letta marcucci

“LETTA? E' SBAGLIATO PROPORRE TASSE. E BASTA SMARCARSI DA DRAGHI” – ANDREA MARCUCCI, QUINTA COLONNA RENZIANA NEL PD, DEMOLISCE LE MOSSE DI ENRICHETTO: "LO IUS SOLI? IO SONO PIÙ FAVOREVOLE ALLO IUS CULTURAE. IL BOTTA E RISPOSTA CON SALVINI? PROBABILMENTE È PIÙ FACILE INDIVIDUARE UN NEMICO" - "MI È STATO CHIESTO DI DIMETTERMI DA CAPOGRUPPO PER FAR LARGO ALLE DONNE E ORA TRA I CANDIDATI SINDACI DEL PD NON C'È UNA DONNA…"

Elisa Calessi per “Libero quotidiano”

 

matteo renzi andrea marcucci

È un «errore» proporre una nuova tassa. Così come «certe prese di distanza» dal governo Draghi, fare proposte «senza concordarle» o senza preoccuparsi che siano «approvate». Tutte cose che puntano più al «posizionamento» che ad altro.

 

Andrea Marcucci, ex capogruppo al Senato del Pd, va al cuore del dilemma che, in questi giorni, attraversa i dem: essere "draghiani" o non esserlo? E soprattutto: chi vogliamo essere?

 

Partiamo da lei: come si vive da semplice senatore?

ENRICO LETTA - PH MASSIMO SESTINI

«Fare il capogruppo è un ruolo di grande responsabilità, ma l' ho vissuto con grande felicità. Dopo di che da senatore semplice si vive più facilmente. Ci si occupa del territorio, la nostra missione».

 

Quando si perde un ruolo, in genere molti amici si eclissano. Le è successo?

«In verità no. Nel gruppo del Senato ho amici veri, tra cui la nuova capogruppo».

 

Draghi, invece, ha sempre meno amici nel Pd. Le piace questo Pd più di lotta che di governo?

andrea marcucci redditometro dei politici le iene

«Io mi sono emozionato ascoltando Draghi, sia nelle consultazioni, sia nel discorso di insediamento al Senato, perché ho trovato una grande vicinanza con noi, tanto da poter dire "questo è il nostro governo". Quindi mi sorprendono certe prese di distanza che spesso mi sono sembrate più di posizionamento».

 

Forse perché Letta teme l' effetto Monti, un Pd appiattito sul governo?

«La vicenda del governo Monti è storicamente molto diversa e i due personaggi non simili. Noi ci avviamo, dopo una crisi drammatica, a un periodo di rinascita del Paese. È una grande opportunità: essere propositivi in questo governo, metterci il nostro timbro, sarebbe la scelta vincente».

renzi marcucci

 

Non c' è il rischio di morire di responsabilità?

«Noi non ci possiamo accontentare di essere il partito della responsabilità. Dobbiamo essere il partito delle idee, della modernità, della svolta green, vivere come grande opportunità le chance che ci dà questo momento, grazie ai fondi ottenuti anche dal Pd».

 

Cosa pensa del tentativo del ministro Orlando, stoppato da Draghi, di prorogare il blocco dei licenziamenti?

«Trovare un equilibrio, in una fase difficile, per tutelare chi rischia il posto di lavoro, è giusto, così come rilanciare le imprese. Aiutando le imprese, si aiuta il lavoro. Se c' è stato un errore, è stato di non concordare la proposta. Essendo un governo complesso bisogna affrontare i temi in maniera collegiale e riuscire con il convincimento, piuttosto che con l' astuzia politica».

zingaretti marcucci

 

Anche la dote ai 18enni non ha convinto Draghi. Lei cosa ne pensa?

«Io penso che in questa fase proporre una nuova tassa sia stato un errore. Bisogna fare una proposta fiscale complessiva, che preveda anche di ridurre le sperequazioni e il prelievo fiscale in generale. Le ripeto, però, proporre, in questa fase, una nuova tassa è stato un errore».

 

È una cosa di sinistra, secondo molti.

«Penso che i tempi e i modi non siano stati opportuni. Credo sia importante aiutare i giovani a fare impresa, a creare lavoro. E poi la tassa di successione secondo me deve escludere tutto il patrimonio immobiliare. Lanciare il messaggio all' Italia "il Pd propone una nuova tassa", secondo me è sbagliato».

 

Il segretario del Pd ha riproposto anche lo Ius Soli. Ha fatto bene?

andrea marcucci matteo renzi 1

«Io sono più favorevole allo Ius Culturae, ma al di là dei dettagli, sono d' accordo. Però creare aspettative, senza prendere atto del quadro parlamentare, mi sembra un po' avventato. Serve per compattare il nostro elettorato? Non lo so, se si fanno delle proposte al governo e al Paese bisogna avere anche la capacità di creare le condizioni perché vengano approvate».

 

È evidente che Letta sta cercando di dare una identità al Pd. La convince?

«Io credo che l' identità che si dovrebbe dare è quella originale: mettere insieme i migliori riformismi del nostro Paese. L' identità che a me piace è la modernità, con grande attenzione a redistribuzione e giustizia sociale».

 

matteo renzi con andrea marcucci 2

Anche il botta e risposta quotidiano tra Letta e Salvini sembra funzionale a questo tentativo. È così?

«Probabilmente è più facile individuare un nemico, piuttosto che avere a che fare con un compagno di strada scomodo. In realtà lo stanno facendo entrambi. Forse è nelle cose. Non sono sicuro che sia la cosa migliore per l' Italia. Certamente la distanza dalla Lega è enorme».

 

Cosa pensa, invece, di Giorgia Meloni? Fra un po' vi sorpassa.

«È una donna che fa politica con grande intelligenza. Per essere il primo partito del centrodestra ha deciso di rimanere all' opposizione: non si è curata dell' interesse del Paese, ma della propria parte. Ma i consensi guadagnati, restano nel centrodestra. I voti persi dalla Lega, li ha recuperati FdI».

 

enrico letta a in mezzora in piu 2

A proposito di donne: a lei è stato chiesto di dimettersi da capogruppo per far largo alle donne e ora tra i candidati sindaci del Pd non c' è una donna. Le dà fastidio?

«Sicuramente bisogna avere maggiore attenzione alla presenza femminile. Però bisogna essere conseguenti in tutti i ruoli. Il Pd non ha mai avuto una segreteria donna. E per esempio si potrebbe pensare a una candidata donna per la presidenza della Repubblica. Tante donne sarebbero all' altezza. Vedere le fotografie dei candidati alle primarie a Torino, tutti uomini, non è stato bello. Così come criticare chi appoggia una candidata donna a Bologna è legittimo, però non molto conseguente rispetto agli annunci fatti».

andrea marcucci matteo renzi

 

Si riferisce a Isabella Conti (ex di Italia Viva, ora partecipa alle primarie del Pd di Bologna, n.d.r.). Lei chi voterebbe alle primarie di Bologna: Matteo Lepore o Conti?

«Io voterei Conti, ha una visione più ampia. Però capisco chi sceglie Lepore. L' importante è che i territori siano liberi di scegliere i propri candidati, anche con fisionomie diverse».

 

Arturo Parisi ha detto che ormai le primarie sono diventate una farsa. Vedi Roma. È così?

«A Roma abbiamo faticato. Oggi c' è un candidato oggettivamente più forte, Roberto Gualtieri. Sono sicuro che sarà un ottimo sindaco di Roma.

 

Ma è chiaro che qui le primarie sono più una spinta alla candidatura e a coinvolgere la base. Altrove, invece, servono davvero a scegliere e permettono di coinvolgere una base al di fuori degli iscritti».

MATTEO RENZI ABBRACCIA ANDREA MARCUCCI

 

Alle Amministrative, il Pd non è riuscito ad allearsi con il M5S da nessuna parte, a eccezione di Napoli. Capitolo chiuso o resiste l'«alleanza strategica» con il M5S?

«Le alleanze nascono su idee e programmi. Nei territori non si è riusciti a farle perché non c' erano le condizioni. E se non ci sono, non può essere un diktat da Roma a crearle. Penso, invece, che a livello nazionale si possa costruirle. Bisogna capire, però, cosa succederà sulla riforma della giustizia e fiscale. Dipenderà molto dalla legge elettorale.

 

Spero che questa legge, che è stato un grande errore da parte del Pd, venga modificata. Con la riduzione dei parlamentari, sarebbe un grande vulnus democratico».

ENRICO LETTA

 

Le Amministrative saranno un test per la leadership di Letta?

«Saranno un test per tutti noi. Mi auguro, poi, che indipendentemente dalle Amministrative, il Pd, nel prossimo anno, abbia modo di fare una discussione interna, profonda. Quello sarà il momento di fare scelte per il futuro del nostro partito».

 

Lei conosce bene Matteo Renzi: si sta preparando un futuro lontano dalla politica?

MATTEO RENZI ANDREA MARCUCCI

 «Io credo che l' analisi che feci all' epoca della sua scelta di lasciare il Pd, si sia rivelata giusta. Il progetto politico di Italia Viva è fallito. Poi le sue scelte personali non le conosco. E anche se le conoscessi, non le direi».

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