oro matteo salvini giorgia meloni antonio tajani manovra

LA MAGGIORANZA LITIGA PURE SUI SOLDI PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 22 MARZO! I VERTICI DI FRATELLI D’ITALIA CHIEDONO MILLE EURO A TESTA AI 360 PARLAMENTARI DI CENTRODESTRA PER FINANZIARE IL COMITATO PER IL SI’ (OBIETTIVO: RACIMOLARE MEZZO MILIONE DI EURO PER PAREGGIARE LA CAMPAGNA DELL’ANM) – SCOPPIA LA RIVOLTA IN FORZA ITALIA E LEGA. LA MARETTA CRESCE ANCHE DENTRO FRATELLI D’ITALIA ANCHE SE ALLA FINE NESSUN MELONIANO SI RIBELLERÀ ALLE RICHIESTE DELLA SORA GIORGIA - LA RIVOLTA DEI PARLAMENTARI DI MAGGIORANZA FARÀ SÌ CHE LA RICHIESTA DI AUTOTASSARSI SARÀ SOLO “VOLONTARIA”, CIOÈ CHI VUOLE DARÀ UNA SOMMA…

 

Giacomo Salvini per “il Fatto Quotidiano” - Estratti

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Mille euro. A testa. Chiesti a tutti i 360 parlamentari di centrodestra per finanziare il comitato del “Sì” alla riforma sulla separazione delle carriere coordinato da Palazzo Chigi e guidato dall’ex direttore del Giornale Alessandro Sallusti e dall’ex giudice costituzionale Nicolò Zanon.

 

Obiettivo: racimolare mezzo milione di euro per pareggiare la campagna dell’Anm. È questa la principale preoccupazione che in queste ore circola tra gli eletti di maggioranza di centrodestra: nessuno vuole versare la quota da mille euro una tantum per la campagna referendaria, che si aggiunge a quella che ogni mese gli eletti versano ai rispettivi gruppi parlamentari (mille Fratelli d’Italia, 1.845 la Lega e 900 di Forza Italia). Il “no” ufficioso è già arrivato da Forza Italia: i parlamentari azzurri non hanno intenzione di autotassarsi per finanziare un comitato sostanzialmente guidato da Fratelli d’Italia che punta a evitare esponenti politici ed escludere gli alleati dalle scelte del comitato. 

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse

 

Giovedì mattina il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha riunito i colleghi di partito, a partire dai responsabili dei comitati azzurri Giorgio Mulè, Enrico Costa e Pierantonio Zanettin, ed è stata ipotizzato un contributo di 500 euro ma solo per sostenere il comitato azzurro che ha tra le principali testimonial Francesca Scopelliti, già compagna di Enzo Tortora.

 

I forzisti organizzeranno anche cene ed eventi di autofinanziamento e un sostegno economico per la campagna referendaria arriverà anche dal partito, senza escludere un contributo della famiglia Berlusconi (magari anticipato rispetto ai 500 mila euro che arrivano ogni anno dai figli prima dell’estate).

 

Di certo, però, gli azzurri non sosterranno economicamente il “comitatone” governativo. 

Anche nella Lega in queste ore non hanno apprezzato la richiesta – per il momento ufficiosa – che è arrivata dai vertici di Fratelli d’Italia. I leghisti possono contare sulla consigliera del Csm Claudia Eccher (già avvocata di Matteo Salvini) che è una delle testimonial principali del “Sì”, ma si sono visti bocciare alcuni nomi che avrebbero voluto tra i “costituenti” del comitato. Maretta che in queste ore sta crescendo anche dentro Fratelli d’Italia anche se alla fine nessun meloniano si ribellerà alle richieste della “capa”. La rivolta dei parlamentari di maggioranza quindi farà sì che la richiesta di autotassarsi sarà solo “volontaria”, cioè chi vuole darà una somma. 

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

 

Ed è proprio la questione dei soldi che sta frenando in queste ore il comitato del “Sì” governativo alla riforma sulla separazione delle carriere. 

 

Per gli spot, i manifesti e gli eventi della campagna referendaria servono i finanziamenti e senza il contributo dei parlamentari i promotori sono alla ricerca di contributi di privati, a partire da imprenditori vicini al governo e al fronte del “Sì” alla riforma. 

 

Una questione non secondaria perché la decisione di anticipare la data al 22-23 marzo – annunciata venerdì in conferenza stampa dalla premier Giorgia Meloni e che sarà ufficializzata domani in Consiglio dei ministri – ha creato un paradosso: i comitati dovranno accelerare la campagna referendaria che si svolgerà tutta tra inizio febbraio e inizio marzo rispettando le regole della par condicio (che scatterà dall’indizione dei comizi referendari da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella). 

 

Dunque i maggiori investimenti per eventi, spot e manifesti dovrà essere fatta a inizio febbraio per permettere al comitato del “Sì” di far partire la comunicazione referendaria. Finora, invece, tutto è stato fatto a costo zero con post e video di propaganda gestiti da Fratelli d’Italia. 

matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani

 

(...)

matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani 2

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