LA MANIFESTAZIONE DEL PD HA UN UNICO MESSAGGIO (IL SOLITO), DIPINTO SULLE TETTE DELLE GNOCCHE UCRAINE NUDE: “FUCK YOU SILVIO” - BERSANI APRE AL GOVERNO DI TRANSIZIONE. CHE NE PENSANO VENDOLA E DI PIETRO (DA SEMPRE CONTRARI)? - RENZI FISCHIATO: “VENDUTO DI ARCORE”. LUI LA PRENDE CON SPORTIVITÀ, MA SE NE VA A METÀ DEL DISCORSO DI CULATELLO - IL CAINANO: “NON MI DIMETTO AFFATTO”. MA FORMIGONI SCALPITA: “SENZA NUMERI, È SAGGIO LASCIARE E FARE UN GOVERNO A TEMPO”. CALDEROLI RINGHIA: SENZA I NUMERI C’È SOLO IL VOTO…


1 - RENZI CONTESTATO
http://video.repubblica.it/edizione/roma/renzi-contestato-vai-ad-arcore/80043?video=&ref=HRER1-1


2 - MANIFESTAZIONE PD A SAN GIOVANNI
Da "Corriere.it"

Migliaia di persone in piazza San Giovanni il sit-in organizzato dal Partito democratico. «Piazza gremita. E' un successo» rivendicano gli organizzatori. L'incognita maltempo non ha dissuaso giovani ed anziani, ma anche bambini, molti di loro hanno in mano la bandiera «tricolore» del Partito Democratico. Sopra la basilica di San Giovanni in Laterano volano palloni bianchi, rossi e verdi. Il tricolore è la cifra dominante di una giornata in cui il Pd chiede «per un grande paese un futuro migliore».

Dopo l'intervento di Laura Boldrini dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati, sul palco i Marlen Kunz e poi Roberto Vecchioni. «Questa è una festa del cacciar via. Non c'è uno strato della società che non gli chieda di andare via». Quindi il saluto del futuro sfidante di Sarkozy, Hollande, che chiede il ritorno di governi socialdemocratici in Italia, Francia e Germania. Il leader della Spd tedesca Sigmar Gabriel interviene sul palco, che auspica in tutta l'Europa una politica a favore dei giovani.

«Tassare gli speculatori finanziari ... La disoccupazione giovanile uno dei più grandi scandali in Europa. Lavoriamo insieme per un'Europa giusta». Quindi tocca al segretario Pier Luigi Bersani , introdotto dall'Inno alla gioia e da un collettivo Inno di Mameli, che rilancia l'idea un governo di ricostruzione e di un patto tra progressisti e moderati. «Se diciamo ricostruzione, allora diciamo alleanza dei progressisti e dei moderati, diciamo patto di governo per una legislatura di ricostruzione, per sostenere la riscossa del Paese, per sconfiggere il rischio che viene dalla peggiore destra d'Europa».

BERSANI - Bersani parte ricordando i cittadini della Liguria e della Toscana e le violenze di San Giovanni del 15 ottobre. «Riporteremo l'Italia alla sua dignità, al suo buon nome, alla tradizione europeista di Spinelli ed i Prodi. Tute noi forme progressiste rilanceremo il sogno di un'Europa aperta al futuro. La malattia è l'Europa azzoppata dalle destre della Merkel e di Sarkozy. Berlusconi sui è ritagliato un posto solo nelle vignette di satira. La destra ha messo in ginocchio l'Europa a partire da come hanno gestito il problema della Grecia. Tocca ai democratici, ai socialisti, ai liberali veri rifare l'Europa, non possiamo fallire».

Il segretario Pd chiede le dimissioni di Berlusconi. «Se l'Italia si trova nel versante più esposto della crisi è «per la politica di un Governo incapace e sconsiderato». Pier Luigi Bersani difende così il Pd rivendicando «di aver avanzato proposte su ogni decreto e di aver detto ogni santo giorno che Berlusconi doveva andarsene perchè ci ha condotto al disastro».

«Sappiamo bene che questi giorni ci richiamano a una emergenza drammatica. Lo abbiamo detto agli italiani e lo abbiamo detto al Presidente della Repubblica che ringrazio qui per il Suo impegno straordinario: noi non cerchiamo ribaltoni o soluzioni di piccolo cabotaggio parlamentare. Se c'è discontinuità, se c'è cambiamento, se c'è una credibilità internazionale e interna da parte di un nuovo Governo, noi siamo pronti assieme a tutte le opposizioni a prenderci le nostre responsabilità, a dare un contributo di equità e di efficacia a misure che a questo punto debbono essere vere e proprie misure di salvezza nazionale. Ma tutto questo, se si determinasse, sarebbe un passaggio di transizione, l'avvicinamento ad un ciclo più radicale e impegnativo di cambiamento che potrà avvenire solo con il concorso attivo e l'assunzione di responsabilità e condivisione dei cittadini elettori», precisa Bersani dal palco di piazza San Giovanni.

«Sia chiaro comunque che anche un eventuale governo di transizione non potrebbe che muoversi nel senso di un nuovo patto sociale. Questo grande obiettivo, questa bussola sarà il lavoro per la nuova generazione. Nessuno sarà abbandonato, nessuna scelta sarà dimenticata ma il lavoro dei giovani sarà la bussola. Perché se l'Italia vuole avere un futuro deve mettere al lavoro la nuova generazione».

Sulle alleanze, Bersani rilancia la sua posizione. «Se diciamo ricostruzione, allora diciamo alleanza dei progressisti e dei moderati, diciamo patto di governo per una legislatura di ricostruzione, per sostenere la riscossa del Paese, per sconfiggere il rischio che viene dalla peggiore destra d'Europa. È inutile immaginare una destra diversa, la destra italiana è quella e non può essere che quella. Questa dunque è e resta la nostra proposta: alleanza dei progressisti e dei moderati per una legislatura di ricostruzione. Unità per la ricostruzione. Sappiamo che questa proposta è una sfida per tutti», sottolinea il segretario del Pd.

ALLUVIONE - Durante la manifestazione si raccolgono fondi per le aree alluvionate e la prima a parlare dal palco è stata proprio un assessore all'Ambiente delle Cinque terre, Alessandra Rossi di Calice al Cornoviglio (La Spezia). «Il nubifragio che ha devastato e messo in ginocchio Genova non può che alimentare la disperazione. Abbiamo voluto comunque essere qui con voi -spiega Rossi- per la nostra Liguria e per lanciare un messaggio forte e chiaro: ricostruzione in nome del popolo italiano».

CONTESTATO RENZI - «Sei un populista, vai ad Arcore sei come Berlusconi». Una selva di fischi. Ma anche molti applausi. Così viene accolto l'arrivo di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, arrivato in macchina in piazza, si è fermato a parlare con i contestatori e anche con i suoi supporter. Ha afferrato una bandiera del Pd, promettendo di portarla sul palco, verso il quale si è poi diretto accompagnato da diversi applausi e altrettanti fischi. «Sei come Berlusconi- gli dice in faccia una persona- tu devi stare dall'altra parte». E un altro manifestante: «Dì una parola di sinistra». Il sindaco di Firenze prova a spiegare: «Ma io voglio solo discutere...».

«Non è il momento, ora dobbiamo stare uniti», gli dice un militante mentre gli stringe la mano. Dalle seconde file continuano ad arrivare fischi e applausi. «Io non sono il Berlusconi di sinistra- risponde Renzi ai cronisti- l'ho già dimostrato con quello che ho fatto. L'accusa di connivenza con il nemico è imbarazzante - ha detto il sindaco di Firenze - significa non avere argomenti. Io non parlo mai di Berlusconi come elemento costitutivo della mia politica, Berlusconi appartiene al passato».

Dunque, ha insistito Renzi, «chi continua a vivere di antiberlusconismo deve rendersi conto che nelle prossime ore Berlusconi andrà in pensione e con lui gli anti Berlusconi». Ma la contestazione gli è dispiaciuta, dice. «Mi ha fatto male, ma non accetto che mi si dica 'vattene'. Bisogna vivere con serenità che ci siano opinioni diverse. Io non me ne andrò come accaduto da tanti negli scorsi anni. Io ritengo il Pd casa mia, come ovvio che sia. Questo è il luogo naturale dove io vengo oggi. Se si manda a casa chi la pensa diversamente non si vince mai, perchè non si hanno voti nuovi».

Il leader dei rottamatori ha poi incontrato nel dietro palco il segretario Bersani. Più tardi ha lasciato piazza San Giovanni, a pochi minuti dall'inizio del discorso del leader dei democratici. Renzi ha spiegato via Twitter il perché di quella partenza improvvisa: « Come sanno tutti in città ho una cerimonia a Firenze nell'anniversario di Giorgio La Pira. Sono il sindaco. Per noi è una cosa importante...»

D'ALEMA - Ma certo un caso Renzi nel Pd c'è. Da Massimo D'alema un giudizio secco: «Renzi è un fenomeno mediatico costruito dalla stampa. Non ho mai polemizzato con Renzi e non intendo farlo adesso -ha spiegato il presidente del Copasir- Il suo è un contributo. Comunque, è sindaco di Firenze e come tale va valutato».

IL SIT IN SU TWITTER - Molto seguita dal popolo di Twitter il sit in (hashtag #occupypd e #cinque11). Pippo Civati manda un «appello ai colleghi e ai #bigdelpd: la manifestazione è davanti al palco non dietro». C'è chi rilancia i versi di Vecchioni: «Perché questa notte dovrà pur finire», chi fa dell'ironia «Almeno Veltroni avrebbe portato Bono Vox». «Contestato Renzi, non azzardarti a farci vincere». Lo stesso segretario Bersani fa rilanciare frasi del suo discorso dal suo account pbersani. La frase più discussa è «la finanza sta all'economia come la comunicazione alla politica».

PAROLE CHIAVE - La grande manifestazione del Pd riporta il popolo democratico, unito, nella grande piazza romana di San Giovanni, teatro solo poche settimane fa di scontri violenti con le forze dell'ordine. «Fiducia e Ricostruzione» sono le parole chiave dell'intervento del segretario Bersani. Fiducia nell'Italia e la speranza che il paese con un cambiamento possa uscire dalla crisi. Ricostruzione, perchè «un grande Paese merita un futuro migliore» come recita lo slogan della manifestazione, dove sventolano, numerose, le bandiere tricolori.

IN PIAZZA ANCHE IDV - Con il Pd in piazza l'Idv e il suo leader Antonio Di Pietro «Siamo qui per dire ai cittadini che c'è una classe politica in grado di interpretare i loro bisogni senza fare macelleria sociale». C'è anche una delegazione di Sel che guarda alla manifestazione «con grande simpatia» e la considera «un pezzo importante della costruzione di un cantiere comune del centrosinistra. Non c'è però Nichi Vendola impegnato in Puglia ad accogliere il Capo dello Stato.

MUSICA - La manifestazione è anche una grande festa di musica grazie al contributo di artisti come Marlene Kuntz e Roberto Vecchioni (che ha invitato tutti a indossare «qualcosa di arancione anche solo un nastrino» giovedì prossimo per dire al premier che deve andarsene «perché non ne possiamo più») , l'ensemble multietnico Med Free Orkestra e Ziggy. Quando sono partite le note di Bella Ciao tutta la piazza ha intonato lo storico inno partigiano.

IN TRENO E IN PULLMAN -I manifestanti sono arrivati con treni e pullman e fin dalle prime ore di sabato ed è già al lavoro, in questura, il Centro per la gestione della sicurezza dell'evento: si stanno monitorando gli arrivi assieme alla Polfer, alla polizia stradale e a quella municipale. I treni straordinari che erano in partenza da Genova e da Ventimiglia sono stati soppressi a causa dell'alluvione di venerdì. 15 treni speciali, due navi e oltre 700 pullman hanno portato nella storica piazza dei grandi appuntamenti sindacali e della


3 - BERLUSCONI: 'IO NON MI DIMETTO, DELUDO NOSTALGICI PRIMA REPUBBLICA'
ANSA - BERLUSCONI: DELUDO NOSTALGICI I REPUBBLICA, NON LASCIO - "Girano nei palazzi romani chiacchiere e pettegolezzi su un argomento: le dimissioni di questo Governo. Mi spiace di deludere i nostalgici della Prima Repubblica quando i governi duravano in media 11 mesi, ma la responsabilità nei confronti degli elettori e del Paese impongono a noi e al nostro Governo di continuare nella battaglia di civiltà che stiamo conducendo in questo difficile momento di crisi". Lo dichiara il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

ALFANO ALL'ANSA: NO DIMISSIONI PREMIER MA CONFRONTO SU MISURE - Il presidente Berlusconi e' impegnato nella ''elaborazione'' delle misure derivanti dagli impegni del G20 e ''di conseguenza non si pone alcun problema di dimissioni, ma piuttosto quello di una riflessione da fare nei prossimi giorni sulla condotta politica da scegliere per favorire il piu' vasto concorso possibile di forze politiche e sociali'' allo scopo di dare risposta alla situazione attuale.

Cosi' Angelino Alfano, segretario del Pdl, interpellato dall'ANSA; a proposito delle prossime mosse dell'Esecutivo. "Abbiamo esaminato la situazione politica e parlamentare, con particolare riferimento al voto di martedì prossimo sul rendiconto", sottolinea il segretario del Pdl.

"Il presidente del Consiglio è impegnato, di intesa con i ministri competenti, nella elaborazione dei provvedimenti più urgenti derivanti dagli impegni di Cannes. Di conseguenza - sottolinea Alfano - non si pone alcun problema di dimissioni, ma piuttosto a quello di una riflessione da fare nei prossimi giorni sulla condotta politica da scegliere per favorire il più vasto concorso possibile di forze politiche e sociali, allo scopo di dare una risposta positiva alle gravi questioni che stanno sul tappeto in Europa e in Italia. Il resto - conclude il segretario del Pdl - è solo pettegolezzo".

FORMIGONI: SENZA NUMERI SAGGIO PREMIER LASCI - Dimettersi, allargare la maggioranza e dare vita a un governo a tempo, un anno e mezzo, per rimettere a posto la situazione economica italiana: è questa in sintesi la via indicata dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una strada che il governatore ritiene "molto saggia".

"Berlusconi potrebbe anche prendere in considerazione la strada di affermare pubblicamente la propria disponibilità a rinunciare al ruolo di presidente del Consiglio per il bene del Paese, benché per la Costituzione non sarebbe tenuto a questa mossa", ha detto Formigoni alla trasmissione di Rai3 'Che tempo che fa' in onda stasera. L'obiettivo sarebbe quello di "dare vita con altre forze a un governo diverso, guidato da una personalità indicata dall'attuale maggioranza e personalmente dallo stesso Berlusconi - ha proseguito - per guidare per un anno e mezzo il Paese, riacquistare la piena credibilità, salvare l'economia e prepararci alle elezioni del 2013". "Ritengo che questa sarebbe una strada molto saggia", ha sostenuto il presidente lombardo.

Il governatore aveva prima premesso che questa era una delle due strade che il capo del governo ha di fronte a sé "per ottenere il bene comune". La prima sarebbe quella di "verificare la tenuta della sua maggioranza perché se l'avesse, questa strada è la più normale e costituzionalmente possibile per approvare" gli impegni presi con l'Europa. "Altrimenti - ha concluso - sarebbe bene cercasse altre strade, aprendo un confronto con il Capo dello Stato e con le forze politiche e sociali del Paese" per "evitare che i decreti" economici "vengano bocciati".

IMMEDIATO ALTOLA' DI CALDEROLI: Se il governo ha i numeri per andare avanti e fare le riforme bene ''diversamente non resta che il voto''. Lo afferma il leghista Roberto Calderoli. ''Governi tecnici, di coesione o come diavolo li si voglia chiamare, o peggio ancora maggioranze allargate, sarebbero un colpo di Stato e i colpi di Stato si combattono con la rivoluzione''. "Sono nauseato delle campagne acquisti, con saldi di fine stagione, di omuncoli e donnine, ad opera proprio delle forze politiche e dei poteri forti che hanno la responsabilità storica della crisi economica che oggi stiamo vivendo". Lo afferma in una dichiarazione Roberto Calderoli.

 

 

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