "scorta navale" lanciata dal Regno Unito, lasciando intendere che i Paesi europei per il momento stanno dialogando, e invitando a non sovrainterpretare le telefonate con Uk e Germania. In particolare, Chigi vuole scongiurare il rischio che le scorte diventino un bersaglio, un pull factor, per gli attacchi alle navi.

 

L'eventuale patto servirebbe invece a proteggere le imbarcazioni che trasportano le riserve energetiche dirette in Europa con le flotte della marina militare dei Paesi che aderiscono al piano. Un ruolo di deterrenza, che tuttavia richiede innanzitutto la disponibilità da parte delle imbarcazioni cargo di attraversare lo Stretto durante il conflitto, e poi quella della Difesa europea.

 

ROTTE ALTERNATIVE ALLO STRETTO DI HORMUZ -

La posta in palio è una buona fetta del 20% di risorse che transita da Hormuz. La chiusura ha già causato il crollo del 90% delle rotte di navigazione dall'inizio del conflitto. Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis ha definito la situazione «estremamente volatile», e a mostrare tutta la fragilità del mercato in queste ore non sono soltanto le altalene nelle quotazioni, ma anche le posizioni delle principali aziende energetiche del mondo.

 

[…]

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