giorgia meloni vladimir putin matteo salvini

LA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA RISCHIA DI DURARE MENO DI UN GATTO IN TANGENZIALE – LA MELONI INIZIA A TEMERE CHE SALVINI FACCIA IL MATTO E A OTTOBRE, QUANDO SI DOVRÀ STRINGERE LA CINGHIA, PROVI A INDEBOLIRE LA LINEA DURA EUROPEA CONTRO LA RUSSIA. I SEGNALI SONO CHIARI, IL “CAPITONE” TRA IERI E OGGI HA GIÀ MANDATO BORDATE CONTRO GLI USA E BRUXELLES (ATTACCANDO LE INTERVISTE DELLA CLINTON E LE MOSSE EUROPEE SUL GAS) – L’IPOTESI DELLA “DRAGHETTA” È CREARE UN CORDONE SANITARIO PER NEUTRALIZZARE LE SBANDATE PUTINIANE DI MATTEO …

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

SALVINI PUTIN

[…] Il rischio - è l'allarme che scatta immediatamente nel quartier generale di Giorgia Meloni - è che la Lega indebolisca la linea dura europea contro lo Zar, esponendo l'Italia nei confronti di Washington. Un segnale, appunto. Che conferma alcuni timori della leader di destra. Ormai consapevole che la prima sfida di ottobre - in caso di vittoria elettorale e di ascesa a Palazzo Chigi- sarà proprio quella di tenere ancorata alla linea atlantica la maggioranza.

 

meloni negli usa

Lo scontro è ancora sottotraccia, ma potenzialmente deflagrante. E le preoccupazioni di Meloni - riferiscono diverse fonti - ormai note. La leader va dicendo di perdere spesso il sonno, pensando alla gravità dei problemi d'autunno. […] Il timore, che inizia a diventare patrimonio comune dei vertici politici e istituzionali del Paese, è che l'eventuale ritorsione di Mosca si possa concretizzare proprio in quei giorni, mentre nasce e si insedia il nuovo esecutivo. Salvini, questo è l'incubo, sarebbe deciso a spostare Roma su una posizione simile a quella dell'Ungheria, che soltanto due giorni fa ha siglato con la Russia un patto per aumentare la fornitura di gas in vista dell'inverno.

 

MATTEO SALVINI E PUTIN

Meloni conosce questo scenario. È consapevole dell'influenza della linea russa su molte delle posizioni dell'alleato. Grazie al rapporto con Draghi, conosce la gravità della crisi energetica e i piani d'emergenza per affrontarla. Di più: con ogni probabilità terrà al ministero dell'Energia Roberto Cingolani, in modo da garantire continuità.

 

L'unica cosa che non intende accettare è che l'aspirante ministro dell'Interno spinga l'esecutivo a cedere alla ritorsione di Putin. E non solo per ragioni di principio, ma perché non intende distruggere la complicatissima operazione di avvicinamento agli Stati Uniti, avviata con la condanna dell'aggressione di Mosca a Kiev.

 

BERLUSCONI SALVINI MELONI - MEME

Come in un gioco di specchi, Salvini sgambetta con ostinazione uguale e contraria questo percorso della leader. E lo fa spargendo briciole di indizi. Ieri ha scelto di colpire con un altro tweet anche Hillary Clinton, che in un'intervista a Repubblica chiedeva agli italiani di non cedere ai populismi e alle ingerenze esterne. […] L'affondo non è casuale, perché l'ex segretaria di Stato apre anche alla possibile ascesa di Meloni a Palazzo Chigi e raccoglie l'ovvio gradimento dell'aspirante premier […]

 

La competizione, per ovvie ragioni elettorali, resta al momento confinata ai segnali incrociati. Ciononostante, non si arresta. Meloni immagina un cordone di sicurezza, che non coinvolge solo Cingolani. All'Economia dovrebbe andare Fabio Panetta, membro del board della Bce. E immagina un ministro degli Esteri atlantico, senza esitazioni. Che sia Antonio Tajani dipende anche dalla linea che Forza Italia assumerà nella partita del gas. Perché Salvini è convinto - o almeno così confida ai suoi dirigenti nelle ultime ore - che il Cavaliere sosterrà la linea morbida verso Mosca, in quanto amico intimo di Putin. […]

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