fulvio abbate la russa pasolini

“LA RUSSA NON HA I ‘TITOLI CULTURALI’ PER AFFRONTARE PASOLINI – FULVIO ABBATE REPLICA AL PREDIDENTE DEL SENATO CHE SI ERA DETTO IRRITATO PER LE CRITICHE DELLO SCRITTORE AL CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE E DAL "SECOLO D'ITALIA" DEDICATO A "PASOLINI CONSERVATORE" – “MI SPIACE CHE LA RUSSA ABBIA TRAVISATO IL NODO DELLE MIE PAROLE PER INSINUARE CHE NOI "COMUNISTI" SAREMMO "RADICAL CHIC". NEL MIO CASO, RISPONDO CHE SI DEVE ALLA MIA PERSONA IL LEMMA AMICHETTISMO. NON PRETENDO DI RAPPRESENTARE "LA SINISTRA", SEMMAI UNICAMENTE FULVIO ABBATE NELLA SUA INDIVIDUALITÀ"

Dall’account Facebook di Fulvio Abbate 

 

fulvio abbate

Mi segnalano l'irritazione del presidente del Senato, Ignazio La Russa, per le parole da me espresse su "Teledurruti", e riprese ieri da Concetto Vecchio che mi ha intervistato sulle pagine di "la Repubblica", circa la sua partecipazione al convegno organizzato dalla Fondazione Alleanza nazionale e dal "Secolo d'Italia" dedicato a Pier Paolo Pasolini "conservatore".

 

Sento in dovere di ribadirle: reputo che La Russa non abbia "titoli culturali" per affrontare Pasolini, non che non possa avere opinioni pubbliche sullo scrittore, la mia obiezione riguarda infatti che a La Russa siano state affidate le "conclusioni" del convegno in questione.

 

Quanto invece al fatto che la destra possa sentirsi legittimata ad affrontare PPP, come ho altrettanto laicamente detto, non credo ci sia in questo nulla di scandaloso, essendo Pasolini uno scrittore problematico, dunque non può esistere un'ipoteca sulla sua figura e storia, resta però che Pasolini era espressamente comunista, antifascista e riteneva che un intellettuale dovesse essere una "contestazione vivente" contro il potere, la borghesia e l'uomo medio, da egli ritenuto, come fa dire a Orson Welles nel film "La ricotta":

 

FULVIO ABBATE LA RUSSA PASOLINI

"Un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, colonialista, schiavista, qualunquista". Tutte categorie deteriori, queste, che la destra, geneticamente, storicamente, di fatto, non ha mai messo in discussione.

 

Mi spiace che La Russa abbia travisato il nodo delle mie parole per, ancora una volta, insinuare che noi "comunisti" saremmo "radical chic", perché così suona il sottinteso delle sue obiezioni. Nel mio caso, rispondo unicamente a me stesso, come ogni hidalgo che voglia essere tale, e che si deve alla mia persona il lemma amichettismo, non pretendo di rappresentare "la sinistra", semmai unicamente Fulvio Abbate nella sua individualità di persona. 

convegno pasolini conservatore - fondazione an

 

LA RUSSA E IL CASO PASOLINI: DA SINISTRA LA SOLITA SPOCCHIA, ABBIAMO GIÀ I NOSTRI NOMI 

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

È un convegno organizzato per domani al Senato dalla fondazione Alleanza nazionale su Pier Paolo Pasolini nel cinquantenario della sua morte, e fa già molto discutere. 

 

Perché si intitola «Pasolini conservatore», perché c’è chi ci vede una appropriazione del grande intellettuale nelle file della destra, e perché — dopo il dibattito con interventi di esperti bipartisan — a concluderlo sarà Ignazio La Russa. 

 

«Che c’entra lui con Pasolini? Che titolo culturale ha per parlarne?», si è chiesto lo scrittore e giornalista Fulvio Abbate, su Repubblica . E questo ha fatto irritare non poco il presidente del Senato. Non tanto perché, da padrone da casa a Palazzo Madama, si sente di poter intervenire ad un evento per chiudere i lavori, ma perché in atteggiamenti di questo tipo vede un «problema» vecchio e uno nuovo, ancora più «malizioso e fastidioso». 

 

pier paolo pasolini

Il primo è più generale: «Che ci si possa sorprendere o anche infastidire perché la destra partecipa ad un dibattito culturale su chiunque indipendentemente da come la pensi, come se fosse una prerogativa e un diritto solo della sinistra, come fossero gli unici a potersi esprimere, ci dice molto sulla presunzione di un certo mondo, sulla spocchia di certi ambienti nutriti di “amichettismo”». 

 

ignazio la russa da salt bae 1

Ora in più, si lamenta La Russa «c’è questa sorta di accusa di volerci noi appropriare di figure che ritengono loro, perché siamo al governo e — dicono — ci servirebbe in qualche modo a rafforzarci, a renderci più credibili agli occhi dell’opinione pubblica, a conquistare più consensi. E questo è veramente fuori dal mondo». 

 

Però chiedersi cosa c’entri la destra con Pasolini, che è stato considerato in vita un deviato per la sua omosessualità, insultato, messo all’indice, e che certo non si è mai dichiarato di destra, questo sarà lecito? «Di Pasolini a destra abbiamo sempre parlato — premette La Russa —, chi male e chi bene. 

 

 

(...) 

Il punto è proprio che molti pensano stiate strumentalizzando figure non «vostre» per allargare un Pantheon in cui grandi nomi mancano. «Accusa insensata. Ripeto, se vuole le elenco i tanti nomi del nostro Pantheon.

fulvio abbate premio strega 2025

 

Poi le do due motivi. Il primo è che dibattere e cercare quello che piace e interessa anche a chi non è strutturale al proprio movimento politico è sempre stato esercizio diffuso nella destra, soprattutto della mia generazione. Io leggo e leggevo di tutto, come ora, ascoltavo le canzoni di De André, di De Gregori (peraltro una bellissima, Il cuoco di Salò ...).

 

ignazio la russa da salt bae 2

Proprio perché non avevamo molti artisti o scrittori che si dichiaravano di destra, cercavamo cultura ovunque, ci mescolavamo, ci interessava tutto. Più di loro che comunque il tentativo di parlare da sinistra di Gentile, D’Annunzio e perfino del controverso Celine a volte lo hanno fatto». 

 

Poi, nel merito, «Pasolini è stato mirabilmente descritto in un articolo di Veltroni sul Corriere della Sera : più che un conservatore, che non ritengo fosse, era un irregolare. Nella vita come nella creazione artistica. Gli Scritti corsari , che io ho letto a differenza di altri che ne parlano senza averli letti, sono un inno alla irregolarità del pensiero, alla complessità delle posizioni, una rivolta contro schemi pre-costituiti». 

 

anna magnani pier paolo pasolini ph archivio magnani

Basta pensare alla famosa critica nei confronti degli universitari borghesi di Valle Giulia, quell’«“io sto con i poliziotti” perché figli di proletari», o perfino il ritorno alla natura («Che è un tema molto caro alla destra ecologista, come scelta praticata prima che come vessillo politico»), la rivolta contro il consumismo che si affacciava assieme al ’68, l’elogio di Ian Palach, e «il no all’aborto».

 

E «non trascurerei l’assassinio del fratello antifascista da parte dei partigiani rossi». Ma La Russa non arriva a fare di Pasolini una bandiera: «No, perché non lo era. Era comunista, antifascista, ma appunto fuori dai dogmatismi schematici e dal concetto pietrificato di amico-nemico. Una figura estremamente interessante, che credo vada anche studiata dai giovani, soprattutto gli Scritti corsari »

 

Resta la domanda: lei che titolo ha per parlare di Pasolini? 

 

pier paolo pasolini

«Posso parlarne da persona che nell’85 da direttore di Radio University, la seconda radio politica nata in Italia dopo Radio popolare, organizzò un ampio dibattito su Pasolini. Sicuramente ne posso parlare almeno quanto il “signor Abate” (non so se con una o due b), del quale ricordo forse alcuni articoli sull’ Unità ma non conosco i libri e non credo di essere il solo...». 

fulvio abbatepasolini idroscalopasolini a casa di anna magnani

 

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