“LE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA SAREBBERO UNA SCIAGURA” – CORRADO AUGIAS ESORTA SCHLEIN E CONTE A FARE UN PASSO INDIETRO, EVITANDO I GAZEBO PER INDIVIDUARE UN TERZO NOME – "C’È QUALCUNO CHE DAVVERO CREDE POSSIBILE CHE LA PARTE SCONFITTA NELLA SCELTA DEL SUO CANDIDATO VOTEREBBE ALLE VERE ELEZIONI IL CANDIDATO VINCENTE DELL’ALTRA PARTE? QUALE ESEMPIO DAREBBERO I CONTENDENTI SE ACCETTASSERO DI FARSI DA PARTE CON UN GESTO DI INDISCUTIBILE NOBILTÀ. NEL CASO CONTRARIO, QUALE CONDANNA MORALE GLI PESEREBBE ADDOSSO SE CONSEGNASSERO LA REPUBBLICA AI SUOI AVVERSARI PER NON AVER SAPUTO RECEDERE DALLA LORO RIVALITÀ..."
Corrado Augias per la Repubblica - Estratti
Elly Schlein e Giuseppe Conte2
Credo anch’io che le primarie fatte nell’atmosfera che regna in generale nel Paese, compreso il centro-sinistra, sarebbero una sciagura. Le primarie fatte oggi hanno poco a che vedere con la festa di popolo che sono state anni fa, quando venne introdotta questa procedura di preselezione elettorale.
Era diversa l’atmosfera, meno accese, meno egoistiche, cioè più politiche, le rivalità, più chiare le distinzioni tra i vari contendenti, tutti collocabili tra l’altro all’interno di uno schieramento che a pieno titolo, anzi con un certo orgoglio, si definiva di centrosinistra, al massimo di centro-sinistra con il trattino.
Questo, tra l’altro, mi porta a dire che la dizione vagamente funerea "campo largo” è la prima ipocrisia che bisognerebbe avere il coraggio di abolire. Torno al punto, dicevo: sciagura. Allo stato delle cose le primarie sono solo un povero espediente per rimandare a domani decisioni che non si ha il coraggio, la forza, la capacità, la voglia, di affrontare oggi. La festosa fotografia dei coalizzandi riuniti attorno ad un tavolo, politicamente vale zero.
Ammettiamo comunque che le primarie si facciano — come probabilmente sarà. C’è qualcuno che davvero crede possibile che la parte sconfitta nella scelta del suo candidato voterebbe alle vere elezioni il candidato vincente portato dall’altra parte? Sarebbe un gesto generoso, lungimirante, porterebbe verosimilmente alla vittoria del centro-sinistra.
Ma non avverrà; gli sconfitti di Conte o della Schlein non voterebbero mai, o solo pochi e di malavoglia, il rivale vincente. Lo affermo con buona sicurezza in base ad un elementare percorso logico. Se così non fosse perché non tentarla adesso una possibile sintesi? Siamo alla vigilia della vera campagna elettorale, periodo in cui prevale sempre l’aspetto peggiore della politica. Non si fa perché è difficile, non si fa per carità di patria, diciamo. Ma un passo difficile oggi tra qualche mese diventerà praticamente impossibile.
IL FILO CONTE - UNA MATASSA INTRIGATA - VIGNETTA BY GIANNELLI
Ricordo questo elemento perché ci troviamo oggi in una di quelle fasi storiche in cui ogni decisione presa sia da chi elegge sia da chi potrebbe essere eletto, dovrebbe considerare in primo luogo la gravità della situazione. Siamo di fronte ad una evidente deriva autoritaria, vengono lese le prerogative del parlamento, è minacciata la libertà di stampa (riassumo così l’articolo 21 della Costituzione), dobbiamo temere che alla massima magistratura della Repubblica salgano un uomo o una donna che ignorano o disprezzano i valori costituzionali e di tutela democratica che quel documento racchiude, che quella carica deve incarnare.
Non esito a dire che attraversiamo un momento di vera emergenza democratica. Mai Berlusconi, per citare un pessimo presidente del Consiglio, era arrivato a tanto. Le sue mire si limitavano alla protezione delle sue aziende, alla ricerca di posti per i protetti e le protette. Alla possibile meta del Quirinale non ha mai creduto davvero nemmeno lui.
GIUSEPPE CONTE NICOLA FRATOIANNI ANGELO BONELLI ELLY SCHLEIN
È una ragione in più che dovrebbe spingere i leader degli attuali movimenti di centro-sinistra a trovare un accordo su pochi punti fondamentali. Anche un semianalfabeta politico come me vede benissimo quali sono. Al primo posto metterei il bisogno di sicurezza ormai diffusissimo. Le statistiche dicono che i reati sono in diminuzione. Ammettiamo che sia vero. Le statistiche comunque valgono poco quando un senso imprecisato di pericolo si diffonde in questa misura.
Elly Schlein e Giuseppe Conte3
So benissimo che sotto l’apparente semplicità di questa affermazione si nasconde in realtà il terribile nodo di ogni scelta politica sempre fondata anche su ambizioni e rivalità personali. Lessi anni fa una bella definizione di che cosa renda tale un vero statista. Il vero statista, cito a memoria, è colui che sa portare avanti le proprie ambizioni insieme all’interesse generale della cosa pubblica. Non esistono il politico o la politica totalmente disinteressati “per la contradizion che nol consente”, come diceva padre Dante.
Esistono però i rappresentanti politici che messi di fronte alla gravità del momento sono capaci di farsi momentaneamente da parte, accettando per esempio la presenza di un terzo che stemperi e appiani con autorevolezza le possibili divergenze.
Quale esempio darebbero i contendenti se accettassero un’ipotesi del genere con un gesto di indiscutibile nobiltà. Aggiungo: quale futuro assicurerebbero a sé stessi di qui a qualche anno. Nel caso contrario, quale condanna morale gli peserebbe addosso se consegnassero la Repubblica ai suoi avversari per non aver saputo recedere dalla loro rivalità.
Corrado Augias 22
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